La folle guerra del bastian contrario

 

Nel panorama internazionale, Trump possiamo definirlo il “bastian contrario” del mondo occidentale ha mantenuto una posizione ambigua nei confronti della crisi iraniana.

In passato, si era mostrato desideroso di aiutare i giovani iraniani vittime della brutalità degli Ayatollah, presentandosi come loro difensore. Tuttavia, oggi il suo discorso si è ribaltato: se l’Iran non accetterà l’accordo proposto, minaccia di “far saltare all’aria tutto il paese”, senza alcuna distinzione, coinvolgendo anche quei ragazzi che prima voleva proteggere. Una tale dichiarazione appare così sconsiderata da essere un segnale di squilibrio mentale.

Dopo la minaccia, arriva la rassicurazione: lo stesso protagonista afferma che l’Iran ha già “accettato gran parte” dell’accordo. Questa brusca oscillazione tra posizioni estreme e concilianti evidenzia una profonda incoerenza diplomatica e lascia trasparire una certa confusione nelle scelte strategiche. Il teorico del Caos.

Qualcuno ipotizza che tale oscillazione di posizioni che si riversano nell’oscillazioni della borsa produca una corsa allo swing trading da parte della famiglia di Trump con guadagni stratosferici. Allora il caos sarebbe persino una strategia.

Il calo di popolarità

Questa instabilità non è passata inosservata all’opinione pubblica americana. Il gradimento del presidente negli Stati Uniti è sceso al 37 per cento, segno evidente di una crescente insoddisfazione del suo elettorato. L’atteggiamento ondivago e la fretta di uscire da una situazione intricata lo hanno portato a soffocare nella melma dei sondaggi negativi. 

Il ritorno di Trump e le ripercussioni politiche

Negli ultimi dieci anni, non si era mai visto un presidente USA agire in modo tanto imprevedibile. Il ritorno di Trump, dopo gli eventi di Capitol Hill, ha rappresentato una sorpresa per molti. Il tycoon ha mostrato all’America una versione di sé peggiorata rispetto al passato, accentuando ulteriormente l’incertezza all’interno della classe politica statunitense.

La strategia iraniana e il controllo dello stretto di Hormuz

Sul fronte opposto, gli iraniani hanno compreso di avere un importante strumento di pressione: il controllo dello stretto di Hormuz. Questa consapevolezza, acquisita solo di recente, ha dato loro un deterrente che prima non avevano, rafforzando la propria posizione nei confronti degli Stati Uniti.

Una mossa che, ironicamente, porterebbe gli iraniani a  congratularsi sarcasticamente con Donald Trump per aver contribuito, seppur involontariamente, a questa evoluzione strategica. Una vittoria degli Ayatollah! 

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