Paolo Rubino, è ora di aprire gli occhi: sinistra e democrazia sotto attacco
Colpisce, dopo l’incontro di ieri sera a Palagianello (Taranto), nella sala della chiesa di don Leonardo Paradiso, la determinazione di un leader politico che, forte della sua ricca esperienza di vita — da sindaco, parlamentare e segretario di federazione — trova ancora l’energia per indicare percorsi, promuovere gruppi di approfondimento e animare una comunità in movimento.
Conosco Paolo da anni, ma è lui a riportare alla luce episodi della mia vita ormai lontani. Anche ieri, appena mi ha visto, ha ricordato che 46 anni fa organizzai alla villa Peripato di Taranto un incontro con Rulis Kokalis, ministro greco per la Gioventù, dedicato alla pace nel Mediterraneo, prima dell’Unione europea e con un Medio Oriente già in continua tensione.
Ieri abbiamo seguito un dibattito davvero interessante, nato da una domanda centrale: questa ondata reazionaria e neofascista in Europa e in Occidente è il frutto di una strategia consapevole della destra o la risposta popolare a un liberismo senza controllo?

Vito Vetrano, intervenuto subito dopo, parte da un ossimoro: ci diciamo forti di ottant’anni di pace, eppure restiamo in silenzio davanti a una corsa agli armamenti ormai esponenziale. Con dati puntuali, mostra cosa si potrebbe realizzare destinando al bene comune le risorse oggi assorbite dalla follia della guerra. È un’analisi importante, capace di mobilitare, motivare e accendere nuove energie positive.
Nel suo intervento, Pier Luigi Lopalco, professore ordinario di Igiene all’Università del Salento, si concentra sull’articolo 32 della Costituzione: il diritto alla salute viene definito per la prima volta fondamentale e riguarda ogni individuo, non solo il cittadino. Un altro aspetto centrale è la seconda parte dell’articolo, che richiama l’interesse collettivo.
È proprio questo interesse collettivo a fondare il Servizio sanitario nazionale. Secondo questa lettura, il governo non fa nulla per sostenerlo e punta ad affossarlo, favorendo il passaggio a una gestione privata, propria di una visione autoritaria: un modello in cui la sanità privata prevale e la mutua diventa una concessione del potere.
Molto interessante anche l’intervento del senatore Saverio De Bonis, che ha parlato della Politica agricola comune: una misura che, più che un vero sostegno, appare come una semplice pacca sulla spalla, con aiuti comunitari dimezzati dopo l’allargamento europeo. Su 17 settori della nostra agricoltura siamo competitivi nella frutta, nel vino e in pochi altri ambiti, ma per la maggior parte dei prodotti dipendiamo dalle importazioni. Emblematico è il caso del grano che, pur provenendo in parte dall’estero, nel disciplinare diventa “100% italiano”. Con analisi solo del 6 per cento. Un pericolo per la nostra salute che alimenta allergie e danni collaterali.
Nel suo ultimo intervento, Leonardo Palmisano, coordinatore regionale del PD, si concentra su una destra estrema che non esita a definirsi fascista, come nel caso di Vannacci. Il rappresentante democratico evidenzia inoltre un dato inquietante: molti dirigenti di Futuro Nazionale sono uomini in divisa.
Concludendo questa breve cronaca, non possiamo che ringraziare Paolo Rubino per l’invito e per una riflessione collettiva capace di riattivare il senso più autentico della politica: quello della polis. Su questa idea è cresciuta una generazione che oggi, pur in età avanzata, torna a prendere parola, stimolata dal confronto e dalla giovane Giada Clemente, che coordina gli interventi. Da qui nasce un messaggio forte, capace di scuotere le coscienze: “non dormiamo”, ammonisce Paolo. E noi lo facciamo nostro.

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