Taranto - Questa antenna non s'ha da fare!
Ancora
una volta..un fulmine a ciel sereno. Nella mattinata di ieri 8 luglio, nei
pressi di Via Gasparri a Talsano un buon numero di cittadini, abitanti del
quartiere di Talsano si sono riuniti per contestare e impedire che alcuni
operai della Vodafone procedessero all’installazione di una antenna di
telefonia lamentando di aver appreso la notizia solo un paio di giorni prima,
grazie al passaparola degli abitanti della zona.
Secondo
il piano comunale del precedente anno, infatti, era stata approvata
l’installazione della Radio Base Vodafone al civico 13 della Via Gasparri, in
una zona densamente abitata, sul tetto di un palazzo distante pochi metri dalla
scuola dell’infanzia Salvemini. In zona è già presente un’altra antenna ad una
distanza di poche centinaia di metri, nei pressi del plessi della scuola media
ed elementare della stessa scuola Salvemini.
E’
accertato che le radiazioni elettromagnetiche abbiano effetti biologici
negativi sper l’uomo; l’impatto che le stesse possono avere sull’uomo sono da
anni al centro di dibattiti e ricerche nel campo scientifico-sanitario,
soprattutto in considerazione di una aumentata incidenza della leucemia
infantile conseguente all'esposizione ai campi elettromagnetici. La legge
Italiana, e le relative Norme CEI, basano il limite di accettabilità delle
radiazioni in base al solo effetto termico a breve termine tale limite fa
riferimento ad un valore massimo di campo elettrico, per i siti abitati, pari a
6 Volt/metro. E' stato tuttavia dimostrato che le radiazioni elettromagnetiche
hanno, a lungo termine, effetti biologici negativi sull'uomo anche per dosi
molto basse. Pertanto
per precauzione i ripetitori di telefonia dovrebbero essere installati il più
distante possibile dalle scuole, da ospedali e dalle aree densamente abitate.
A dare
man forte agli abitanti della zona, alle mamme, agli anziani che protestavano e
chiedevano agli operai la sospensiva dell’installazione, c’era anche la
Presidente dell’Istituto Salvemini, Stefania Petaro, molto indignata per quanto
stesse accadendo, poiché, dichiara, la Scuola non è stata informata e
interpellata con ragionevole preavviso in quanto la notizia dell’installazione
è arrivata solo pochi giorni prima.
Eppure,
come più volte è stato fatto notare all’Amministrazione, l’art. 5 del
regolamento comunale prevede il coinvolgimento del pubblico nei processi
decisionali in campo ambientale (secondo quanto disposto dalla Convenzione di
Aarhus), attraverso una comunicazione capillare e plurimodale affinchè i
cittadini possano, con preavviso, essere informati e coinvolti nelle decisioni;
questo passaggio importante è stato ribadito da associazioni e comitati, lo
scorso 4 giugno presso palazzo di Città in occasione della presentazione del
Piano delle antenne.
Ma, a quanto pare, si continua ad ignorare la legge, a
calpestare il diritto alla salute e ad ostacolare la partecipazione dei cittadini
alle decisioni che riguardano la collettività.



Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente