Ferragosto marinai miei non vi conosco
Per donne e uomini imbarcati sulle navi militari un Ferragosto senza CFI
Il Siulm Marina sollecita le Istituzioni: aumentano gli impegni operativi e mancano le risorse: la coperta è sempre più corta!
Tutti i lavoratori che in questo periodo estivo sono impegnati nell’assicurare servizi essenziali alla collettività, come il personale sanitario negli ospedali, alla fine del turno di lavoro possono comunque tornare a casa e abbracciare i loro cari.
Non possono farlo le centinaia di donne e di uomini della Marina Militare e del Corpo delle Capitanerie di Porto imbarcati sulle unità navali impegnate in attività e missioni, neanche in occasione delle soste operative, tecniche e logistiche in porto.
L’ingresso di una nave in porto, infatti, non significa necessariamente che l’attività operativa sia terminata: se l’unità è inserita nel dispositivo operativo, se l’equipaggio continua a essere soggetto a vincoli di disponibilità, permanenza, pronta reperibilità o tempi ridotti di rientro a bordo, e se permane la possibilità di riprendere il mare in base alle disposizioni dell’autorità operativa, allora quella sosta in porto non può essere considerata come un ordinario periodo di riposo o come la cessazione dell’impiego.
Questa è una condizione lavorativa atipica in cui al personale in passato è stato riconosciuto giornalmente il cosiddetto Compenso Forfettario d’Impiego (CFI): non potendo considerare le ore al di fuori del turno di lavoro come “straordinario”, come a un qualsiasi altro lavoratore, il CFI è una misura per corrispondere un compenso – per quanto non adeguato – a fronte dei disagi subiti dal personale in questa situazione.
Ma, a fronte di un aumento esponenziale degli impegni operativi e delle esigenze di prontezza operativa degli equipaggi della Marina Militare, non sono state stanziate le risorse necessarie per coprire questa esigenza.
Da tempo il SIULM Marina (Sindacato Lavoratori Militari) ha denunciato questo stato di cose, sottolineando che purtroppo, quando si tratta di riconoscere concretamente il sacrificio, la disponibilità e l’impegno operativo del personale militare, la coperta risulta sempre troppo corta.
Proprio in occasione del Ferragosto il Siulm Marina è tornato a sollecitare le Istituzioni inviando una lettera alle competenti Commissioni Difesa e Bilancio di Camera e Senato e, per conoscenza, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ai Ministri della Difesa e dell’Economia e delle Finanze e allo Stato Maggiore della Marina, chiedendo un intervento strutturale sul finanziamento degli istituti economici connessi all’impiego operativo del personale imbarcato.
Il Siulm Marina ha ribadito come non sia accettabile che siano le risorse disponibili a determinare, direttamente o indirettamente, quanto del lavoro realmente svolto dal personale possa poi trovare riconoscimento economico. Invece deve avvenire esattamente il contrario: sono le risorse che devono essere determinate in base all’impiego del personale militare!
Si tratta di donne e uomini chiamati quotidianamente a garantire l’operatività delle unità navali, sostenendo ritmi di lavoro gravosi, prolungate assenze dalle famiglie e responsabilità direttamente connesse alle missioni assegnate alla Forza Armata.
Non è più accettabile chiedere sempre di più ai militari e, al momento di riconoscere economicamente il loro impiego, rispondere che le risorse non sono sufficienti.

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