Referendum Trivelle minacciato no all'election day? I Cinque Stelle gridano al boicottaggio
Il
governo Renzi tenta di boicottare il referendum contro le trivelle in mare e
dice no all' election day con le elezioni amministrative che si
svolgeranno in tutta Italia il 6 giugno prossimo.
Ad
annunciare il no all'election day è stato il ministro dell’Interno Angelino Alfano.
Il
leader dell'Ncd si è arrampicato sugli specchi dicendo che per l’accorpamento
con le elezioni amministrative previste il 6 giugno prossimo ci sarebbero
problemi tecnici ed economici, perché la ripartizione dei costi non è omogenea
per i referendum e per le amministrative.
Pur
di tutelare le lobby del petrolio sono pronti a buttare oltre
300 milioni di euro per sostenere i costi che lo Stato dovrebbe sostenere per
far votare in due giorni diversi.
E'
uno dei tentativi per boicottare la consultazione popolare sulle trivellazioni
off shore.
Questo
perché il governo Renzi spera che i cittadini, chiamati due volte nell’arco di
poco tempo a votare, disertino il referendum, facendo così mancare il quorum
che lo renderebbe valido.
A
Renzi e Alfano dà fastidio la democrazia diretta e il fatto che i cittadini si
possano esprimere con un referendum non è contemplato negli accordi che hanno
fatto con le multinazionali del petrolio. Dopo aver subìto le manifestazioni di
protesta dei No triv, la richiesta di referendum da parte di dieci Regioni e il
sì della Corte costituzionale alla consultazione popolare ora tentano la strada
del boicottaggio.
La
questione non è ancora chiusa perché l'ultima parola, per definire la data del
referendum popolare, spetta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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