Taranto - I consiglieri Capriulo e Venere paladini delle periferie



Nell’ultimo consiglio   comunale, nel dibattito su una   proposta edilizia, abbiamo ribadito un concetto    che sosteniamo da anni: per il   recupero urbanistico delle nostre martoriate periferie è necessario avere un’idea strategica e di rigenerazione urbana, non si devono rincorrere le singole proposte che arrivano (quasi sempre sganciate da una visione d’insieme e soprattutto non funzionali anche al soddisfacimento dell’interesse pubblico o meglio definito bene comune).

Nello specifico è giunta in consiglio una proposta di larga massima per la costruzione di un complesso edilizio residenziale turistico-alberghiero, in zona Lama-Battaglia, ai sensi dell’art. 10 del regolamento edilizio (che stabilisce che ove ricorrano particolari motivi derivanti dall’importanza dell'opera o dalla necessità di valutare preventivamente determinati fattori, quali ad esempio il rapporto con l'ambiente, le relazioni intercorrenti con altri fattori edilizi, etc., il consiglio comunale si può esprimere in maniera non vincolante).
Grazie al voto della "minoranza di governo” la delibera è ritornata in commissione per approfondimenti.

La proposta chiede di realizzare, nei pressi della costa di Lama, 80 unità immobiliari più un fabbricato per centro servizi, per un totale di circa 22.000 metri cubi di nuove costruzioni.
Tra l’altro si inserisce su una lottizzazione mai completata degli anni 80, che rappresenta un classico dello "sgoverno urbanistico”  degli anni passati, nello     schema   dell’uso ed abuso dei suoli attraverso    piani attuativi mai completati, con la costruzione  di case facilmente commerciabili e scarso se non nullo interesse per le urbanizzazioni primarie e secondarie di interesse pubblico. Nel dettaglio della lottizzazione in questione: approvata nel 1983, mai terminata per il fallimento della società proponente, realizzata solo nella parte residenziale (alcune anche con procedure di condono), senza il completamento delle opere di urbanizzazione da cedere al Comune.

Pur comprendendo le ragioni dei privati, che esasperati dalla inerzia dell’amministrazione cercano di proporre le proprie singole iniziative edilizie (modus operandi attuale), per quanto ci riguarda sentiamo l’obbligo morale e politico di invertire la condotta dei "danni urbanistici” fatti negli anni passati nella città e nello specifico della zona costiera di Lama, S.Vito e Talsano.
Serve un’idea complessiva o larga di rigenerazione urbana, così come tra l’altro già stabilito dal Consiglio Comunale con diversi atti d’indirizzo ed in particolare con la delibera n. 45 del 29 giugno 2011 (adozione documento di programmazione di rigenerazione urbana ai sensi della legge regionale n. 21 del 2008).
Dante Capriuolo e Ciccio Venere di Noi Democratici per la Città che vogliamo

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