Taranto è la nostra Grecia, va commissariata!
Il grido d'allarme non è di cittadini qualsiasi, è di tre sigle che rappresentano il cuore pulsante delle piccole e medie imprese: Confartigianato, Confesercente e Cna. Ecco il testo
"Sulla storia dei tributi comunali
occorre fare chiarezza e soprattutto deve essere detta la verità agli
imprenditori ed ai cittadini tutti.
Su quanto visto in questi ultimi
giorni ci colpisce innanzitutto la disperata e smaniosa corsa di qualcuno,
sulla stampa e sui social network, ad accaparrarsi il ruolo di salvatore della
patria per aver fatto pressing sull’Amministrazione Comunale per evitare
l’aumento della TARI. Ci colpisce pure l’ingenua sorpresa di molti consiglieri
ed amministratori comunali (maggioranza!!) che hanno dichiarato di non saperne
nulla della vicenda sino al giorno prima del Consiglio comunale. Così come ci
meraviglia molto aver saputo, nel corso del recente incontro con la Commissione
Bilancio, che il 21 luglio scorso era stata depositata all’albo pretorio una
delibera comunale contenente già tutti i dati sull’aumento dei tributi, altro
che BOZZA!! Si chiama delibera ed i nostri amministratori non potevano non sapere.
Non occorre affannarsi, state
tranquilli, “VI CREDIAMO”.
La cosa che non sopportiamo è che
in tutto questo balletto di prime donne manca la sostanza. E cioè che noi, le
imprese, i cittadini avevamo accettato, a malincuore, nel novembre 2013, di fare ulteriori sacrifici a fronte di un
chiaro impegno del Sindaco e degli Amministratori a:
1-
Rivedere il contratto di servizio Comune/Amiu
del 2006 che avrebbe previsto sostanziali risparmi ed efficientamento
dell’azienda AMIU;
2-
A seguito di tutto ciò avremmo ottenuto notevoli
risparmi dei costi generali con conseguente riduzione delle tariffe;
3-
Nomina di un super manager esperto del settore
che avrebbe rivoluzionato l’azienda per farne il fiore all’occhiello
dell’Amministrazione comunale col Sindaco in testa.
Ora, come è andata a finire?
1-
Nel 2015 l’AMIU risulta essere tecnicamente
fallita. Questo non lo diciamo noi comuni mortali, ma lo dicono i numeri
esposti nei report che ci sono stati illustrati in Commissione Bilancio, e che
fino a pochi giorni fa erano pubblici sul sito web dell’AMIU per poi essere
misteriosamente scomparsi.
2-
A fronte dell’ennesima debacle annuale
dell’AMIU, i tecnici comunali e AMIU stessa chiedono di prelevare dal BANCOMAT
COMUNE DI TARANTO, socio unico dell’Amiu, oltre ai 43 milioni di euro come da
contratto, altri 7 milioni extra rispetto all’anno passato, per un totale
complessivo di 50 milioni.
3-
50 MILIONI di euro annuo per un servizio
assolutamente inefficiente sia per le imprese che per i cittadini.
4-
Che fine hanno fatto i risultati del super mega
manager designato dal Sindaco?
ADESSO BASTA! RISPETTATE I PATTI.
La tariffa TARI va diminuita,
come la TASI e l’ IMU. L’Amiu va commissariata e messa sul mercato.
Le imprese ed i cittadini sono
stufi di rimediare periodicamente ai buchi di bilancio ed all'inefficienza
aziendale ed incontrollata da chi è deputato alla verifica del buon andamento
di un azienda partecipata al 100% dal Comune, storicamente costosa e
problematica.
Le imprese dell’artigianato e del
commercio che noi rappresentiamo sono sempre state disponibili a collaborare
per migliorare il servizio rifiuti della città di Taranto e per far si che
Taranto risalga nelle classifiche dei comuni RICICLONI, ma non sono più
disponibili ad essere prese in giro ed a continuare a pagare costi ingiustificati
per un servizio scarso e per una città sporca e puzzolente.
Altro che gioire per il mancato
aumento!!!"
Taranto, 31 luglio 2015
F.to
Il Segretario Provinciale Confartigianato Fabio Paolillo
F.to Il Segretario Provinciale
Confesercenti Roberto Conte
F.to Il Segretario Provinciale
CNA Giuseppe Grandinetti

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