Corsi di Primo Soccorso nella “Buona Scuola”, in attesa di più defibrillatori: altri 24 in arrivo domani nella provincia di Taranto.
Scritto da Maria Angela Amato
La “Buona Scuola”, tanto biasimata, qualcosa di
buono porterà? Lo si replica da un numero esiguo di parti, analizzandone gli
innumerevoli commi. Mario Balzanelli, direttore del 118 dell’Asl Ta ne ha
accolto entusiasticamente la parte in cui si prevede la formazione
obbligatoria, sulle tecniche di primo soccorso, per gli studenti nelle scuole
secondarie. Le risorse umane, finanziarie e strumentali impiegate saranno
quelle disponibili, con la collaborazione del Servizio di Emergenza
Territoriale ''118'', del Servizio
Sanitario Nazionale e con il contributo delle realtà territoriali.
I docenti, coinvolti in corsi annuali
obbligatori di formazione per l'insegnamento delle tecniche di Primo Soccorso,
potrebbero essere gli insegnanti di Scienze motorie, e avrebbero l’obiettivo
di disseminare tali competenze alle
generazioni future.
È
ovviamente d’importanza vitale che tali tecniche diventino un bagaglio di
conoscenze e abilità comuni e diffuse nella popolazione italiana. Ogni vita
umana è un raro gioiello dal valore inestimabile, senza alcuna differenziazione
per l’età o per altri fattori discriminanti (sesso, razza, religione,
condizioni economiche, ecc.). Tuttavia, per salvare una vita umana nel caso di
un arresto cardiocircolatorio, o per ridurne i danni conseguenti, occorre che
sia tempestivamente disponibile un defibrillatore automatico o semiautomatico
per uso esterno (DAE) e che sia presente personale, anche non sanitario,
autorizzato all’utilizzo del DAE, potenziando così uno dei quattro anelli della
catena della sopravvivenza.
Questi due punti, DAE e Personale autorizzato
non sanitario, sono contemplati in un programma regionale pugliese, Deep
Impact, che si pone in linea con le
indicazioni nazionali in materia e con la Riorganizzazione
della Rete dell’Emergenza-Urgenza, illustrata lo scorso 17 marzo dall'ex
presidente Vendola.
La Riorganizzazione, presto, vedrà un passaggio dalla sanità pugliese
"ospedalocentrica" a una sanità dei servizi territoriali, attraverso
un’azione sulle reti, il tutto per la necessità, ritenuta da taluni “vitale”,
di liberarsi “dell’assurda e inefficiente” concezione dell’ospedale sotto casa,
intensificando così la mobilità degli assistiti, il loro smistamento tra
strutture sanitarie, e la presenza di strutture private.
Cruciale pertanto anche il rafforzamento
della rete territoriale di DAE, già avvenuto in altre regioni d’Italia. Lo stesso Mario Balzanelli aveva dichiarato pochi mesi
fa che “Il defibrillatore è uno strumento formidabile per salvare un paziente,
ma deve essere portato sulla scena nei primi otto minuti dall’insorgere di un
arresto cardiaco”. Ipotesi Realistica?
La localizzazione ottimale dei defibrillatori prevede che
siano equidistanti rispetto ai luoghi di potenziale utilizzo. In particolare,
occorre collocarli nei luoghi e nelle strutture di aggregazione e di grande
frequentazione o ad alto afflusso turistico, non prescindendo dai luoghi in cui
sia più elevata l'incidenza di arresti cardiaci, tenendo conto anche della
distanza dalle sedi della Rete di emergenza-urgenza.
Diverse
iniziative private per popolare la rete di defibrillatori sul territorio in
ambito extraospedaliero si sono susseguite, rammentiamo i DAE donati dalle ACLI
per “Ribatti”, un progetto che lo scorso anno ha utilizzato i fondi del 5xmille
per acquistare, quindi distribuire e far custodire sedici DAE in altrettanti
bar a Taranto, dotandoli di utilizzatori formati e autorizzati, individuati nei
gestori e nel personale dei bar.
Il Programma
regionale in Puglia, definito sulla base delle Linee guida nazionali,
prevede almeno una stazione fissa con DAE ogni 10.000 abitanti, e la
formazione di un “operatore sanitario e non” ogni 1000 abitanti. Occorrerà
dotare la Puglia di 400 postazioni DAE e formare 4000 operatori sanitari e non.
La “Buona Scuola” contribuirà a formarne molti di più... salvo la non
riconferma dell’incarico al docente formato?
Al
momento la provincia BAT si è dotata di 150 DAE, con una spesa di 270mila euro.
Il progetto “Il tempo è vita” è stato già attuato a livello di ASL, e ha
comportato la distribuzione dei 150 DAE modello Frod Easy online: diciassette a
Bisceglie, ventuno a Trani, trentuno a Barletta e trentasei ad Andria, e così
via. I DAE sono stati distribuiti in farmacie, sedi istituzionali (comuni),
strutture sanitarie, impianti sportivi (piscine), centri commerciali e lidi
balneari, ma sono tutti in rete mediante l’apparato LifeDataBox.
“Deep Impact” (Defibrillazione E
Prevenzione della morte Improvvisa con Accesso Territoriale in Puglia),
il progetto attuato a livello regionale, ha avuto dal Ministero della Salute la
somma di 271.776 euro per l’anno 2010 , in seguito rimodulata. Riguarda 197 defibrillatori distribuiti nei comuni che ne
abbiano fatto richiesta, in tutte le province,
escludendo la BAT, ed è stato realizzato dall'Assessorato
al Welfare della Regione Puglia, in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche giovanili e sport, con
il coinvolgimento dell'Agenzia regionale sanitaria (A.Re.S.)
in qualità di soggetto attuatore.
Giovedì 9 luglio vedremo ancora la consegna di 24 DAE nella
provincia di Taranto, seguirà la formazione di 66 soggetti utilizzatori, altri DAE saranno consegnati nella
provincia di Lecce. Per Taranto abbiamo la consegna di tre soli DAE in ambito
scolastico mentre sono almeno dieci le scuole destinatarie nella provincia di
Lecce, almeno otto per Bari, almeno due
per Brindisi, almeno cinque per Foggia.
Il collocamento di ogni DAE è indicato nella documentazione
di progetto, inoltre presso il Comitato Tecnico Regionale per
l’emergenza-urgenza in Puglia sono presenti i registri di tutti i soggetti
autorizzati alla defibrillazione con modalità semiautomatica, di tutti i
defibrillatori utilizzabili in ambito extraospedaliero, e degli eventi di
arresto cardiaco trattati con DAE. I proprietari dei DAE devono comunicare al
Comitato Tecnico Regionale modello, marca, anno di acquisizione e numero di
serie del defibrillatore; localizzazione abituale dell’apparecchio, nome
cognome e recapito telefonico del responsabile delle apparecchiature, eventi di
arresto cardiaco trattati con DAE, elenco dei soggetti autorizzati. L’insieme
d’informazioni pone tutte le premesse per intraprendere un percorso che
potrebbe portare a un’efficace gestione della catena della sopravvivenza,
evitando che tanti “gioielli umani” debbano spegnersi dopo un arresto
cardiocircolatorio, talvolta parzialmente e con un aggravio notevole non solo
in termini di spesa sanitaria, tuttavia le cronache locali continuano a
descrivere eventi in parte nefasti.
Nel
frattempo, al fine di intensificare la dotazione di DAE nelle istituzioni
scolastiche, era stato presentato il 20 maggio
2014 un disegno di legge d'iniziativa parlamentare che prevedeva l'obbligo dell’installazione di DAE presso gli istituti
scolastici pubblici, di ogni ordine e grado.
Il disegno di legge obbligherebbe
anche alla presenza, negli istituti, di almeno un soggetto in possesso
dell'autorizzazione all’uso. La somma occorrente per l'attuazione della norma
dovrebbe essere di 65 milioni di euro, si provvederebbe mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento, iscritto nel bilancio triennale 2014-2016, nel
programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire”
utilizzando parzialmente l'accantonamento per il Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca.
Il disegno di legge è stato assegnato alla Camera un anno fa, ma
non ne è ancora iniziato l’esame.
8
luglio 2015

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente