Giochi del Mediterraneo 2026, Taranto raccoglie il frutto delle scelte del 2019
Dall’assegnazione ufficiale a Patrasso al lavoro istituzionale degli anni successivi: così la città si prepara a ospitare un appuntamento destinato a lasciare un segno nella storia sportiva e infrastrutturale del territorio.
TARANTO — Una fotografia semplice, ma dal forte
valore simbolico, racconta meglio di molte parole il percorso che ha portato
Taranto verso i Giochi del Mediterraneo 2026. È l’immagine di una sinergia
istituzionale e politica che, nell’estate del 2019, contribuì a scrivere una
pagina decisiva per la città e per l’intera provincia.
Il momento chiave risale al 24 agosto 2019, a Patrasso, in
Grecia. Nel primo pomeriggio, durante la cerimonia ufficiale del Comitato
Organizzatore, Taranto ottenne l’assegnazione della prossima edizione dei
Giochi del Mediterraneo, al termine di un lungo lavoro preparatorio culminato
nella presentazione del dossier di candidatura.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l’allora
assessore regionale Cosimo Borraccino, il presidente della Regione Puglia
Michele Emiliano, il presidente della Provincia Giovanni Gugliotti, il sindaco
di Taranto Rinaldo Melucci, la ministra per il Sud del Governo Conte Barbara
Lezzi, la parlamentare del Movimento 5 Stelle Rosalba De Giorgi, il direttore
di ASSET Elio Sannicandro, il referente regionale del CONI Angelo Ciliberto e
il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Vasile.
Secondo Borraccino, l’evento che Taranto si prepara a
ospitare è il risultato di quelle scelte assunte da Governo, Regione e Comune
nell’agosto del 2019, ma anche della continuità amministrativa garantita negli
anni successivi.
Nel percorso verso i Giochi, viene riconosciuto il contributo
dei governi che si sono succeduti, della Regione Puglia, del Comune di Taranto
e, negli ultimi anni, del commissario Massimo Ferrarese, chiamato a seguire una
fase decisiva dell’organizzazione.
Il risultato, oggi, è un appuntamento internazionale che non
rappresenta soltanto una vetrina sportiva, ma anche un’occasione di
trasformazione per il territorio, grazie agli interventi sulle strutture e al
rafforzamento dell’immagine di Taranto nel Mediterraneo.
«Senza quelle decisioni e quel lavoro dell’agosto 2019 — sottolinea Borraccino — oggi Taranto non avrebbe avuto questo evento né le strutture sportive realizzate». Un passaggio che, a distanza di anni, torna al centro del racconto pubblico della città: repetita iuvant.

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