Le donne si informano tardi sulla fertilità

 

Giornata nazionale salute donna: in Italia si diventa madri a 32,7 anni, sulla fertilità molte si informano solo tardi

 IVI: dopo i 35 anni cala più rapidamente la riserva ovarica. Più prevenzione per ampliare le possibilità di scelta 

Roma, 22 aprile 2026 – In Italia si diventa madri sempre più tardi: nel 2025 l’età media al parto ha raggiunto 32,7 anni, confermando il progressivo rinvio della maternità. Il calendario della vita cambia, quello biologico molto meno: un cambiamento sociale ormai strutturale che riporta al centro il tema della fertilità femminile e del tempo riproduttivo.

In occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna, gli specialisti richiamano l’attenzione su un fenomeno frequente: molte donne affrontano il tema della fertilità solo quando iniziano la ricerca di una gravidanza o dopo i primi tentativi non riusciti.

Dal punto di vista clinico, la fertilità femminile tende a ridursi progressivamente con l’età, con un calo più evidente dopo i 35 anni, in parallelo alla diminuzione della quantità e della qualità ovocitaria. Anche il rischio di aborto spontaneo e di anomalie cromosomiche aumenta con l’età materna.

“L’età rappresenta uno dei principali determinanti della fertilità femminile, perché nel tempo si riducono progressivamente sia la riserva ovarica sia la qualità ovocitaria, con possibili effetti sulla probabilità di concepimento”, commenta il dott. Francesco Gebbia, medico chirurgo specializzato in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, co-direttore IVI ROMA. “Per questo una valutazione precoce del profilo riproduttivo ha un importante valore clinico: consente di identificare eventuali fattori di rischio e di orientare in modo tempestivo le scelte più appropriate per la singola donna”.

Tra gli strumenti disponibili vi sono il dosaggio dell’AMH (Ormone Antimulleriano), marker utilizzato nella valutazione della riserva ovarica, e la conta dei follicoli antrali tramite ecografia transvaginale, esame che contribuisce a stimare il patrimonio follicolare residuo. Tali parametri devono essere interpretati nell’ambito di una consulenza specialistica personalizzata.

Secondo gli specialisti, la prevenzione oggi significa anche educazione riproduttiva: informare sui tempi biologici della fertilità, sui fattori di rischio individuali e sulle opportunità offerte da una diagnosi precoce.

La Giornata della Salute della Donna rappresenta così l’occasione per rilanciare un messaggio chiaro: sulla fertilità, arrivare prima significa avere più opzioni.

 

IVI

IVI nasce nel 1990 come la prima istituzione medica in Spagna totalmente specializzata in Procreazione Medicalmente Assistita, grazie al lavoro pioneristico svolto dal Professor José Remohí e il Professor Antonio Pellicer che hanno contribuito in modo significativo alla ricerca e allo sviluppo della medicina riproduttiva a livello mondiale. 

Dalla sua fondazione, IVI ha aiutato a far nascere più di 250.000 bambini grazie all'utilizzo delle più avanzate tecnologie di Fecondazione Assistita. Questo è stato possibile grazie al lavoro di un’equipe multidisciplinare integrata, composta da più di 2.500 professionisti altamente specializzati in Ginecologia, Ostetricia, Genetica, Biologia, Andrologia, Chirurgia, Medicina Materno-Fetale, Anestesia, etc. 

Fin dalla sua fondazione, la mission è stata quella di offrire soluzioni di altissima qualità per le coppie che affrontano problemi di fertilità. 

Dalla prima clinica a Valencia, IVI ha continuato a crescere e svilupparsi ampliando la sua presenza in tutto il mondo, aprendo sedi in Italia – attualmente presente a Roma, Bologna, Milano e Bari - Portogallo, Argentina, Cile, Panama, Brasile e Messico, India, Abu-Dhabi, tra gli altri. All’inizio del 2017, IVI si è fusa con RMA, fondata nel 1999 dal Dottor Paul Bergh, Dottor Richard Scott e il Dottor Michael Drews negli Stati Uniti, diventando uno dei gruppi leader mondiali nel campo della medicina riproduttiva. I valori comuni come l’innovazione riconosciuta a livello internazionale, l’attenzione personalizzata al paziente e i migliori tassi di successo in campo clinico, hanno contribuito a rendere IVI una delle reti di cliniche per la fertilità più grandi e rispettate al mondo. 


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