No all'accordo UE -Israele, già 635 mila europei hanno firmato
Oltre il 60 per cento dei cittadini europei, sul limite di un milione, ha già firmato la petizione per la sospensione totale dell'accordo di associazione UE-Israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di Israele
Per essere valida, un'iniziativa dei cittadini europei deve
ottenere almeno un milione di firme valide e raggiungere le soglie minime in
almeno sette paesi.
I paesi che hanno superato la soglia sono nove
1.
Francia 493%
2.
Spagna 178%
3.
Italia 171%
4.
Belgio 167 %
5.
Finlandia 160%
6.
Irlanda 155%
7.
Paesi Bassi 152%
8.
Svezia 114%
9. Danimarca 112%
Da notare che l'Ungheria di Orban sta al 2,66% che dimostra quando un lustro di autarchia di destra ha davvero mutato il sentiment democratico del popolo, anche se censure su la rete hanno impedito, forse, di conoscere da gennaio scorso questa petizione.
Secondo la Commissione europea, lo Stato di Israele è
responsabile di un livello senza precedenti di uccisioni e ferimenti di civili,
di operazioni su vasta scala di sfollamento della popolazione e della
distruzione sistematica di ospedali e strutture mediche a Gaza. [1] Israele ha
inoltre messo in atto un blocco degli aiuti umanitari assimilabile all'uso
della fame come arma di guerra. Israele sta violando molteplici norme e
obblighi di diritto internazionale e non riesce a prevenire il crimine di genocidio
come disposto dalla Corte internazionale di giustizia [2].
Ciononostante, l'Unione europea non ha ancora sospeso
l'accordo di associazione con Israele, pietra miliare della cooperazione
commerciale bilaterale, economica e politica tra l'UE e Israele.
I cittadini dell'UE non possono tollerare che l'Unione
continui ad applicare un accordo che contribuisce a legittimare e finanziare
uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l'umanità.
Invitiamo pertanto la Commissione a presentare al Consiglio
una proposta di sospensione totale dell'accordo di associazione UE-Israele.
[1] Servizio europeo per l'azione esterna, nota dell'Ufficio
del rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, 20 giugno 2025
https://euobserver.com/eu-and-the-world/ar0246a0da
[2] Corte internazionale di giustizia, ordinanza del 26 gennaio 2024
https://www.icj-cij.org/node/203447

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