La vendetta degli anti-Isis: jihadisti uccisi da miliziani in tute arancioni
Una vendetta con tutti i connotati della “legge del taglione”. I ribelli del movimento Jaysh al-Islam, gruppo anti-Isis, hanno pubblicato on line un video in cui viene ripresa l'esecuzione di 18 miliziani dello Stato Islamico. Stessa messa in scena, stesse modalità del terrore utilizzate dal Califfato con una sola differenza: questa volta i carnefici, a volto scoperto, sono vestiti in tuta arancione mentre ad attendere la morte ci sono uomini vestiti di nero.
Il filmato, girato in Siria nella regione dell’est Goutha, non lontano da
Damasco, mostra i soldati catturati costretti a inginocchiarsi mentre il
comandante dei ribelli annuncia le uccisioni: «Allah non ha creato una malattia
senza darci un rimedio. La più grave calamità per la nostra jihad è che ci sia
un gruppo di persone capace di accrescere le divisioni tra i musulmani. Essi
hanno sconvolto il nostro popolo. Hanno lasciato Teheran intatta e hanno
attaccato le nostre moschee. Questa è la pena per ciò che hanno commesso.
Invitiamo inoltre i loro compagni al pentimento». Nel caso specifico, i
guerriglieri di Jaysh sostengono che i giustiziati sono stati direttamente
coinvolti nella decapitazione di tre ribelli. Ai jihadisti, prima di morire,
viene dato qualcosa da bere: poi, dopo la lettura dell’elenco delle vittime, si
passa all'esecuzione con uno sparo alla testa.
Jaysh al-Islam, un movimento creato nel 2011, si autodefinisce “Esercito
dell'Islam”. Al comando c'è Sheikh Zahran Aloush che guida circa 25.000
combattenti, riuniti in seguito alla fusione di circa 60 fazioni ribelli
all'interno della Siria: tra queste anche la qaedista al Nusra protagonista di
un’ampia offensiva. È una guerra dentro la guerra in cui lo Stato Islamico è
costantemente impegnato a fronteggiare le fazioni ribelli per ottenere la
supremazia sul territorio. fonte
il Messaggero

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