Marina - Personale imbarcato va tutelato secondo SIULM
“In un momento storico in cui si prospetta un crescente impiego delle unità navali italiane in dispositivi europei, sul modello della missione ASPIDES nel teatro operativo del Golfo, appare sempre più evidente la mancanza di un adeguato riconoscimento economico per il personale impiegato in mare, sottoposto a ritmi operativi gravosi e prolungati in scenari internazionali ad alta intensità”: è il forte grido d’allarme che il SIULM Marina (Sindacato Unitario Lavoratori Militari) lancia alla politica e, in particolare, al Governo, affinché vengano destinate risorse adeguate a garantire dignitose condizioni di lavoro e di vita al personale imbarcato della Marina Militare.
Sono Donne e uomini che operano quotidianamente in
condizioni di disponibilità reale h24, con elevati livelli di rischio e sotto
costante stress psicofisico, aggravato dalla prolungata lontananza dalle
famiglie.
A fronte di tali sacrifici, continuano tuttavia a
registrarsi gravi carenze sia sul piano economico sia su quello delle tutele
sanitarie e psicologiche, in particolare al rientro dalle missioni.
Tra le principali criticità segnalate, il SIULM Marina
evidenzia il mancato riconoscimento del Compenso Forfettario di Impiego (CFI)
al personale imbarcato su unità impegnate in attività operative e addestrative,
con casi in cui il servizio viene retribuito esclusivamente tramite
straordinario ridotto a un terzo, nonostante l’impiego continuativo anche nei
fine settimana.
Una condizione che produce un danno economico concreto e
mina profondamente il morale del personale, alimentando un crescente senso di
ingiustizia e una disparità di trattamento rispetto ad altre Forze Armate e
Corpi dello Stato.
“Non è più accettabile – sottolinea nella nota il SIULM
Marina – che il personale imbarcato continui a essere penalizzato da
interpretazioni restrittive e disomogenee delle norme. Servono interventi
strutturali, non misure una tantum che non risolvono il problema”.
“Investire sul personale militare – conclude il Sindacato –
non deve essere considerato come un costo, ma una scelta strategica per
garantire sicurezza, efficienza e credibilità al Paese”.
La nota del Siulm Marina approfondisce poi la problematica
del Compenso Forfettario di Impiego (CFI), sottolineando come sia
particolarmente grave quanto sta accadendo a partire dall’inizio del 2026 nelle
attività operative quali Operazione Mediterraneo Sicuro (OMS) e Vigilanza Pesca
(Vi.Pe.), fondamentali per la sicurezza marittima e la tutela degli interessi
nazionali: pur in presenza di impieghi chiaramente definiti e continuativi, il
personale non si vede riconoscere il CFI nei giorni festivi e nei fine
settimana, in nome di logiche di contenimento della spesa pubblica.
Ancora più contraddittoria appare l’applicazione dei regimi
economici nelle fasi di sosta delle unità navali. In contesti in cui dovrebbe
essere applicato il regime
di contingentamento, al personale viene invece riconosciuto il solo CFI nei
giorni in cui l’unità è ferma per soste tecniche, logistiche o operative.
Tali situazioni si verificano anche in porti esteri, in
territori battenti bandiera di altri Stati – come Grecia, Cipro o Malta –
dove il personale continua comunque a operare in un contesto internazionale,
mantenendo obblighi di prontezza e sicurezza.
Questa applicazione disomogenea dei regimi economici genera
una evidente distorsione: da un lato si nega il CFI nei fine settimana durante
attività operative continuative, dall’altro lo si applica in contesti in cui
sarebbe invece necessario riconoscere il più adeguato regime di
contingentamento.
La nota del SIULM Marina si conclude con il sindacato che chiede il riconoscimento pieno e continuativo del regime di contingentamento per l’intero periodo di impiego, comprese le soste operative in porti esteri, il pagamento integrale del Compenso Forfettario di Impiego per tutta la durata delle attività operative, senza esclusioni nei fine settimana, e, infine, l’adeguamento dei compensi alla reale disponibilità h24 del personale imbarcato.

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente