Roberto Mancini eroe sfortunato della terra dei fuochi nella fiction di Rai 1 con Beppe Fiorello, ma quale risarcimento?
Fiorello a Sanremo rilancia la figura di Roberto Mancini, il poliziotto che si battè contro lo scandalo dei rifiuti tossici in Campania La fictiondi Rai 1 "Io non mi arrendo",sulla Terra dei fuochi con Beppe Fiorello nel cast, andrà in onda il 15 e il 16 febbraio 2016 sul primo canale. L’attore siciliano
vestirà i panni di Marco Giordano, personaggio
ispirato all’ispettore Roberto Mancini, morto ad
aprile 2014 a causa di un tumore, dopo aver a lungo indagato sui problemi della
cosiddetta Terra dei fuochi. A Conti Fiorello parla di un risarcimento sulla rete del poliziotto Roberto Mancini che viene superato dall'omonimia con l'allenatore ex calciatore. Ma non è più cosi, dopo la sua uscita le rete spazza di titoli-stampa sul poliziotto. Ma se di risarcimento bisogna parlare è un altro.
Un titolo sulla rete parla di un anticipazione di 15 anni
del disastro terra dei fuochi. Quella striscia di regione campana che è stato
teatro di sversamenti dei veleni del Nord Italia affidati al business dell’ecomafia.
Nel 2014 suscitò commozione la sua morte avvenuta per essersi beccato il tumore
del sangue conseguenza dei veleni respirati durante anni di lavoro tra rifiuti
tossici e radioattivi. Un’amara considerazione raccolta allora, dovrebbe essere
riportata nella fiction televisiva, quando il vice-commissario malato rilascia questa dichiarazione in un’intervista prima di morire “Se qualcuno avesse preso
in considerazione la mia indagine, forse non ci sarebbe stata Gomorra. Da 11
anni lotto contro il cancro e ho fatto causa alla Camera dei deputati dopo aver
ricevuto un indennizzo di soli 5mila euro”
Dobbiamo tanto a quest’eroe che si è sempre battuto contro i reati
ambientali legati al ciclo di rifiuti, l’emersione di quel mondo malavitoso che
su quella linea di turismo dei rifiuti si muove con un Stato lento che non
riesce nemmeno a varare in modo definitivo il sistema Sistri per il controllo
dei rifiuti speciali. Pensate che nei primi anni ’90 inizia a lavorare sul traffico
illecito di rifiuti in Campania. Nel 1996, dieci anni prima dell’uscita del
libro “Gomorra” di Roberto Saviano, consegna un’informativa alla Procura di
Napoli che verrà presa in considerazione soltanto nel 2011.
Le carte consegnate
da Mancini svelavano nel dettaglio attraverso intercettazioni, pedinamenti,
dichiarazioni di pentiti, i nomi delle aziende del Nord coinvolte nel traffico:
come l’Indesit e la Q8. Descrivevano i rapporti tra camorra, massoneria e
politica. Anticipavano quel sistema che ha portato al biocidio della Terra dei
fuochi. Su change org la moglie chiede un giusto risarcimento, come lo chiede il Movimento Cinque Stelle. Chissà se la fiction televisiva non rimetta in risarcimento questo e non solo il nome nella rete internet.

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