Ambiente fine marzo 2026 tra “Ora della terra” ed ETS salvi
Consiglio europeo, WWF: sull'ETS i leader UE riescono a evitare di darsi la zappa sui piedi
Per ora nessun cambiamento in peggio del sistema ETS, il
meccanismo che attraverso il principio “chi inquina paga” contribuisce a
favorire la trasformazione del sistema energetico e industriale e, quindi il
progressivo abbandono dei combustibili fossili, ma il pericolo di un gesto
che sarebbe davvero autolesionistico non è del tutto scongiurato: questo
il commento del WWF dopo la riunione del Consiglio europeo a Bruxelles.
I leader si sono riuniti ieri per discutere del nuovo shock energetico che sta colpendo l’Europa, alcuni di loro (tra cui l’Italia) proponevano misure di deregolamentazione e importanti modifiche al Sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS) come possibili soluzioni, ma questa posizione non ha prevalso. Tuttavia, è davvero preoccupante che molti Paesi dell’Est, l’Italia e la Grecia ancora non riescono a riconoscere che indebolire l’ETS non solo è inadeguato per affrontare la crisi immediata, ma minerà gli sforzi per affrontare il vero problema: la continua dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili.
Il WWF sottolinea che gli shock dei prezzi dell’energia non sono né insoliti né accidentali. I picchi dei prezzi sono una caratteristica intrinseca di un sistema energetico basato sui combustibili fossili, che espone ripetutamente le famiglie e le imprese europee a improvvise crisi e aumenti dei costi. I recenti picchi dei prezzi sono già costati all’UE circa 6 miliardi di euro in più in importazioni di combustibili fossili, equivalenti all’investimento necessario per l’energia eolica a servizio di circa due milioni di famiglie.
“Sono le famiglie e le imprese a pagare il prezzo della dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili. La maggior parte dei leader dell’UE continua a pensare che la soluzione al problema sia accelerare la transizione verso l’eolico e il solare. Ma allo stesso tempo troppi credono ancora che abbiamo semplicemente bisogno di più combustibili fossili, o provenienti da luoghi diversi. Finora quella strategia non ha funzionato affatto bene, né per l’Italia, né per altri”, ha affermato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.
Uno degli strumenti chiave nella transizione verso
l’abbandono dei costosi e inaffidabili combustibili fossili, l’ETS, è stato
pesantemente criticato negli ultimi giorni da alcuni Paesi, tra cui Italia, che
cercano di sfruttare questa crisi per chiedere una pausa o per indebolire il
sistema. Sebbene questo scenario sia stato evitato, le loro preoccupazioni sono
state ascoltate nelle conclusioni del Consiglio, che chiedono alla Commissione
europea di elaborare misure mirate per mitigare l’effetto dell’ETS sul prezzo
dell’elettricità. Si tratta dell’ennesimo tentativo dell’UE di spingere verso
la deregolamentazione: questo minaccia la competitività, la sicurezza e la
salute pubblica dell’Europa nel lungo termine.
Il WWF avverte che indebolire l’EU ETS sarebbe un errore e sostiene gli Stati membri, le imprese e le ONG che si sono espresse contro questa proposta. Il mercato del carbonio offre certezza a lungo termine agli investitori e raccoglie fondi che aiutano le industrie europee ad abbandonare i combustibili fossili pur rimanendo competitive a livello globale.
“Incolpare il sistema di scambio delle quote di emissione per le bollette energetiche elevate è un errore, o più precisamente, è fuoco amico. L’EU ETS indirizza gli investimenti verso processi più efficienti come l’elettrificazione, rendendo l’Europa meno dipendente dai combustibili fossili. Da oltre due decenni, contribuisce a ridurre le emissioni, convoglia miliardi di euro verso tecnologie più pulite e ha reso l’Europa meno dipendente dal carbone. Incoraggia l’innovazione, sostiene l’industria nel suo percorso di decarbonizzazione e aiuta l’Europa a sviluppare le tecnologie pulite di cui ha bisogno per rimanere competitiva in futuro.
Se l’Italia non lo ha fatto come doveva, avendo speso solo il 9% dei fondi derivanti dal meccanismo ETS per l’attuazione di politiche effettivamente amiche del clima e della transizione1, la responsabilità è dell’Italia e dei suoi governi, non della UE. Attaccando l’ETS si penalizza chi ha fatto investimenti e ha modificato i propri business plan al passo con gli obiettivi europei e la lotta alla crisi climatica. Il governo italiano dovrebbe invece pensare a come accelerare la transizione verso le energie rinnovabili e ridurre una volta per tutte la dipendenza dell’Europa dai mercati volatili dei combustibili fossili.”, sottolinea Midulla.
Earth Hour, WWF: da Trento a Palermo tutti gli spegnimenti
A Roma l’appuntamento centrale alla Fontana del Gianicolo dalle ore 20:30
Sabato 28 marzo alle 20:30, tanti monumenti in tutta Italia verranno spenti in occasione di Earth Hour, l’Ora della Terra: la più grande mobilitazione globale per clima e natura organizzata dal WWF, giunta quest’anno alla sua 20esima edizione. Un’ora a luci spente come gesto simbolico e molto potente che unirà persone, città, istituzioni e imprese in ogni parte del mondo per accendere l’attenzione sulla crisi climatica e il futuro del Pianeta.
Da Nord a Sud, tante città della nostra Penisola, insieme a sezioni locali del WWF, hanno già aderito all’iniziativa, ma in queste ore molte altre realtà si stanno unendo alla grande ora a luci spente.
Ecco alcuni tra i più
suggestivi spegnimenti nelle città
italiane in occasione di Earth Hour 2026.
Ancona – Luci off per la Fontana del Calamo.
Bari- Alle 20:30 luci spente al Parco Maugeri, uno spazio
verde che ha sostituito il vecchio gasometro presente
nell’area.
Brindisi – Al buio le Colonne Romane e
Palazzo Granafei-Nervegna in Piazza Vittoria.
Catania - Luci spente al Palazzo degli Elefanti, sede
del governo cittadino.
Firenze – L’Ora della Terra scatterà per Palazzo
Vecchio, Torre Arnolfo, parte di Ponte Vecchio, il David a Piazzale
Michelangelo, che veranno spenti insieme a torri e porte
storiche.
L’Aquila – Si spegnerà la celebre Fontana
Luminosa.
Lecce – Un’ora a luci spente per Porta San
Biagio.
Milano – Al buio la Torre del Filarete del Castello
Sforzesco.
Napoli – Verrà spento il Maschio Angioino e, grazie
alla partecipazione dell’Arcidiocesi, anche le illuminazioni di alcune chiese
simbolo della città, tra cui Duomo, Basilica dell’Incoronata (Capodimonte) e
Basilica di San Giovanni Maggiore.
Padova – Sarano spenti Palazzo Moroni (sede del Comune)
e le luci di Piazza della Frutta.
Palermo – Si spegnerà la maestosa Cattedrale.
Pescara – Buio sulla storica Torre Civica.
Roma – Nella Capitale verranno spente le luci di
Colosseo, Fontana del Gianicolo e San Pietro. La Santa Sede aderisce
spegnendo Cupola, facciata della Basilica e colonnato il 28 marzo dalle 20:30
alle 21:30. L’appuntamento centrale di quest’anno sarà alle 20:30
a Fontana del Gianicolo, dove saranno presenti alcuni esperti WWF.
Torino- Luci spente per la Mole Antonelliana e i Ponti
Storici.
Trento – Verrà spento il Monumento Alcide De Gasperi in
Piazza Venezia.
Venezia – Si spegneranno le luci della bellissima Piazza San Marco (dalle 20 alle 21).
Qui la cartina in continuo aggiornamento con gli
appuntamenti: https://www.wwf.it/cosa-facciamo/eventi/earth-hour-2026/#:~:text=Earth%20Hour%20si%20svolger%C3%A0%20il,di%20cambiare%20il%20nostro%20futuro
Patrocini e riconoscimenti
Anche quest’anno Earth Hour ha ricevuto il patrocinio di importanti istituzioni, tra cui la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ed è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica.

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