Il film Norimberga su HBO: Un racconto tra passato e presente
Il film Norimberga, disponibile su HBO, spicca per l’interpretazione di Russell Crowe vieppiù probabile per il ruolo del luogotenente di Hitler, Hermann Goering e a causa del suo evidente aumento di peso riesce a offrire una performance intensa e significativa.
Non si tratta soltanto di un’opera che richiama un episodio storico fondamentale, ma è un film da vedere per la sua straordinaria rilevanza rispetto alle questioni contemporanee.
Ricorsi storici e
diritto internazionale
Se volessimo richiamare il pensiero di Giambattista Vico, potremmo intravedere nel processo di Norimberga l’eterna ripetizione dei corsi e ricorsi storici, anche se rischieremmo di apparire troppo sofisticati o intellettuali. Al di là delle metafore, ciò che emerge è l’atteggiamento determinato dei giudici alleati, che a Norimberga diedero avvio alle basi del nascente diritto internazionale: prima di quel momento, infatti, non esisteva alcuna traccia di una giurisdizione condivisa tra gli Stati. Tuttavia, a distanza di ottant’anni, questo diritto sembra essere stato travolto da figure come Putin, Netanyahu e, più recentemente, Trump, che ne hanno minato i fondamenti.
La centralità della
pace e della democrazia nel processo
Nel film viene messo in evidenza il ruolo del procuratore,
che, dopo iniziali titubanze dovute alla natura eccezionale di un processo
fuori da ogni giurisdizione, viene nominato presidente della Corte Suprema
degli Stati Uniti. Il suo discorso sul diritto alla pace richiama i valori
fondanti della democrazia, che in quell’occasione fecero degli Stati Uniti un
vero e proprio faro nel consesso internazionale. Non a caso, i principali
accusatori del processo di Norimberga furono americani e inglesi.
L’eredità di
Norimberga: i tribunali internazionali
Il Nazista o lo psichiatra
Il tenente colonnello Douglas Kelley – interpretato
dall’attore Rami Malek - è stato lo psichiatra dell'esercito
statunitense incaricato di valutare la sanità mentale dei leader nazisti
durante il Processo di Norimberga (1945-1946). Il suo obiettivo era determinare
se i prigionieri fossero idonei al processo e comprendere la psicologia del
male, concentrandosi in particolare su Hermann Göring il maresciallo del
Reich Hermann Göring, considerandolo la personalità più interessante del
carcere e finendone travolto da questa figura inquietante che nel film invece mostra
la sua umanità, l’amore per la famiglia. Nel film la narrazione finisce persino
a convincere il militare che Göring riuscirà a vincere e con lui tutti i 22 gerarchi
presenti sul banco della storia.
Kelley scrisse un libro: Il nazista e lo psichiatra di
Jack El-Hai che non ebbe successo e l’intera vicenda lo condusse in uno stato
depressivo che lo portò al suicidio nel 1958 a 46 anni.
Norimberga è un film attuale, da vedere in questo mese di Aprile che richiama la fine della guerra e la festa della liberazione nazifascista, è un processo alla storia. Significativo è il richiamo del procuratore americano Robert H. Jackson - interpretato dall'attore Micheal Shannon - quando afferma che giudicare i gerarchi nazisti era l'occasione determinante per tacitare i sentiment nazionalisti che rimanevano all'esterno del tribunale.
Chi pensa che quel sentiment sia stato cancellato dalla storia e appartenga al passato è smentito dall'epoca attuale dove al diritto internazionale è stato opposto il diritto del più forte.


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