Taranto - Ndrangheta qui? Il Comune non poteva non sapere...la denuncia di Libera
L' associazione libera esprime grande preoccupazione per le dichiarazioni della presidente della commissione nazionale antimafia onorevole Rosy Bindi circa il pericolo di inserimento nelle organizzazioni criminali tarantine della ndrangheta, che tenta di espandersi al di fuori del proprio territorio.
Il quadro della criminalità
organizzata pugliese, così come è descritto nella relazione della DIA relativa
al 2015, e' abbastanza complesso.
Numerosi sono i clan attivi
nelle varie province: nella nostra città la struttura di questi clan e'
abbastanza scomposta e disorganica, dovuta, nel recente passato, vedi processo
AIAS, all'azione repressiva della magistratura e delle forze dell'ordine.
Assistiamo attualmente alla
ripresa di attività illegali da parte di soggetti saldamenti legati ad
esponenti storici della criminalità tarantina: traffico di stupefacenti,
controllo di attività commerciali, gestione illecita' di appalti e servizi pubblici,
tentativi di infiltrazioni nell'economia legale.
Libera ha sempre denunciato
situazioni di illegalità presenti nella nostra città, dalla gestione del centro
sportivo magna Grecia, alla mancanza di trasparenza negli appalti, all'inerzia
nel rinnovo dei bandi pubblici scaduti da anni, a strutture cedute senza un
relativo contratto.
Tutto ciò perché' ci troviamo
di fronte ad una istituzione fragile recentemente “bacchettata “dal procuratore
generale Antonio Maruccia in riferimento non solo all'indifferenza ma anche al
fatto, che ci deve far riflettere, che l'amministrazione comunale “non poteva
non sapere”

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