Sant’Agostino

 


[Gesù disse ai suoi discepoli]: -Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora -.Poiché nessuno di noi conosce né il giorno né l’ora in cui morrà qua in Terra

dobbiamo comportarci bene sempre. Questa ovvietà mi ispira dal ottobre 2003,mese della conversione da agnostico a credente.

Sant’Agostino e papa Woityla furono gli interpreti di Dio autori del cambio di vita.Confesso brevemente che, al tempo del liceo, comunicato e cresimato, smisi di praticare Dio in un corso in Castel del Vescovo (e al liceo per un prete, certo di quel che ci diceva a scuola sull’indiscutibilità del matrimonio, ‘sempre stato e praticato così’). Andai all’università, dove il professore di antropologia culturale mi indusse a leggere sant’Agostino a proposito della relatività dei valori. 

Lessi la prima volta Le confessioni (libro diventato logoro e riacquistato diverse volte). L’autore restò l’unico filosofo indiscusso nella mia vita da sociologo prevalentemente agnostico.

Oggi, lo Spirito di Dio, ha fatto eleggere papa Leone dello Spirito, agostiniano, che mi delizia ogni giorno, da americano che contribuisce a render ridicolo il presidente americano senza polemizzare.

Lo Spirito Santo, cui sono devotissimo, mi conduce ogni giorno, fin dall’Epifania 2021, quando mi rese consapevole di consapere con la terza persona divina.

La città di Dio, libro settimo, col Criterio per una selezione degli dèi, mi ha illuminato con (a pag. 463): -Tutti questi appartengono agli eletti. Ma, al concepimento è presente anche la dea Mena [zumero: generata na dal ME], che intende alle mestruazioni e lei, a parte che è figlia di Giove, è una dea proletaria. Inoltre, Varrone nel libro sugli dèi scelti assegna il settore dei flussi mestruali alla stessa Giunone che è anche regina fra gli dei scelti e nel caso in parola sovraintende al flusso mestruale come Giunone Lucina assieme alla figliastra Mena -.

Questo genio mi ha portato a ripetere il suo studio dei nomi degli dèi per comprendere il funzionamento della lingua. La teonomasiologia è diventata la mia pratica nell’archeologia del linguaggio. Sono ancora vivo, grazie a Dio.

Perciò ripeto la domanda a tutti i linguisti: come mai nessuno accetta lo studio dei nomi degli dei come base per comprendere la lingua, dingua in zumero, di tutti i popoli e di tutte le epoche? Finitela di perdere tempo nello studio antichista occupandovi di tutto! Concentratevi sui nomi degli dei, che, certo non esistono più come credenze; ma restano indispensabili per comprendere l’antico, veri semafori  linguistici.

Commenti

Post popolari in questo blog

Taranto - Con il caldo arrivano le blatte...che fare?

Taranto - Volontari hanno pulito San Vito e Marechiaro - foto

Taranto - Lo scempio di Viale Magna Grecia per un' opera inutile