Il grande inganno: migranti o soldati
Non credete alle favole. Non sono giovani in fuga dalla fame, dalla guerra, dalla disperazione.
Sono miliziani. Giovani marocchini, selezionati, addestrati,
vestiti con abiti griffati, con corpi scolpiti nelle palestre di Rabat e
Casablanca.
Non hanno lo sguardo smarrito dei profughi. Hanno lo sguardo
di chi sa perché sta marciando.
Il video che gira sui social, ripreso da un furgone
blindato, mostra l’orrore: poliziotti marocchini che scortano i giovani verso
il confine, come un gregge verso il macello. Non è un caso. È una strategia.
Una mossa studiata per far fallire il sistema di controllo europeo, per
costringere la Spagna a piegarsi, per umiliare Pedro Sánchez, l’unico leader
europeo che ha osato dire no a Netanyahu.
La punizione di Sánchez: Ceuta Target
Perché proprio Ceuta? Perché è terra marocchina. Perché è
terra rubata. Perché il Marocco, sotto la guida del re sionista Muḥammad al-Sādis VI, sogna di
riprendere ciò che considera suo. E perché Israele, con la complicità degli
Stati Uniti, vuole punire la Spagna per il suo tradimento.
Sánchez ha commesso un peccato imperdonabile:
Il piano di Netanyahu: il Grande Israele estende i confini
(www.stampaparlamento.it/2024/10/02/il-piano-sionista-grande-israele-parte-da-lontano-ora-netanyahu-ha-deciso-di-portarlo-a-compimento/)
Ceuta e Melilla devono diventare marocchine.
La profezia si avvera: il Medio Oriente si allarga
Nel marzo 2026, Michael Rubin dell’American Enterprise
Institute ha esortato Trump a riconoscere Ceuta e Melilla come territorio
marocchino occupato. Pochi giorni dopo, il deputato Mario Díaz-Balart, stretto
collaboratore di Rubio, ha dichiarato che le enclavi non appartengono alla
Spagna.
Questo è il nuovo ordine mondiale. Questo è il Grande
Israele che avanza. E l’Europa tace. L’Europa collabora. L’Europa è ammorbata
dall’orso russo.
La guerra è già in corso.
Ceuta non è più una frontiera. È un simbolo. Un simbolo di
ciò che accadrà se l’Europa non reagisce. Se la Spagna non si difende. Se il
mondo non capisce che questa non è una crisi migratoria. È una guerra.
E dietro le quinte, i pupari tirano i fili. Netanyahu ride.
Il re del Marocco sorride. Rubio sogna la Casa Bianca.
Ma la Spagna? La Spagna deve combattere.
Perché se Ceuta cade, l’Europa seguirà.

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