L'opera per i più piccoli. Dottorato di ricerca allo Sferisterio di Macerata
Scoprire
la magia del teatro in musica dello Sferisterio di Macerata ad ogni fascia
d’età ed ampliare i pubblici dell’arena maceratese. E’ lo scopo del dottorato
di ricerca dell’Università di Macerata sul tema “Are-Nati: Ampliamento dei
pubblici all'Arena dello Sferisterio”.
Il
progetto - presentato al sindaco Romano Carancini e al Sovrintendente Luciano
Messi per valutare le sinergie che si possono creare con le scuole e con lo
Sferisterio - vede in campo più attori. In primo piano la dottoranda Sara
D’Angelo, laureata in Storia dell’Arte e diplomata in violoncello, quindi
l’Università di Macerata con la prof.ssa Paola Nicolini, docente di Psicologia
dello sviluppo e Psicologia dell’educazione, e l’azienda maceratese Esserci,
che dal 2012 cura la comunicazione e il marketing della stagione lirica dello
Sferisterio.
Proprio ai
più piccoli si rivolge il dottorato di ricerca che vede coinvolto come soggetto
di studio lo Sferisterio di Macerata,
con la sua stagione lirica. Per la prima volta, un percorso di ricerca si
interessa di far vivere ai bambini un’esperienza estetica e creativa che li
guidi nella narrazione della trama e nell’ascolto di alcuni brani
dell’opera.
Il
progetto è in linea con le tematiche strategiche di Europa 2020, in quanto
ruota attorno al tema dell'Audience Development, con una particolare
propensione per il coinvolgimento delle fasce d'età più giovani a diversi
livelli e ambiti culturali. Il percorso di dottorato, della durata di tre anni,
si inserisce all’interno del bando Eureka, promosso da Regione Marche e
sostenuto dalla Conferenza dei Rettori delle Marche, nato con l’obiettivo di
implementare l’interazione tra mondo dell’Università e mondo dell’impresa per
sviluppare percorsi di ricerca applicata nei principali ambiti strategici delle
realtà del territorio regionale.
Dopo una
prima fase di studio, ci saranno delle attività rivolte alle scuole primarie
con l’obiettivo di arrivare, entro la fine di maggio, a realizzare una
“riduzione” delle tre opere in cartellone allo Sferisterio la prossima estate -
Otello, Norma e Il trovatore - che siano raccontate con una linguaggio
adatto ai bambini e illustrate con i loro disegni.
Questo
intende essere il primo passo della ricerca che, nei mesi estivi, punterà alla
messa in scena di laboratori per vivere le opere in una dimensione di gioco. In
questo modo si intende costruire, insieme alle famiglie, un percorso di
avvicinamento al teatro per i più piccoli.
La
supervisione scientifica, garantita attraverso la presenza dell’Università,
permetterà di
verificare
i risultati delle azioni intraprese in itinere, arrivando a progettare proposte
e offerte formative realmente efficaci e motivanti per il pubblico dei più
piccoli.
I
promotori sono infatti convinti che amori, guerre, duelli, tradimenti,
ingredienti per storie emozionanti ed appassionanti che non mancano di certo
nell’opera lirica, non hanno età: l’opera è per gli adulti, per i giovani e per
i bambini.
Nella foto: da sin. Carlo Scheggia
(Esserci Comunicazione), la dottoranda Sara D’Angelo, il sindaco Romano
Carancini, la prof.ssa Paola Nicolini dell’UNIMC e il sovrintendente dello
Sferisterio Luciano Messi


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