Ex Ilva chiude per colpa del Governo

 

Ex Ilva: la possibile chiusura è il frutto dell’inadeguatezza del Governo. Lo Stato intervenga direttamente per tutelare ambiente, salute e lavoro.

 

La crisi dell’ex Ilva è la più grave crisi industriale della storia repubblicana.

È la pagina più buia della politica industriale di un Governo che prova invano a giustificare la propria inadempienza.

Questa condotta sta portando alla chiusura dell’area a caldo, mentre il ministro Urso cerca gli ultimi consensi attribuendo impropriamente alla Magistratura la responsabilità del “de profundis” dell’acciaio.

 

Ad oggi, purtroppo, non emergono segnali concreti di una strategia d’uscita da parte del Governo, che ha abbandonato la provincia ionica e gli oltre 13 mila lavoratori coinvolti nella crisi, tra dipendenti diretti e indotto. Restano così incerti il futuro del polo siderurgico, la continuità produttiva dell’acciaio, le bonifiche obbligatorie e le necessarie misure sanitarie.

Lo Stato deve intervenire con risorse pubbliche e assumere un ruolo di garanzia: la perdita del polo siderurgico avrebbe effetti gravissimi sull’economia tarantina e lascerebbe irrisolto il dramma ambientale e sanitario, senza un piano concreto di bonifica. 

In questo scenario incerto, dal vertice odierno è emersa la notizia di un piano di decarbonizzazione predisposto dai commissari dell’Ilva.

Un piano che avevamo già programmato con l’allora Presidente Emiliano e che il Presidente Decaro ha pienamente sostenuto, prevedendo il passaggio dagli altoforni ai forni elettrici.

Tuttavia, non ne siamo stati informati.

 

Come Regione Puglia, siamo stati i primi in Italia a sostenere il salario minimo e ad avviare strategie concrete per accompagnare la trasformazione di Taranto e della sua provincia.

Resteremo sempre dalla parte dei lavoratori, nel rispetto dell’ambiente e in coerenza con la posizione dei sindacati.

Anche nella riunione odierna con i vertici del Partito Democratico, i sindacati hanno ribadito quattro obiettivi imprescindibili:

  • integrità del gruppo
  • risanamento ambientale
  • decarbonizzazione
  • garanzie occupazionali

Come Partito Democratico, insieme alla Segretaria Elly Schlein, abbiamo espresso anche oggi, durante l’incontro con i sindacati nazionali dei metalmeccanici, forte preoccupazione. Abbiamo ribadito la necessità di tutelare i lavoratori e di avviare un percorso ordinato di transizione dal ciclo integrale alla piena decarbonizzazione della produzione, accompagnato da un piano sociale adeguato per i dipendenti diretti e indiretti.

 In questo quadro, la statalizzazione resta la condizione necessaria per gestire la crisi, con la possibilità di coinvolgere anche soggetti privati in una fase successiva.

 

Cosimo Borraccino

Consigliere Regionale

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