Trasferito al TAR di Bari il ricorso della rete civica “Difesa Fiume Tara”

La rete civica “Difesa Fiume Tara” informa che, a seguito della prima udienza svoltasi a Roma lo scorso 11 marzo, la Regione Puglia e Acquedotto Pugliese hanno richiesto il trasferimento del procedimento presso il TAR di Bari.
In data 18 marzo, il Tribunale Amministrativo Regionale del
Lazio ha accolto tale richiesta. Il ricorso sarà presto riassunto presso il TAR
di Bari entro la prossima settimana. L’udienza relativa all’istanza cautelare –
finalizzata alla sospensione dei lavori – potrebbe essere fissata
indicativamente entro la metà del mese di aprile.
Nel frattempo, i lavori proseguiranno in attesa delle
determinazioni del tribunale. Tale sviluppo rientra nel normale iter
procedurale e viene accolto dalla rete civica per quello che è, senza ulteriori
valutazioni in questa fase.
Si segnala inoltre che, tramite accesso agli atti, è emerso
che il Comune di Taranto, nella persona del sindaco Bitetti, ha deciso di
intervenire ad adiuvandum nel ricorso, partecipando
volontariamente al procedimento amministrativo in corso.
La rete “Difesa Fiume Tara” si riserva di esprimere
eventuali considerazioni in un momento successivo, al fine di non interferire
con il corretto svolgimento del processo.
Infine, si rileva che a seguito dell'incontro con Cgil
Taranto, secondo quanto riportato da fonti di stampa, Acquedotto Pugliese
avrebbe indicato come obiettivo il completamento dei lavori entro febbraio
2027. Tuttavia, tale scadenza non risulta coerente con il cronoprogramma del
progetto esecutivo, che fissa il termine ultimo a marzo 2026. Si ricorda
inoltre che il termine perentorio per l’utilizzo delle risorse del PNRR è il 31
marzo 2026.
Alla luce di queste incongruenze, si ritiene necessario un
chiarimento ufficiale, affinché non si configuri agli occhi della comunità –
già fortemente preoccupata – un eventuale slittamento arbitrario delle
tempistiche, che devono invece essere rigorosamente rispettate. È altresì
fondamentale comprendere come si intenda eventualmente procedere alla
sostituzione delle risorse del PNRR, qualora non fosse possibile rispettare le
scadenze previste, garantendo trasparenza sulle coperture finanziarie e sulla continuità
dell’intervento.
” informa che, a seguito della prima udienza svoltasi a Roma
lo scorso 11 marzo, la Regione Puglia e Acquedotto Pugliese hanno richiesto il
trasferimento del procedimento presso il TAR di Bari.
In data 18 marzo, il Tribunale Amministrativo Regionale del
Lazio ha accolto tale richiesta. Il ricorso sarà presto riassunto presso il TAR
di Bari entro la prossima settimana. L’udienza relativa all’istanza cautelare –
finalizzata alla sospensione dei lavori – potrebbe essere fissata
indicativamente entro la metà del mese di aprile.
Nel frattempo, i lavori proseguiranno in attesa delle
determinazioni del tribunale. Tale sviluppo rientra nel normale iter
procedurale e viene accolto dalla rete civica per quello che è, senza ulteriori
valutazioni in questa fase.
Si segnala inoltre che, tramite accesso agli atti, è emerso
che il Comune di Taranto, nella persona del sindaco Bitetti, ha deciso di
intervenire ad adiuvandum nel ricorso, partecipando
volontariamente al procedimento amministrativo in corso.
La rete “Difesa Fiume Tara” si riserva di esprimere
eventuali considerazioni in un momento successivo, al fine di non interferire
con il corretto svolgimento del processo.
Infine, si rileva che a seguito dell'incontro con Cgil
Taranto, secondo quanto riportato da fonti di stampa, Acquedotto Pugliese
avrebbe indicato come obiettivo il completamento dei lavori entro febbraio
2027.
Tuttavia, tale scadenza non risulta coerente con il
cronoprogramma del progetto esecutivo, che fissa il termine ultimo a marzo
2026. Si ricorda inoltre che il termine perentorio per l’utilizzo delle risorse
del PNRR è il 31 marzo 2026.
Alla luce di queste incongruenze, si ritiene necessario un
chiarimento ufficiale, affinché non si configuri agli occhi della comunità –
già fortemente preoccupata – un eventuale slittamento arbitrario delle
tempistiche, che devono invece essere rigorosamente rispettate. È altresì
fondamentale comprendere come si intenda eventualmente procedere alla
sostituzione delle risorse del PNRR, qualora non fosse possibile rispettare le
scadenze previste, garantendo trasparenza sulle coperture finanziarie e sulla continuità
dell’intervento.
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