Nell’ambito del Progetto “Custodi d’Amore”, nuova lezione e nuove proiezioni in appendice al Taranto International Short Movie Festival

Continua il Progetto “Custodi d’Amore”, partito con successo il 21 aprile e promosso dall’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto, nell’ambito delle attività del Centro di Ascolto LGBTIQ, patrocinato moralmente dal Comune di Taranto e dall’Ufficio della Consigliera Provinciale di Parità. Esso prevede una serie di percorsi di valorizzazione degli anziani LGBTIQ e non, al fine di favorire l’accoglienza, l’ascolto, l’integrazione e la socializzazione e di migliorare la qualità della vita, dal punto di vista sociale e psicofisico, con uno sportello di ascolto e di orientamento contro solitudine, isolamento, non autosufficienza e difficoltà e con una serie di attività ludiche e culturali (speed date, tornei di carte, passeggiate in centro, spazi sulla salute, laboratori di scrittura creativa, di educazione alla teatralità, di teatro/danza) e iniziative in materia di servizi territoriali per over 65. Si tratta della prima iniziativa, a Taranto e nella Puglia, ad occuparsi del rapporto fra la terza età e il mondo LGBTQI.


Martedì 7 luglio alle ore 10.30 presso la Sala Didattica della Biblioteca Comunale Pietro Acclavio, già Palazzo della Cultura, in Via Salinella #31 a Taranto, si terrà una nuova lezione del corso di scrittura e drammatizzazione per over 65 e per alcune allieve del Liside e del Vittorino da Feltre, tenuto dall’attore, scrittore e formatore Luigi Pignatelli. Nel corso dell’incontro verranno proiettati e commentati, in appendice all’edizione 2015 del Taranto International Short Movie DiverCity Festival (promosso dall’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto, con il supporto della Rete IsolArcobaleno), alcune pillole del documentario del Puglia Pride 2015, realizzato da JRStudio, che racconta le cinque tappe della Pride Week e la parata del 4 luglio a Foggia, che ha visto sfilare migliaia di uomini, donne e bambini.
Seguirà un dibattito, con interventi di Pasquale Raffo, rappresentante del Gruppo Giovani di Arcigay Taranto, e di alcuni abitanti del centro storico, che collaborano al Progetto IsolArcobaleno, offrendo ospitalità (come un grande albergo diffuso) a donne vittime di violenza, omosessuali e migranti. La partecipazione è libera e gratuita, ma è preferibile prenotare al +39 346 622 6998.

A seguire, il discorso finale del coordinamento del Puglia Pride.
21 anni di Pride. Ed ecco il primo Pride a Foggia, in terra di capitanata, in terra di Puglia. Questa è già una nostra grande vittoria, di tutte le persone che hanno riempito di musica e colori queste strade e questa piazza. Il grazie più grande va a tutte e tutti noi, che oggi siamo qui perché insieme stiamo costruendo e scrivendo una parte importante della storia di questa città e di questa Regione. Perché insieme stiamo costruendo la speranza per un futuro (speriamo non troppo lontano) di diritti, di libertà, di liberazione, di laicità, di dignità per tutte le persone. La società è cambiata, ma non da oggi, perché i bisogni sono in continuo cambiamento e arrestare un processo che proviene dal basso, dalle persone che compongono questo paese, significa bloccare un processo di civilizzazione. Non è più possibile accettare discrepanze nel diritto, non è più possibile accettare che esistano cittadini di serie A e di serie B. Questa è la battaglia di tutti e di tutte noi, che quotidianamente portiamo avanti, combattuta anche per le tante persone che ancora oggi vivono nel buio temendo la visibilità e cercano di mimetizzarsi in vite che non sono le loro, ma che la società abbraccia perché “normalizzate”. Una battaglia combattuta per i ragazzi e le ragazze che ancora oggi sono vittime di bullismo sia dai loro coetanei ma anche in famiglia o, peggio, da chi dovrebbe formarli ad affrontare la vita con coraggio e dignità. Per loro, per noi, oggi siamo più colorati e sorridenti di sempre. Per sottolineare che il male è negli occhi di chi ti giudica non nella tua vita. Siamo qui oggi insieme ognuno con le proprie differenze, con le proprie unicità, perché non vogliamo omologarci, siamo qui insieme, lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali, queer, etero: esseri umani. Siamo qui perché insieme siamo più forti. Il nostro slogan quest’anno è “Fuggi a Foggia”, perché noi non vogliamo più scappare, non vogliamo più nasconderci, vogliamo avere la possibilità di scegliere se rimanere oppure andare via, ma non vogliamo più che nessuno si senta costretto ad abbandonare la propria città per il proprio orientamento sessuale. Per questo motivo la richiesta che oggi questa piazza urla al proprio Parlamento, alle persone che dovrebbero rappresentare noi tutti e tutte, che i diritti non appartengono ad una categoria, altrimenti sono privilegi, i diritti non si danno a rate, i diritti non sono concessioni. Vogliamo per tutti e tutte noi, per le nostre famiglie, i nostri affetti, il matrimonio egualitario, vogliamo poter adottare, vogliamo una legge sulla genitorialità e procreazione assistita che guardi alla realtà e non sia una espressione ideologica. Le nostre famiglie esistono già! I nostri figli e le nostre figlie esistono già e vanno a scuola, dal pediatra, hanno due occhi e due mani proprio come la cosiddetta famiglia tradizionale. Ma per lo stato italiano questi bambini e bambine hanno una tutela giuridica parziale. L’altro genitore, quello non legale, per la legge italiana è un estraneo. Soltanto un ripensamento profondo del Welfare può dare delle risposte alla molteplicità delle nostre famiglie e della nostra esistenza. Il Welfare non può essere una camicia di forza da calare sulla società, ma deve adeguarsi alle esigenze e ai bisogni delle persone. Pensiamo al mondo della precarietà alle tutele e agli sgravi pensati solo per le famiglie composte da persone di sesso opposte, sposate, che oggi sono in piazza con noi, accanto a noi. Pensiamo alle persone transessuali e intersessuali alla necessità del diritto all’autodeterminazione, all’identità e alla integrità fisica. Non è possibile più accettare in un Paese civile che delle persone debbano subire trafile interminabili per terminare la transizione esponendole a violenza e ad un difficile inserimento nella Società. Voglio ricordare che questo movimento, il nostro movimento, lo dobbiamo soprattutto a quei tacchi a spillo che sfilarono a New York nel 1969. Oggi siamo tutti e tutte TRANS. La nostra non è una battaglia che riguarda soltanto le persone LGBTQI ma questo è un grande movimento teso a cambiare e migliorare tutta la nostra nazione. Guardiamoci attorno, oggi in questa piazza siamo tutti e tutte unite, lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali. Affianco a noi tante persone eterosessuali come i nostri amici e le nostre e amiche, le nostre famiglie, i nostri colleghi e colleghe di lavoro. Persone che credono nella nostra stessa battaglia e che sono al nostro fianco tutti i giorni dell’anno. Sono con noi non soltanto perché ci vogliono bene, ma anche perché sanno che questa battaglia è una battaglia per la democrazia di questo paese, per l’uguaglianza e la libertà. Temi universali. Il vero cambiamento è in atto e niente e nessuno può e devo fermarlo. Il cambiamento lo stiamo portando avanti giorno per giorno e non perché ci viene imposto di cambiare ma perché noi siamo il cambiamento. Persone che non vogliono più accettare un oscurantismo medievale dettato dalla paura del diverso solo perché non può essere controllato. Un cambiamento che porta ad essere le persone pronte ad accogliere ed includere e non a giudicare e minacciare punizioni. Non si può fermare il vento con le mani. Ciascuno di noi questa sera porterà a casa una grande forza e una nuova consapevolezza che non si è più da soli e che non abbiamo più paura. Adesso è il momento del cambiamento, ciascuno di voi come disse Milk deve sentirsi reclutato e reclutata perché noi siamo qui ed ora. Alle persone che hanno preferito non partecipare a questo Pride voglio dire che quando limiteranno i loro diritti noi scenderemo in piazza per loro perché se domani dovessero vietare ai buddisti, ai cattolici, ai neri, o a chiunque di sposarsi io scenderei in Piazza al loro fianco. Chiudo con una citazione della poetessa Wislawa Szymborska: “ascolta come mi batte forte il tuo cuore”.

Per visionare il calendario completo delle iniziative promosse dall’Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto, con il sostegno della Rete IsolArcobaleno, nella provincia di Taranto ed oltre, consultare il sito www.hermesacademy.blogspot.it

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