Daniela Baldassarra premiata in Campidoglio per “La figlia del mare”

Roma - All’artista pugliese il premio nazionale per un testo letterario: "La figlia del mare" che è nelle sue corde di monologhista e attivista per la difesa delle donne dalla violenza.
E quanta violenza c’è nella tratta delle donne rapite dal loro paradiso dei Baobab con l’illusione di nuova vita nell’occidente libero per ritrovarsi macchie nere su strade assolate di periferia!
Veniamo al premio: più di novecento artisti a confronto provenienti da ogni parte del mondo, e una Giuria di quaranta esponenti della cultura schierati dall’Associazione Alberoandronico di Roma.
Con i Patrocini della Città metropolitana di Roma Capitale, del Consiglio Regionale del Lazio e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, nella prestigiosa cornice della Sala Protomoteca in Campidoglio, Daniela Baldassarra, monologhista teatrale e attivista di fama nazionale per i diritti delle donne, vince l’ambito premio letterario per “La figlia del mare”, un’opera che denuncia il fenomeno criminale della tratta delle donne ai fini dello sfruttamento sessuale.
Un testo intenso, poetico e doloroso che narra, senza fare sconti, tutte le violenze subite da una giovane donna vittima di tratta.
Da quasi un lustro conosciamo Daniela Baldassarra a tal punto da considerarla amica e “nostra”, della nostra Taranto oltreché della Puglia. Sappiamo da sempre che Daniela è anche autrice dei suoi monologhi, commediografa attenta a cogliere – attraverso una esilarante e mai scontata comicità - le tante sfaccettature della violenza: la violenza assistita, i segreti di famiglia, lo stupro; attività spesso realizzate in collaborazione con i Centri Antiviolenza per la sensibilizzazione e la formazione. L'abbiamo vista sprezzante, ironica, attenta a ridicolizzare luoghi comuni, stereotipi a cui si attacca una umanità distratta spesso dal nulla.
Antonio Petronella, sindaco della sua Altamura in un messaggio social scrive: "Mi fa piacere esprimerle l'orgoglio dell'intera Città per questo ulteriore premio da lei vinto, affrontando un tema difficile e complesso e dimostrando ancora una volta la grande profondità di pensiero e la sensibilità che mette in scena nei suoi spettacoli".
Quel mare visto di notte anche a noi talvolta fa sentire, nello sciabordio dell’onda sotto i raggi di luna, la preghiera di una umanità sofferente di fronte all’ingordigia dei poteri, anche folli.
E grazie a Daniela che ci riporta a questa riflessione quanto mai necessaria che ci ricorda la bellezza del vivere a disposizione degli altri e soprattutto delle donne spesso abusate della loro presunta fragilità. Chapeau!

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