Il grande inganno: migranti o soldati


Non credete alle favole. Non sono giovani in fuga dalla fame, dalla guerra, dalla disperazione. 

Sono miliziani. Giovani marocchini, selezionati, addestrati, vestiti con abiti griffati, con corpi scolpiti nelle palestre di Rabat e Casablanca.

Non hanno lo sguardo smarrito dei profughi. Hanno lo sguardo di chi sa perché sta marciando.

Il video che gira sui social, ripreso da un furgone blindato, mostra l’orrore: poliziotti marocchini che scortano i giovani verso il confine, come un gregge verso il macello. Non è un caso. È una strategia. Una mossa studiata per far fallire il sistema di controllo europeo, per costringere la Spagna a piegarsi, per umiliare Pedro Sánchez, l’unico leader europeo che ha osato dire no a Netanyahu.

La punizione di Sánchez: Ceuta Target

Perché proprio Ceuta? Perché è terra marocchina. Perché è terra rubata. Perché il Marocco, sotto la guida del re sionista Muammad al-Sādis VI, sogna di riprendere ciò che considera suo. E perché Israele, con la complicità degli Stati Uniti, vuole punire la Spagna per il suo tradimento.

Sánchez ha commesso un peccato imperdonabile:

Ha riconosciuto la Palestina nel 2024.
Ha imposto un embargo sulle armi a Israele.
Ha chiuso lo spazio aereo spagnolo durante la guerra Iran-Israele.
Ha consegnato documenti sulla First Lady, alla giustizia spagnola.
Avrebbe potuto seguire le orme dell’omologa italiana, Giorgia Meloni che ha secretato le chat tra l’ex Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e un prestanome del clan mafioso Senese.
Accuse ben più gravi di quelle alla First lady spagnola. Tra l’altro giovedì mattina prima della chiusura della Camera dei Deputati per le vacanze estive, l’aula voterà per “scudare” Delmastro e respingere la richiesta dei magistrati.
Per Netanyahu, questo è un affronto, visto che lui scappa dalla Giustizia per evitare di essere processato per corruzione e arrestato per crimini di guerra.
Un crimine. E la punizione deve essere esemplare.

Il piano di Netanyahu: il Grande Israele estende i confini

Il quadro generale è dunque più accurato rispetto a quello di una semplice punizione per Sanchez. È una mossa nel Grande Gioco. Il progetto di Netanyahu non si ferma a Gaza.
Vuole ridisegnare il Nord Africa, creare un’alleanza con il Marocco, l’Egitto, gli Stati Uniti, isolare l’Europa e dominare il Mediterraneo per realizzare una estensione del progetto del Grande Israele, di cui mi sono già occupato in una precedente analisi.

(www.stampaparlamento.it/2024/10/02/il-piano-sionista-grande-israele-parte-da-lontano-ora-netanyahu-ha-deciso-di-portarlo-a-compimento/)

Ceuta e Melilla devono diventare marocchine.

La Spagna deve essere umiliata.
L’Europa deve tremare.
E chi aiuta in questa guerra?
Gli utili idioti americani, (perdonatemi quella che è diventata ormai una tautologia), come Marco Rubio, abbagliato dalla promessa di Trump di collocarlo alla presidenza di Cuba.
E il New York Times, che conferma l’operazione marocchina senza pudore.

La profezia si avvera: il Medio Oriente si allarga

Nel marzo 2026, Michael Rubin dell’American Enterprise Institute ha esortato Trump a riconoscere Ceuta e Melilla come territorio marocchino occupato. Pochi giorni dopo, il deputato Mario Díaz-Balart, stretto collaboratore di Rubio, ha dichiarato che le enclavi non appartengono alla Spagna.

Questo è il nuovo ordine mondiale. Questo è il Grande Israele che avanza. E l’Europa tace. L’Europa collabora. L’Europa è ammorbata dall’orso russo.

La guerra è già in corso.

Ceuta non è più una frontiera. È un simbolo. Un simbolo di ciò che accadrà se l’Europa non reagisce. Se la Spagna non si difende. Se il mondo non capisce che questa non è una crisi migratoria. È una guerra.

E dietro le quinte, i pupari tirano i fili. Netanyahu ride. Il re del Marocco sorride. Rubio sogna la Casa Bianca.

Ma la Spagna? La Spagna deve combattere.

Perché se Ceuta cade, l’Europa seguirà.

Maurizio Compagnone
Analista Geopolitico


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