Taranto sforna i primi laureati medici
Ieri per Taranto una giornata storica: I primi laureati alla facoltà di medicina e chirurgia
Il ricordo della battaglia col ministero dell’ottobre 2019.
Ho allegato al post, la card di Ottobre 2019, (6 anni fa) come ricordo.
Perché?
Perché all’epoca, da Assessore Regionale del territorio, insieme all’allora presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, evitammo che saltasse l’intesa col MIUR (Ministero dell’istruzione e dell’Università) per la nascita a Taranto del corso di Medicina e Chirurgia.
Ricordo che ci incontrammo urgentemente di pomeriggio a Bari, presso la Presidenza della Regione e poi, qualche giorno dopo, ci fu una riunione molto tesa a Roma, presso il Ministero competente.
Quell’azione repentina e ferma evitò che, per meri motivi
burocratici (la non perfetta compilazione dei modelli per l’accreditamento
della nuova sede universitaria tarantina da parte degli uffici amministrativi
dell’UNIBA), saltasse il primo anno accademico della facoltà di Medicina nella
nostra città.
Il primo anno fu costellato da tanti problemi, per la localizzazione della sede e per una reticenza a venire a Taranto da parte delle matricole… nonostante tutto, abbiamo sempre fermamente creduto sull’opportunità di far crescere questo corso di laurea a Taranto, lavorando in tal senso.
Oggi Taranto ha un’offerta universitaria di primissimo
livello e il corso di facoltà di medicina e chirurgia, con circa 400
iscritti ai vari anni è uno dei pilastri fondamentali.
È stata una scommessa vinta dall’intera città, partendo da una petizione fatta da associazioni e movimenti cittadini, portata avanti da tutti i livelli istituzionali e difesa a spada tratta, nelle sedi competenti, da tutti noi.
Ieri abbiamo festeggiato i primi laureati, e il futuro continuerà a preservarci notizie incoraggianti, giacché nei prossimi anni, grazie al combinato disposto di facoltà universitaria e nuovo ospedale, potremmo attivare il Policlinico di Taranto.
Già oggi nella nostra città ci sono alcune centinaia di studenti di fuori regione, continueremo a puntare sulla crescita dell’offerta universitaria, iniziando a pensare all’ambizioso ma concreto obiettivo dell’autonomia dell’università di Taranto, cioè alla nascita di una nostra università.
Far diventare Taranto, città universitaria gli
darà uno slancio in termini di crescita culturale, con un fermento giovanile
che non può che portare benessere diffuso tra tutta la popolazione.
Ho voluto ricordare quei momenti di tensione del 2019, anche
con la pubblicazione di una mia CARD che conservo gelosamente, perché senza
quel lavoro, probabilmente oggi NON avremmo la facoltà di medicina a Taranto!
E con lo stesso impegno di quell’ Ottobre 2019, continueremo il nostro lavoro per far diventare sempre più centrale l’università nel nostro territorio!"
Che sia obiettivo la città universitaria, come sostiene Borraccino è fuor di dubbio, anche per sfatare il mito delle università migliori del centro nord che costano migliaia di euro alle famiglie.
E vale la pena di parlare dell'offerta universitaria presente a Taranto.
Intanto parliamo di quel complesso Dipartimento universitario ionico per lo sviluppo di Taranto
del territorio a partire dai giovani diretto brillantemente da Paolo Pardolesi esperto in sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo società
ambiente e cultura; un mix interdisciplinare giuridico pedagogico che dal 2017 si interfaccia con la città.
Poi c'è il corso di laurea magistrale di giurisprudenza e corso di laurea triennale in scienze giuridiche per l’immigrazione, diritti umani e l’interculturalità, corso di laurea in scienze e gestione delle attività marittime e scienze strategiche marittimo portuali. Corso di laurea in economia e amministrazione delle aziende e strategia d’imprese e management.
Da qui occorre partire e la presenza di una facoltà tutta tarantina come Medicina e Chirurgia è il viatico migliore.

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