Esce oggi, venerdì 13 marzo 2026, su tutte le piattaforme di streaming, “Feel It”, il nuovo singolo dei fabric
Dopo la dichiarazione d’intenti di "Taste This Sound" e la presa di posizione militante di "Fight!", "Feel It" segna un cambio di prospettiva e si propone come il brano più apertamente dance della band: groove incalzante, clap insistenti e una costruzione che poggia interamente su un tappeto colorato di synth anni Ottanta.
La corsa si interrompe solo al centro del brano, per un interludio ipnotico e
sognante. Una sospensione in cui il tempo sembra dilatarsi: congas morbide, una
sorta di trance e una visione che affiora — “and then I swear I see the
sun, I think it’s shining down on you” — prima di tornare a terra, di
nuovo in movimento, e ricominciare a ballare.
Con "Feel It" i BPM salgono, il soul si fa fisico e
il ritmo diventa spazio di liberazione. È un brano che passa dalla pelle prima
che dalla testa, trasformando il dancefloor in un luogo di connessione e
resistenza emotiva.
Il singolo anticipa l’album d’esordio del fabric, "Until We
Are Free", in uscita il 17 aprile, mixato da Tom Campbell (Sault,
Little Simz, Jungle) e ne rappresenta il battito più immediato e
viscerale. I singoli anticipatori sono stati subito trasmessi
da radio come FIP e KEXP.
Se "Fight!" chiamava all’azione, "Feel It" chiarisce perché
vale la pena farlo: perché sentire, oggi, è già un atto politico. Perché
ballare insieme può ancora essere una forma di libertà.
I fabric nascono a Roma dall’incontro
tra Tiziano Tarli, Alex Dusty, Bob Colella, Utibe Joseph e
successivamente Symo, artisti con background ed esperienze diverse,
ma accomunati da uno stesso desiderio: fare musica unendo ritmiche e groove
coinvolgenti a un messaggio diretto, impegnato, capace di portare l’attenzione
sulle contraddizioni della contemporaneità.
Di qui la scelta del sostantivo
inglese fabric per il nome della band: non semplicemente
un’officina di sperimentazione (come implicherebbero il latino fabrica o
il francese fabrique), ma un gruppo concepito come l’intrecciarsi
creativo di fili diversi – generi musicali, musicisti fondatori e collaboratori
non fissi del ‘collettivo’ – che si inserisce e partecipa nel tessuto sociale.
Lo stile dei fabric fonde funk, soul e afrobeat con
un’attitudine urbana e attualissima, dando vita a un sound che è al tempo
stesso resistenza sonora e invito al ballo, e che si inscrive in una linea
ideale che va da Fela Kuti ai Jungle, passando
per The Comet Is Coming, ESG, e i Sault.
Sul palco la missione dei fabric si realizza pienamente. I loro live
sono esperienze fisiche ad alto tasso energetico – un mix tra
l’intensità del club underground e la potenza militante delle street band –
pensate per far ballare e riflettere allo stesso tempo
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