Sodalizio artistico targato “problema mio”
Prosegue il sodalizio artistico tra Lisa Ardini e Alessio Bernabei: esce “Problema Mio”
Nel nuovo singolo della cantautrice veneta, prodotto da Alessio Bernabei, l’amore si misura con il peso delle paure, delle fughe e delle distrazioni che oggi consumano anche ciò che sembrava destinato a durare
Ci sono addii che non arrivano in un solo momento, ma si
depositano poco alla volta, come polvere su una stanza ancora abitata. Restano
nelle frasi interrotte, nelle apnee di un silenzio che dilata lo spazio di un
addio, nelle parole che non hanno trovato il loro tempo. E soprattutto, in
quella forma di rassegnazione che non coincide con la sconfitta, ma con la
presa d’atto che, a volte, amare non basta a trattenere qualcuno accanto a sé.
Da questa riflessione adulta e dolorosa nasce “Problema Mio”, il nuovo
singolo di Lisa Ardini.
Ascolta su Spotify.
Il brano conferma il sodalizio artistico con Alessio
Bernabei, che dopo “Non siamo soli” e “Dolce Amaro” firma nuovamente la produzione. Un incontro,
il loro, che non si limita all’aspetto tecnico, ma riguarda il modo stesso in
cui il vissuto viene portato in musica: da una parte la voce di Lisa,
riconoscibile per timbro, intensità e aderenza a ciò che canta; dall’altra un
lavoro di produzione capace di cogliere il non detto, di accompagnare il testo
senza appesantirlo, di lasciargli lo spazio necessario per decantare e
sedimentarsi.
In “Problema Mio” c’è la difficoltà di tenere in piedi un
legame nel tempo, quando il sentimento finisce schiacciato dalle paure
individuali, dalle interferenze esterne, dalla precarietà relazionale che
attraversa molti rapporti contemporanei. Il testo non si sofferma tanto sulla
sofferenza derivata dall’allontanamento del partner, quanto più sulla fatica di
assistere impotenti al suo smarrimento, fino ad arrivare al punto di lasciarlo
andare pur continuando a portarlo con sé.
In questo senso, “Problema Mio” racconta qualcosa che supera il perimetro dell’esperienza privata. Parla di un tempo in cui tutto tende a diventare sostituibile, rapido, reversibile; un tempo in cui perfino il cuore deve convivere con un sistema di distrazioni continue, di risposte provvisorie, di scorci mentali che aiutano a tirare avanti ma spesso fanno perdere contatto con ciò che conta davvero. Lisa Ardini sceglie di stare esattamente lì, dove l’amore non viene idealizzato ma neppure ridotto a incidente di percorso: viene mostrato per quello che è quando incontra la paura, la distanza, l’impossibilità di avere controllo su tutto.
Il titolo è la formula che tante persone si sentono
consegnare, o finiscono per dirsi, quando un sentimento continua a esistere
anche dopo la fine, quando il dolore non corrisponde all’incapacità di
accettare, ma alla coscienza piena di ciò che è stato e di ciò che non può più
essere. La consapevolezza che la rassegnazione, in certi casi, sia l’unica
forma possibile di fedeltà a quello che si prova.
Il ritornello - «Sarà solo un problema mio che non
accetto un addio, ma è colpa tua che invadi tutti i miei sogni, tutte le notti»
- condensa quello stallo dove il torto non serve più a nessuno. L’artista
smette di cercare spiegazioni e fa i conti con l'ossessione di un'assenza che,
di notte, si riprende tutto lo spazio che le è stato tolto di giorno.
Anche il resto del testo si muove in questa direzione. «Prima
ti amo, poi ti saluto come una sconosciuta» è uno di quei passaggi in cui
il collasso di un legame viene descritto senza enfasi superflua, con una
semplicità che ferisce più di molte formule altisonanti. Il brano tiene insieme
ricordi, frustrazione, affetto, nostalgia, ma lo fa evitando il ricatto
sentimentale e scegliendo invece una lingua accessibile, netta, capace di farsi
riconoscere da chi ha attraversato la stessa soglia.
Per Lisa Ardini, “Problema Mio” rappresenta una parte
precisa di sé, una parte che coincide anche con quella di altri. È il brano
della rassegnazione intesa non come fallimento, ma come momento in cui si
comprende di aver fatto il possibile, e in cui si decide di restare coerenti
con ciò che si sente, anche quando fa male. Una posizione tutt’altro che
passiva, anzi: è una forma di consapevolezza difficile, spesso poco raccontata,
soprattutto in un immaginario che tende a dividere tutto in ritorni trionfali o
chiusure definitive.
Determinante, in questo percorso, il lavoro condiviso con
Alessio Bernabei.
«Mi sono appoggiata a lui per questi inediti – racconta Lisa - e ho trovato un interlocutore capace di ascoltarmi davvero, di comprendere con precisione ciò di cui avevo bisogno e di aiutarmi a portare alla luce una parte di me che fino a quel momento era rimasta più in ombra.»
È anche da qui che nasce la compattezza del brano: dalla
sensazione che voce, scrittura e produzione procedano nello stesso verso, senza
dispersioni, senza sovrastrutture, senza mediazioni inutili.
Con “Problema Mio”, Lisa Ardini intercetta una delle
questioni più spigolose del presente affettivo: il divario tra ciò che
sentiamo e ciò che riusciamo davvero a sostenere nel tempo. E lo fa senza
facili assoluzioni, senza quel linguaggio standardizzato che spesso impoverisce
i racconti d’amore invece di chiarirli. Qui resta il nodo vero: la difficoltà
di lasciare andare qualcuno quando il sentimento, pur ferito, non si è ancora
spento.
Il videoclip ufficiale che accompagna il
singolo ne prolunga il clima, rafforzando il senso di mancanza, ricordo e
distanza che attraversa il brano.
“Problema Mio” conferma la scrittura personale e riconoscibile della cantautrice padovana, una scrittura capace di trasformare una vicenda intima in una presa di parola nitida, leggibile, attuale. In un contesto che consuma in fretta anche ciò che dichiara importante, il singolo riporta centralità a una verità meno comoda ma più credibile: non tutto ciò che finisce smette subito di farci compagnia.
Biografia.
Lisa Ardini è una cantautrice padovana classe 1999. La musica la accompagna
sin dall’infanzia: è la madre a guidarla tra i classici degli anni Settanta e
Ottanta, un ascolto che resta la sua bussola e che ancora oggi le indica un
orizzonte di melodia e sincerità interpretativa. Nel 2020 avvia un percorso di
formazione strutturato che diventa punto di svolta, tanto nella tecnica quanto
nella consapevolezza personale. La pratica costante e lo studio le permettono
di affinare voce e scrittura, trasformando l'istinto iniziale in visione e
metodo. Nel live alterna pianoforte e sax, riportando sul palco la
musica con cui è cresciuta e quella che oggi abita, senza nostalgia ma con
continuità: radici da un lato, ricerca personale dall’altro. Il suo progetto
artistico nasce dal bisogno di dare forma a ciò che sente e che osserva, senza
sovrastrutture. Nelle canzoni convive il lato più delicato del suo carattere
con una scrittura che, progressivamente, si fa più netta e decisa. Ogni brano è
un modo per riconoscersi e condividere ciò che rimane quando le parole
finiscono: la musica come spazio per esprimersi, ricordare, esistere.
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