L'affare Grecia: l’austerity erode il capitale sociale.Europa exit?
La situazione della Grecia ha fatto emergere una verità dal fondo della melma in cui la crisi ha portato. Mai l’Europa è stata tanto vicino alla sua distruzione. Colpa della Germania, o meglio di una donna, Angela Merkel. Considerata la donna più potente del mondo, ha però portato in basso le sue quotazioni di leader europeo, proiettandosi in un egoismo nazionale, che forse solo chi ha studiato nella Germania dell’Est poteva avere.
Non siamo di fronte a personalità quali, Kohl, che ha unito le due Germanie, Helmut Schmidt e Willy Brandt che nel 1971 vinse il premio Nobel per la pace. Né di fronte a Konrad Adenauer che fu uno dei padri fondatori della Comunità europea, insieme ai francesi Robert Schuman e Jean Monnet e all'italiano Alcide De Gasperi.
Tutti gli economisti del mondo affermano la stessa cosa: la politica lacrime e sangue, erode il capitale sociale di quelle stesse persone che tale politica devono portare avanti. Una sorta di gatto che si mangia la coda. Se questo è va messa in atto una strategia internazionale che porti l’Europa di fronte alla vera situazione dalla quale uscire, puntare al rafforzamento del Welfare – buona la decisione sul salario di cittadinanza – e far ripartire l’economia. Basta tagli, tasse, e attacco alle pensioni.
Se la Merkel pensa che la severità, l’umiliazione nei confronti di un paese sia la soluzione, sbaglia, come sbaglia ad immaginare che la Germania si rafforza se esce la Grecia oggi, o domani la Spagna di Podemos, o l’Italia a cinque stelle. Perché l’Europa ha peso nei confronti del mondo, i singoli paesi no. Pensate alle risorse energetiche che sono dislocate altrove, magari a sud nel mar egeo; pensate alla economia cinese che si compra il porto del Pireo, e penetra nel mediterraneo. Se l’Europa del Sud viene marginalizzata è possibile che si crei un’altra economia concorrente. O c’è la guerra, come qualcuno pensa. Del resto una c’è già è infiamma il nord africa, alle nostre spalle, mentre noi stiamo a discutere con i ragionieri al bar.

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