Tartarughe marine: oltre 115 deposizioni seguite da WWF
Tartarughe marine: oltre 115 deposizioni seguite dal WWF in Sicilia 28 nidi seguiti in altre 3 regioni
Proseguono le schiuse, oltre 550 piccoli solo in Sicilia
Giornate intense per gli esperti e i volontari del WWF
impegnati nella difesa delle tartarughe Caretta caretta: in
Sicilia, regione che al momento detiene il primato di deposizioni, il
primo weekend di agosto è stato particolarmente impegnativo tra deposizioni e
emersioni di tartarughe neonate.
Sono saliti a circa 130 i nidi segnalati quest’anno
in Sicilia di cui 115 monitorati dal WWF: il maggior numero si trova ancora
lungo le coste sud orientali dell’isola. Le ricerche delle
tracce, rigorosamente svolte all’alba lungo le spiagge, continuano
senza sosta così come la sorveglianza dei nidi giorno e notte per permettere
alle piccole tartarughe di nascere in sicurezza.
Ad oggi sono poco più di 550 i piccoli fuoriusciti
dai nidi seguiti dal WWF in Sicilia: in alcuni casi è stato
necessario traslocare le uova in punti della spiaggia più
sicuri poiché quelli troppo vicini alla battigia, ad esempio, rischiavano di
essere sommersi dall’acqua con la compromissione della schiusa. L’erosione
costiera, infatti, colpisce non solo le attività di balneazione, ma
rappresenta anche un fattore di rischio per le deposizioni, segno che gli
effetti del cambiamento climatico accentuano i danni già presenti dovuti a
infrastrutture e insediamenti lungo le coste accomunando così, nella crisi
climatica, noi umani a questa specie.
Considerando alcune possibili perdite dovute ai tanti
fattori di rischio, il potenziale di nascite della sola Sicilia è di 8000
piccoli, destinati ad affrontare i tanti pericoli che la natura, e le
attività’ umane, hanno in serbo per loro.
Nelle altre regioni le deposizioni monitorate dal WWF
sono salite a 28: 17 in Calabria, 11 nell'arco Ionico tra Puglia e Basilicata.
I volontari sorvegliano le schiuse anche per mitigare
un’altra minaccia: le luci artificiali notturne. I piccoli,
una volta usciti dalla sabbia, vengono spesso attirati da loro poiché scambiate
per il chiarore del mare. Il compito dei volontari è di evitare che vadano in
direzioni pericolose e opposte al mare.
Un’altra accortezza che il WWF chiede ai gestori dei lidi è
quella di rimuovere ostacoli come lettini, boe dalla battigia,
lasciando però gli ombrelloni fissi (che altrimenti al mattino rischierebbero
di danneggiare eventuali nidi non segnalati): proprio ieri presso Noto i
volontari hanno scoperto una deposizione seguendo le tracce lasciate dalla
tartaruga costretta a fare uno slalom tra le strutture lasciate in spiaggia.
Quest’anno le attività del WWF in Sicilia, così come in
altre regioni interessate dalle deposizioni, vengono svolte nell’ambito
del progetto LIFE ADAPTS, grazie al quale si stanno
utilizzando anche tecnologie di monitoraggio, come i trasmettitori
satellitari installati sul carapace con l’aiuto degli esperti
dell’Università di Pisa, capofila del progetto. Ad oggi sono 7 le
tartarughe caretta che hanno nidificato in Sicilia munite di questo
trasmettitore grazie al quale sarà possibile ricostruire i movimenti
delle tartarughe nel Mediterraneo e capire meglio il loro comportamento e le
loro esigenze.
Inoltre, tramite speciali ‘data logger’, viene
monitorata la temperatura della sabbia, un dato importante per
verificare l’idoneità degli habitat di nidificazione al mutare delle condizioni
climatiche che il nostro mare sta affrontando: la temperatura influisce,
infatti, sul sesso delle tartarughe che se troppo alta produce principalmente
individui femmine, riducendo sempre più la proporzione di maschi, cosa può
rappresentare un problema per la riproduzione in futuro. Le temperature sempre
più alte non comportano solo la ‘femminizzazione’ ma possono addirittura
compromettere l’intera schiusa: superati alcuni valori, come quelli record
riscontrati negli ultimi anni, si sta infatti verificando la perdita di alcuni
nidi poiché i neonati escono sofferenti, specie quando si tratta di nidi troppo
superficiali.
VADEMECUM PER SALVARE LE TARTARUGHE
La collaborazione dei cittadini, che in molti casi si sono
già mostrati sensibili, è fondamentale: si chiede di non disturbare la
tartaruga in deposizione, chiamare immediatamente la Capitaneria di Porto, i
volontari del WWF; in caso di emersione dei neonati dalla sabbia non disturbare
i piccoli con rumori, luci, flash fotografici, non prendere i piccoli o
inseguirli in mare. Si tratta di neonati che hanno bisogno della massima
tranquillità e anche in questo caso chiamare la Capitaneria di Porto, i volontari
del WWF nel caso di schiuse non segnalate e quindi non presidiate.
GUARDA IL VIDEO SULLE ATTIVITA’ DEL WWF IN SICILIA
LIFE ADAPTS è un progetto quinquennale
finanziato dall’UE, coordinato dal Dipartimento di Biologia dell’Università di
Pisa e realizzato in Italia, Grecia e Cipro con la partecipazione di 8 partner,
tra cui WWF Italia, volto a valutare la resilienza agli effetti dei cambiamenti
climatici di tre specie simbolo del Mediterraneo: la tartaruga marina comune,
la tartaruga verde e la foca monaca. L’obiettivo principale è sviluppare
strategie di protezione degli habitat critici, sia in mare che lungo le coste.

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