il prog rock degli Psychos parla di violenza domestica
Quando casa diventa una minaccia: violenza domestica e giovinezza clandestina nel prog rock degli Psychos
Tra abuso e asfalto, il refrain-mantra di “Twisted Youth Freeway” racconta una libertà che ha il prezzo della sopravvivenza.
«You can stay here and live by my rules or get outta here and try to stay
alive» («Puoi restare qui e vivere secondo le mie regole, oppure andartene da
qui e cercare di restare vivo»). Non è l’incipit di un thriller psicologico né
l’inizio di un film horror, ma l’ultimatum che eviscera l’infanzia e consegna
un diciottenne all’asfalto di una libertà pagata a carissimo prezzo. Con
“Twisted Youth Freeway” (distr. Corallo Records per Lotus Music Production),
gli Psychos di Andy Romi caricano il loro progressive rock
di una funzione biologica: la sopravvivenza.
Mentre il dibattito pubblico sulla violenza domestica continua a
infrangersi contro l’omertà delle mura private, il gruppo senese sceglie la
strada della narrazione cruda, frontale, dove l'uscita di casa non rappresenta
un gesto di ribellione adolescenziale, bensì l'unica strategia per non
soccombere.
Secondo l’ISTAT, una quota significativa delle vittime di violenza domestica subisce i primi episodi in età infantile. È una zona d’ombra poco raccontata, in cui l’abuso non esplode all’improvviso, ma si stratifica nel tempo, normalizzato all’interno del nucleo familiare. Per molti ragazzi e ragazze, il compimento della maggiore età, anziché coincidere con l’ingresso nell’autonomia, corrisponde all’unico margine legale e materiale per allontanarsi.
Allontanarsi da un teatro di guerra privato, da un carnefice che non ha il
volto dell'estraneo, ma quello raggelante di chi dovrebbe garantire protezione.
Il perimetro domestico che si fa cella, la figura genitoriale che abdica al
proprio ruolo per farsi despota. Ci si sposta perché casa è diventata un campo
minato di micro-aggressioni, ricatti emotivi e silenzi punitivi, dove ogni
parola è un azzardo e ogni azione è sottoposta al vaglio di un codice di
condotta arbitrario e violento. Andarsene, significa dunque sabotare una
narrazione tossica che vorrebbe il figlio come proprietà privata, scegliendo
l'instabilità della strada e la precarietà dell’incertezza pur di non vedere la
propria identità definitivamente polverizzata da chi, tra quelle mura, esercita
un dominio psicologico prima ancora che fisico.
In questa discrepanza tra il sé e il sangue, si innesta la trama stessa del
brano. “Twisted Youth Freeway” segna il passaggio forzato dall’infanzia a una
giovinezza vissuta in fuga, perché restare è diventato più pericoloso che
andare via. Senza protezioni, senza rete, spesso senza una destinazione, la
strada diventa l’unica alternativa praticabile a una dimora che ha smesso di
essere un luogo sicuro.
Il testo si snoda su un’architettura hard rock muscolare, figlia di quella
scuola anni Settanta che sapeva dare al disagio in un suono ben preciso, tra
chitarre e sezione ritmica che accompagnano il racconto senza edulcorarlo,
mantenendo un andamento costante, quasi ostinato.
La partenza notturna, le stazioni ferroviarie alle prime luci dell'alba, il
dolore fisico che anestetizza i sensi. Poi, le panchine dei parchi trasformate
in trincee e la sensazione costante di essere inseguiti. Sono frammenti che
rimandano a una quotidianità poco visibile ma ampiamente documentata: quella
dei giovani che, una volta usciti da contesti familiari violenti, attraversano
fasi di homeless temporaneo, spostandosi senza una destinazione stabile.
“Twisted Youth Freeway” dà ritmo, voce e forma narrativa a questa realtà, in
cui la libertà coincide con la distanza da ciò che si è lasciato alle spalle.
Il refrain — «I won a ticket to ride on the Twisted Youth Freeway» («Ho
vinto un biglietto per correre sulla Twisted Youth Freeway - l'autostrada
della gioventù deviata») — anziché introdurre una conquista, registra
l’ingresso in una condizione irreversibile. Quel “biglietto” non apre a un
altrove desiderabile, ma sancisce l’avvio di una latitanza forzata e
necessaria. È il resoconto di una giovinezza braccata, in cui l’idea di futuro
viene spazzata proprio da chi dovrebbe tutelarlo. E in questo orizzonte mutilato,
il diritto di esistere si materializza sottraendosi alle proprie radici,
fuggendo da un aguzzino che promette di non fermarsi mai («If you choose to get
out of that door, I’ll be chasing you and never stop ‘till I’ll kill you» - «Se
scegli di uscire da quella porta ti darò la caccia e non mi fermerò mai
finché non ti avrò ucciso»), mentre l’urgenza non è scegliere chi diventare, ma
evitare di essere raggiunti.
Sotto la superficie sonora, la mano di Andy Romi, produttore e anima del
progetto, che ha curato ogni dettaglio presso lo Psychotic Studio. La sua
esperienza, maturata in decenni di dedizione alla macchina del suono, si
traduce in una produzione nitida e stratificata, capace di sorreggere un testo
che parla di abusi, dipendenze e identità senza mai scivolare nel pietismo. La
precisione tecnica, certificata dai più alti standard industriali, diventa qui
lo strumento per dare dignità a un racconto di margine e redenzione.
«Volevo descrivere quel momento esatto in cui capisci che restare significa
morire, non solo metaforicamente - dichiara Andy Romi -. La Twisted Youth
Freeway è quel non-luogo dove finisce chi ha dovuto scegliere la strada per
difendere il proprio diritto di esistere. È un percorso fatto di ombre, ma è
l'unico che porta lontano dalla schiavitù della paura.»
Gli Psychos intersecano la musica con la realtà sociale più urgente, quella
che solitamente resta soffocata tra il perbenismo di facciata e l’indifferenza
delle istituzioni. Qui il progressive diventa l’unico linguaggio capace di
sostenere l’urto di una verità indigeribile, quella di una casa che da nido si
fa macello.
Oggi, nell’era di narrazioni mitigate, smorzate e lineari, la band senese
ha il coraggio di dare un suono a quella zona grigia in cui la famiglia smette
di essere protezione per diventare minaccia, rendendo ogni nota e ogni riff la
relazione di una latitanza obbligata.
“Twisted Youth Freeway”, accompagnato dal videoclip ufficiale girato
a Roma sotto la direzione di Gina Merulla, con gli attori del gruppo teatrale
Teatro Hamlet, è la testimonianza di chi ha preferito l'incertezza del domani
alla certezza di un presente violento; un lavoro che riconsegna al rock la sua
funzione primaria, quella di essere il grido di chi, pur di restare vivo, ha
accettato di sparire dai radar.
Biografia.
Gli Psychos nascono a Siena nel gennaio 2010 da un’idea di Andy Romi,
chitarrista, autore e produttore che nel tempo diventa anche il fulcro sonoro
del progetto, alternandosi tra chitarre e tastiere e assumendo la voce solista.
La prima formazione prende forma con Manuel Conti alla seconda chitarra, Giulio
Bizzarri al basso e Luca Di Stefano alla batteria: nei primi mesi l’attività
live cresce rapidamente e porta alla pubblicazione dell’esordio autoprodotto
“Ricordi”, sei brani che definiscono l’identità della band tra hard rock e
progressive. Negli anni successivi il gruppo attraversa cambi di line-up e
un’evoluzione strumentale che spinge le composizioni verso intrecci più
complessi e una scrittura sempre più legata alla scuola rock anni Settanta. Da
questa fase nasce il secondo album autoprodotto “Sol#”, accolto con riscontri
positivi da critica e pubblico. Nel 2015 arriva “Dritto al Cuore”, disco di
tredici tracce registrato da Andy Romi nel proprio studio e mixato/masterizzato
al Narada Studio; la promozione e i nuovi assestamenti interni rallentano però
la continuità del progetto, fino a una fase di pausa e ripartenza. La pandemia
interrompe le lavorazioni del quarto lavoro e coincide con un passaggio
decisivo: Andy Romi concentra energie e competenze sulla produzione, realizza e
struttura lo Psychotic Studio, si forma sullo standard Avid/Pro Tools e ottiene
la certificazione Avid, affiancando all’attività artistica quella di fonico e
producer. Con il ritorno del batterista fondatore Luca Di Stefano, dalla fine
del 2022 gli Psychos avviano un nuovo ciclo discografico: pubblicano il singolo
“Not Another Christmas Song” e completano in pochi mesi “Look Into Your Soul”,
distribuito da Lotus Music Production sulle piattaforme digitali. Nell’estate
2024 la promozione del disco porta la band anche su testate internazionali, tra
cui la britannica PowerPlay Magazine. Oggi gli Psychos stanno lavorando a un
nuovo concept album, un percorso che conferma la doppia anima del progetto,
scrittura rock e visione produttiva, con Andy Romi alla guida creativa e
tecnica dell’intero impianto sonoro.

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