Nidi comunali, la CISL FP dice no a scelte improvvisate
“Serve una visione per rafforzare il servizio pubblico: I futuro dei nidi si costruisce con i lavoratori
Taranto, 14 marzo 2026 – Un clima intenso,
partecipato, quasi sospeso tra preoccupazione e determinazione. È quello che si
è respirato ieri mattina nell’assemblea promossa dalla CISL FP del Comune
di Taranto per discutere del DUP 2026/2028 e delle prospettive del personale
educativo. Una platea numerosa, composta da educatrici, operatori e
rappresentanti sindacali, ha animato un confronto che ha messo al centro il
futuro dei servizi per l’infanzia e la dignità del lavoro pubblico.
In apertura dei lavori è intervenuto Aldo Gemma, Segreterio Generale CISL FP
Puglia, che ha portato il saluto e la vicinanza della Federazione Regionale,
sottolineando come “la CISL FP sia al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori
del Comune di Taranto per costruire insieme percorsi di benessere,
valorizzazione e dialogo con l’Amministrazione e dell'impegno della federazione regionale che con tutti i territori sta portando
alla legge regionale di disciplina del sistema integrato di educazione e
istruzione per l’infanzia.
Il futuro dei servizi educativi comunali non può essere affrontato con
soluzioni organizzative improvvisate o prive di un’analisi approfondita degli
effetti sul sistema pubblico e sulle lavoratrici e i lavoratori che ne
garantiscono quotidianamente il funzionamento.
È questa la posizione espressa dalla CISL FP del Comune di Taranto, a seguito
dell’assemblea del personale educativo e alla luce delle ipotesi contenute nel
DUP 2026/2028 relative alla gestione in house degli asili nido. Una scelta che,
come noto, rappresenta una deroga al principio dell’evidenza pubblica e
richiede pertanto una motivazione rigorosa, supportata da una concreta
istruttoria comparativa sulla convenienza economica, sull’efficienza gestionale
e sulla sostenibilità finanziaria rispetto al ricorso al mercato, sottolinea
Ligonzo.
Nel dibattito aperto tra i lavoratori è emersa con forza anche la necessità di
valutare con attenzione l’impatto organizzativo di eventuali modelli societari,
in particolare per quanto riguarda il possibile utilizzo del comando di
personale comunale. Orientamenti normativi e contabili chiariscono infatti che
tale istituto può essere utilizzato solo in via temporanea e per esigenze
specifiche, non potendo rappresentare una modalità strutturale di
organizzazione del servizio, afferma Renna.
Un ulteriore profilo di attenzione, secondo Ligonzo, riguarda la sostenibilità
organizzativa del modello societario. L’affidamento a una società in house
presuppone un’autonoma struttura organizzativa e adeguate risorse professionali.
Nei servizi educativi per la prima infanzia, caratterizzati da elevata
intensità di lavoro, la qualità del servizio è strettamente connessa alla stabilità e alla qualificazione del personale
educativo.
Parallelamente, l’assemblea ha avanzato una proposta concreta di
riorganizzazione dei nidi comunali, fondata sull’obiettivo di coniugare qualità
educativa, sostenibilità economica e tutela delle condizioni di lavoro. Tra le
ipotesi emerse, quella di una rimodulazione dell’orario settimanale con il
prolungamento delle giornate educative e la sospensione del servizio nella
giornata del sabato, attualmente caratterizzata da una presenza media ridotta
dei bambini ma da un impiego integrale delle risorse umane ed economiche.
Non si tratterebbe di una riduzione dell’offerta pubblica, ma di una scelta di
modernizzazione del servizio, capace di migliorare la qualità delle prestazioni
educative, garantire un utilizzo più efficiente delle risorse e favorire
un’organizzazione del lavoro più equilibrata.
La CISL FP, nel rispetto del mandato ricevuto dai lavoratori, esprime allo
stato attuale una posizione di contrarietà rispetto al modello in fase di
valutazione e chiede l’apertura di un confronto formale con l’Amministrazione,
nella consapevolezza che quando si parla di servizi pubblici essenziali le
scelte devono essere orientate al rafforzamento del sistema pubblico e alla
valorizzazione delle professionalità esistenti.
Il futuro dei servizi educativi non può essere affidato a soluzioni di breve
periodo. Serve una visione chiara, fondata su programmazione, responsabilità e
partecipazione. Solo così si potrà garantire un servizio all’altezza dei
bisogni delle famiglie e della comunità.



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