A Taranto lo sport è inclusivo!
320 atleti da quattro regioni per una tre giorni di Special Basket tra sport, partecipazione e progetti di inclusione sociale che coinvolgono istituzioni, associazioni e territorio
Credit Foto: Giuseppe Dellisanti
Taranto si conferma ancora una volta un punto di riferimento
per il movimento sportivo inclusivo. La conferenza inaugurale dello Special
Basket, ospitata al Tursport di San Vito, è stata presentata e moderata dalla
giornalista Alessandra Carpino, vicedirettore di GiornaleRossoBlu.it, e ha
riunito istituzioni, dirigenti sportivi, associazioni, atleti e rappresentanti
del mondo accademico in vista di una tre giorni che vedrà scendere in campo 320
atleti provenienti da Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. Un appuntamento
che va oltre la dimensione agonistica e che si inserisce pienamente nel
percorso di crescita dello Special Olympics sul territorio pugliese e
nazionale.
Al centro del dibattito, il significato stesso del movimento
Special Olympics, illustrato dalla direttrice del Team Puglia Ketty Lorusso,
che ha voluto chiarire con precisione la natura e la missione
dell’organizzazione. “Se parlo di Special Olympics dico cose giuste, perché
ritengo sia opportuno e interessante sapere che è arrivato a Taranto, ma non
tutti sanno davvero cos’è”, ha spiegato. “Special Olympics è un’organizzazione
mondiale, un ente del Terzo Settore presente in più di 180 Paesi che organizza
competizioni per persone con disabilità intellettiva a ogni livello, fino alle
gare mondiali”.
Lorusso ha poi sottolineato un aspetto fondamentale del
modello sportivo proposto, precisando che non si tratta di sport agonistico
tradizionale. “Non facciamo agonismo, e questo deve essere chiaro. Tutti gli
atleti, con qualsiasi livello di abilità, possono gareggiare in tutti gli sport
ufficiali. Gli atleti vengono allenati dai loro team e poi, in occasione delle
gare, competono con compagni di pari abilità, cercando di mettere l’atleta con
disabilità allo stesso livello di chi non ha disabilità, e insieme scendono in
campo. Lo sport è di tipo unificato”, ha affermato.
La direttrice ha poi ricordato la crescita del movimento in
Puglia, dove Special Olympics è presente dal 2002 e oggi conta 26 team
accreditati. “La nostra regione è in crescita. Non sono pochi, ma non sono
neanche tanti rispetto a una diffusione che sta diventando sempre più forte.
C’è il desiderio di vedere sempre più persone con disabilità sui campi. Noi
vogliamo continuare a tracciare questa strada affinché tutti questi ragazzi e
queste persone abbiano un posto negli Special Olympics”, ha aggiunto.
Sulla dimensione concreta del lavoro quotidiano è
intervenuto anche il direttore provinciale Special Olympics per Taranto, Luigi
Dicensi, che ha ribadito la forza della rete territoriale. “Si parlava
tantissimo di rete e vi posso assicurare che tutte le persone che sono qui
presenti quasi tutte io le posso chiamare per nome. È una cosa positivissima,
perché non si sta parlando solo di sport e salute, ma di inclusione vera”, ha
dichiarato. “Sono tutte persone che sul campo lavorano davvero e ci credono. Bisogna
ampliare questa rete e smettere di parlare soltanto: bisogna entrare sul campo
e vedere concretamente cosa fanno i ragazzi”.
Dicensi ha evidenziato anche l’impatto sociale del progetto
sulle famiglie e sul territorio. “Non è una cosa che riguarda solo il basket,
ma ho notato che è di aiuto a molte famiglie. La sfida è questa: in provincia
di Taranto vogliamo uno sport a 360 gradi, senza distinzioni. Il nostro
obiettivo è questo e sono convinto che da domani tutti inizieranno a darci una
mano”, ha concluso.
Il tema dell’inclusione è stato centrale anche
nell’intervento del vicesindaco di Taranto Mattia Giorno, che ha collegato il
percorso dello sport inclusivo alla più ampia trasformazione urbana e sociale
della città in vista dei Giochi del Mediterraneo. “È un anno importante per noi
perché è l’anno dei Giochi del Mediterraneo e speriamo che lo sport possa
diventare un volano sempre maggiore per il miglioramento della qualità della
vita, per la partecipazione e per lo sviluppo turistico”, ha detto.
Giorno ha sottolineato il ruolo strategico delle
infrastrutture sportive. “Viviamo in una città che negli ultimi anni ha avuto
poche infrastrutture idonee e accessibili. La vera eredità dei Giochi del
Mediterraneo sarà avere impianti in grado di garantire sport di qualità per
tutti, con l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’inclusione non
dovrebbe nemmeno essere una notizia, dovrebbe essere la normalità”, ha
affermato.
Anche il presidente della Quarta Commissione Servizi del
Comune di Taranto, Gianni Tartaglia, ha ribadito il valore sociale dello sport
inclusivo, sottolineando l’importanza della collaborazione tra istituzioni e
associazioni. “Essere al fianco di queste realtà mi inorgoglisce come
rappresentante istituzionale ma anche come padre e cittadino”, ha dichiarato.
“Lo sport ha la capacità di riempire di contenuto la parola inclusione, che
troppo spesso viene usata ma poco realizzata”.
Da Massafra è intervenuta la consigliera con delega allo
sport Annamaria Antonante, che ha evidenziato il ruolo delle amministrazioni
locali. “Si parla spesso di inclusione ma si fa ancora troppo poco. Qui invece
si vede concretamente cosa significa. Il nostro compito è agevolare queste
realtà e lavorare in rete con il territorio”, ha affermato.
Il coordinatore regionale di Sport e Salute, Luca Balasco,
ha infine ricordato il ruolo dell’ente nella promozione dello sport sociale e
inclusivo, spiegando che “Sport e Salute non si limita a patrocinare, ma
sostiene iniziative che devono avere una valenza nazionale e un impatto reale
sul territorio”.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti numerosi altri
protagonisti del mondo sportivo e istituzionale, che hanno contribuito a
delineare il quadro complessivo dell’iniziativa. Tra questi Attilio Caputo,
presidente del Team Regionale Pugliese di Special Olympics, Roberto Anelli,
presidente dell’ASD De Florio Nuovi Orizzonti Basket Taranto, Francesco
Damiani, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Angela Pagano,
presidente del CSEN Centro Sportivo Educativo Nazionale, Mariangela Lamanna in
rappresentanza del Garante Regionale per i diritti delle persone con
disabilità, Annita Lavecchia del Corso in Scienze e Tecniche dello Sport
dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, Antonio Lella atleta leader di
Special Olympics Team Puglia e referente del torneo Special Basket, oltre a
Mimma Battista, vice direttrice del Team Puglia Special Olympics, e Roberto
Ficarra, referente organizzativo del torneo.
La conferenza ha rappresentato un momento di confronto ampio
e partecipato, confermando la capacità del territorio di fare rete attorno a un
progetto condiviso di sport inclusivo.
Tra i momenti più attesi della manifestazione, è stata
annunciata anche la presenza del testimonial di Sport e Salute Stefano
Maniscalco, uno dei karateka italiani più titolati di sempre. Nato a Palermo
nel 1982, ex atleta della Nazionale italiana e delle Fiamme Gialle, Maniscalco
ha costruito una carriera straordinaria nel kumite, conquistando due titoli
mondiali senior WKF, cinque titoli europei, diciassette titoli italiani e tre
ori ai Giochi del Mediterraneo.
Conclusa la carriera agonistica tra il 2017 e il 2021, oggi
è impegnato come tecnico, formatore e ambassador istituzionale, oltre che
“Legend” di Sport e Salute. Autore del libro “L’ultimo imperatore del karate”,
è attivo in progetti educativi, inclusivi e di promozione degli stili di vita
sani.
Taranto, dunque, si prepara a vivere non solo una
manifestazione sportiva, ma un momento di costruzione collettiva in cui lo
sport diventa linguaggio comune, strumento educativo e occasione concreta di
inclusione.

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