Il SIULM Marina: “in alto mare” il futuro della copertura sanitaria dei militari
Le criticità emerse al tavolo dello Stato Maggiore Difesa sul futuro della assistenza sanitaria integrativa
Ormai è un mantra che puntualmente si presenta in ogni
riunione della Difesa italiana: le risorse a favore del benessere del personale
militare sono sempre scarse!
È accaduto anche nella riunione, tenutasi presso lo Stato
Maggiore della Difesa, per discutere della copertura della assistenza sanitaria
integrativa a favore del personale militare, un tema centrale per il benessere
e la tutela di donne e uomini in divisa.
Nel corso dell’incontro è emerso che Cassa Prevint – Poste, l’attuale gestore del fondo di assistenza sanitaria integrativa a favore del personale militare, avrebbe manifestato l’indisponibilità a proseguire nel rapporto, avendo definito il servizio economicamente passivo.
Anche se la scadenza è per il prossimo mercoledì 1° aprile,
sarà attivata una prima proroga semestrale, già prevista dal contratto, cui
potrebbe seguirne una seconda, così gli attuali livelli di copertura sarebbe
garantiti fino a marzo dell’anno prossimo.
Nel mentre la Difesa dovrebbe indire una nuova gara
d’appalto con un capitolato base rivisto in base alle risorse attualmente messe
a disposizione per questa esigenza.
Ma se ciò accadesse, ovvero le risorse non dovessero essere
aumentate significativamente con nuovi stanziamenti, inevitabilmente ci sarebbe
una significativa riduzione della attuale copertura assicurativa.
Tra queste, in particolare, si paventa la possibile
esclusione dell’alta diagnostica, servizio fondamentale per la tutela sanitaria
del personale militare!
Nel corso della riunione è emerso che, per mantenere una
copertura sanitaria adeguata, sarebbe necessario aggiungere ogni anno almeno 10
milioni di euro ai 20.6 milioni di euro annui stanziati attualmente a tal fine,
anche se ad oggi il Governo non ha previsto ulteriori risorse per il rinnovo
della polizza.
Pertanto il SIULM Marina esprime forte preoccupazione per questa situazione che rischia di incidere direttamente sulla salute e sul benessere del personale militare, soprattutto in un contesto operativo sempre più complesso e ad alta intensità.

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