La cura attraverso l'arte e la cultura
Zaccone Teodosi (IsICult): “oltre 4.000 iniziative censite per combattere il disagio attraverso le arti e la cultura: il protocollo tra Ministero della Salute e della Cultura le farà crescere”
Il Presidente dell’Istituto italiano per l’Industria
Culturale IsICult (centro di ricerca indipendente su cultura, media, dinamiche
sociali) Angelo Zaccone Teodosi plaude alla firma del protocollo tra il
Ministero della Cultura e il Ministero della Salute, sottoscritto oggi dai
Ministri Alessandro Giuli e Orazio Schillaci, finalizzato a studiare e
promuovere la cultura come strumento di cura, parallelo alle terapie
tradizionali.
“Si tratta di un’iniziativa positiva e meritoria – dichiara
Zaccone Teodosi – promossa dalla Sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni,
che può contribuire a dare finalmente maggiore riconoscimento istituzionale a
un vasto universo di esperienze già attive nel Paese. Riteniamo però importante
che il perimetro di intervento non venga limitato al solo rapporto tra cultura
e salute, ma si estenda a tutte le forme di disagio: fisico, psichico,
sociale”.
L’Istituto sviluppa dal 2013, con il sostegno del Ministero
della Cultura, il progetto “Cultura vs Disagio”, attività di ricerca,
monitoraggio, censimento e documentazione delle buone pratiche artistiche e
culturali che intervengono nelle diverse aree del “disagio”.
Il progetto “Cultura vs Disagio” va oltre il mero rapporto
tra “cultura” e “salute” ed affronta le problematiche tutte della lotta al
disagio, che è concetto più ampio rispetto ad una mera visione “curativa” della
cultura: le arti come strumenti complementari per il benessere, l’inclusione ed
il contrasto al disagio, accanto agli interventi sanitari, sociali ed
educativi.
Nel corso degli anni, l’Istituto ha censito oltre 4.000 iniziative promosse in tutta Italia, soprattutto da associazioni, enti del terzo settore, istituzioni culturali, realtà educative e operatori territoriali. Di queste, 3.760 sono state finora schedate analiticamente: 391 riguardano direttamente le malattie, 328 la disabilità motoria, 196 la disabilità psichica, 156 i disturbi psichici e 108 gli stati mentali a rischio. Particolarmente rilevante è anche il numero delle iniziative rivolte alle persone detenute, pari a 770, così come quelle dedicate a stranieri e migranti, pari a 612, e quelle contro il disagio causato dalle disuguaglianze di genere, pari a 268.
Anche le forme artistiche coinvolte confermano la ricchezza
e la pluralità del fenomeno: prevalgono le pratiche interdisciplinari, con 878
iniziative, seguite dal teatro con 564, dalla letteratura con 517, dal cinema
con 516, dalle arti visive con 356, dalle arti plastiche con 89, dalla danza
con 61 e dalla clowneria con 44, ed altre ancora.
“Il dato più interessante – sottolinea Zaccone Teodosi – è
che in Italia esiste già una rete ampia, vitale e spesso sottovalutata di
esperienze che utilizzano arti e cultura per ridurre malessere, solitudine,
marginalità, sofferenza, esclusione e vulnerabilità. Il protocollo tra i due
Ministeri può rappresentare un’occasione importante, purché sappia valorizzare
questo patrimonio diffuso e non limitarsi a una visione medicalizzata della
cultura”.
Tutte le iniziative dell’anagrafe e della mappatura di geolocalizzazione curate
da IsICult sono consultabili attraverso le schede disponibili sul sito del
progetto www.culturavsdisagio.it, che per ogni esperienza offre dati
essenziali, informazioni descrittive e link di approfondimento.


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