ISIS: Obama blocca invio armi e raid pro-curdi in Iraq

 


Londra, 2 lug. - Barack Obama ha bloccato i piani dei membri mediorientali della coalizione a guida Usa, che dallo scorso 8 agosto bombardano le postazioni di Isis in Iraq, per aiutare contro Isis i curdi, ai quali impedisce anche che vangano fatte arrivare armi pesanti.

E' quanto rivela in prima pagina il britannico Daily Telegraph secondo il quale Obama e diversi alleati occidentali, incluso il premier David Cameron, "non stanno dimostrando la leadership strategica necessaria per affrontare la piu' grave crisi alla sicurezza globale degli ultimi decenni" Gli alleati della regione degli Usa, scrive il Telegraph, si sono stufati e hanno detto che ora "faranno da soli" fornendo armi pesanti ai curdi anche se questo significa Baghdad e gli Usa.

Alti funzionari delle petromonarchie sunnite del Golfo ed altri Stati coinvolti nei raid hanno raccontato al Telegraph che "ogni tentativo di persuadere Obama ad armare direttamente i curdi, come parte di un piano più vigoroso contro Isis sono falliti". "Se gli americani e gli occidentali non sono pronti a fare nulla di serio per sconfiggere Isis allora dovremmo trovare (da soli) nuove strade per far fronte alla minaccia", perché' "con Isis che guadagna terreno costantemente noi non ci possiamo semplicemente permettere di attendere che Washington si svegli di fronte all'enormità' della minaccia che dobbiamo affrontare"", ha detto al Telegraph un alto funzionario di un governo ariano dell'area.

I peshemerga curdi, ricorda il quotidiano, sono stati gli unici a dimostrare capacita' di contrastare Isis, "respingendoli dalla porta di Erbil", con il sostegno dei curdi siriani". Ma lo hanno fatto con mezzi improvvisati. Il tutto mentre "milioni di sterline di armi comprati da diversi Paesi europei per armare i curdi sono bloccati dai comandanti americani che supervisionano le operazioni contro Isis". (AGI) .


UNA MINACCIA SERIA UNA GUERRA LUNGA


Washington, 2 lug. - Il Pentagono prevede che la minaccia rappresentata da entità terroristiche come Isis saranno affrontate in "conflitti che esploderanno piu' rapidamente, dureranno piu' a lungo e avranno luogo su un campo di battaglia molto piu' tecnicamente difficile" perché questi gruppi "rappresentano una minaccia immediata alla sicurezza transregionale perche' riescono a sfruttare insieme rapidamente le tecnologie disponibili con ideologie estremiste". Questo un estratto dell'ultimo libro bianco sulla nuova strategia militare Usa ("2015 National Military") redatto, a 4 anni di distanza dall'ultimo, dal generale Martin Depsey, capo degli stati maggiori riuniti (il piu' alto ufficiale in grado nelle forze armate Usa) insieme con i suoi colleghi del Pentagono

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