WWF: Santa Marta tappa cruciale per l'uscita dai combustibili fossili

Decine di Paesi hanno scelto di unirsi per una causa comune, anziché dividersi.  

In un momento in cui la cooperazione globale appare così fragile, la conferenza di Santa Marta, in Colombia – dedicata alla transizione fuori dal carbone, dal petrolio e dal gas – è andata in controtendenza: decine di Paesi hanno scelto di unirsi per una causa comune, anziché dividersi.   

Cinquantasei governi hanno dimostrato cosa significhi avere una leadership climatica. Si sono riuniti con migliaia di partecipanti attorno a un unico obiettivo: l'abbandono dei combustibili fossili, l'azione per il clima cruciale, ma più difficile di tutte. 

Nata per iniziativa dei governi di Colombia e Olanda, la conferenza è stata l'occasione per uscire dallo stallo, per passare da “ciò che deve accadere” a “come lo faremo accadere”.  

Le discussioni a Santa Marta hanno evidenziato l’urgente necessità di colmare il divario di governance globale sui combustibili fossili attraverso tre linee di lavoro: (1) elaborare roadmap nazionali e integrare questi impegni nei piani nazionali; (2) affrontare la dipendenza macroeconomica e l’architettura finanziaria; e (3) riequilibrare il commercio e gli investimenti per consentire la decarbonizzazione.  

Un ulteriore passo fondamentale è stata l’istituzione di un gruppo di esperti scientifici dedicati, che riunisce studiosi del clima ed esperti di economia e tecnologia. Questi forniranno contributi annuali – fino al 2035 – per l’elaborazione e il rafforzamento di azioni pertinenti, urgenti e concrete, formulando raccomandazioni per la definizione di politiche pubbliche per il progressivo abbandono dei combustibili fossili. L’iniziativa mira, inoltre, ad aumentare il coinvolgimento degli scienziati del Sud del mondo.   

Manuel Pulgar Vidal, responsabile globale per il clima e l’energia del WWF e già presidente della COP20, ha dichiarato: “Alla COP30, un gruppo all’avanguardia di paesi coraggiosi e audaci ha dato speranza sul fatto che la cooperazione in tempi difficili sia ancora possibile. Così, hanno organizzato questa conferenza. 

A Santa Marta è successo qualcosa di straordinario, la speranza si è trasformata in slancio. Sono stati discussi piani di attuazione nascenti. Il ‘cosa’ si è trasformato in ‘come’. Ed è emerso un nuovo percorso, complementare a quello dei negoziati nelle COP, un percorso per tutti, non per pochi. Lavoriamo insieme per trasformare questa piccola onda in un'ondata di azione”.  

 “Sappiamo bene che c’è da colmare il  divario tra le buone intenzioni e l’azione nel realizzare la trasformazione sistemica di cui abbiamo bisogno per affrontare efficacemente la crisi climatica-sottolinea Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia  -Questa conferenza segna l’inizio di un processo genuinamente bottom-up, che mette al centro, sin dall’inizio, anche le voci delle comunità più colpite dall’estrazione e dal consumo di combustibili fossili, insieme ai diversi settori coinvolti. 

Non è affatto un progetto che si ferma agli slogan, ma che ha iniziato ad affrontare i nodi cruciali, a cominciare da quelli fiscali e finanziari. Un processo che continuerà il prossimo anno, guidato stavolta da Tuvalu, lo stato insulare polinesiano la cui esistenza è fortemente minacciata dalla crisi climatica, e dall’Irlanda”.    

Il WWF elogia la leadership del Sud del mondo, con la Colombia che co-organizza la conferenza insieme al governo dei Paesi Bassi. A sottolineare l’importanza di questo tipo di cooperazione per fare progressi, vista la necessità di una transizione coordinata.  

La Colombia ha storicamente dimostrato una leadership ambiziosa e innovativa nell’agenda globale sul clima e sulla biodiversità, e ora sta rafforzando tale leadership co-ospitando la Prima Conferenza sulla Transizione dai Combustibili Fossili. 

In quanto paese ricco di risorse differenti e produttore di petrolio, gas e carbone – con un’economia storicamente legata a questi settori – la Colombia dimostra che la transizione non può essere concepita esclusivamente come un obiettivo di riduzione delle emissioni, ma deve piuttosto costituire un programma di sviluppo globale che integri giustizia sociale, natura, sicurezza energetica, diversificazione economica e cooperazione internazionale.  

Come detto, la seconda conferenza è prevista per il 2027 e sarà co-ospitata da Tuvalu e dall’Irlanda, con consultazioni in corso tra la coalizione di paesi, esperti e parti interessate in vista del prossimo incontro.  

Il WWF continuerà a sostenere le prossime fasi di questa iniziativa incentrata sull’attuazione, in linea con la sua missione di promuovere soluzioni che mettano le persone, la natura e il pianeta al centro della transizione 

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