Sul 25 Aprile giura la politica!
Mentre scrivo mi vengono a mente le urla “lo giuro” dei ragazzi allievi marescialli della Marina di ieri mattina in piazza Marinai di Italia a Taranto e quelli dell’Aereonautica ed Esercito a Viterbo.
Un grido corale che rende irti i peli sul braccio.
La Festa della Liberazione è la Festa della Repubblica,
della Costituzione sulla quale tutti i membri del Governo, a partire dalla presidente
del Consiglio, giurano prima di assumere l’incarico.
La Destra Destra, come dice Lilly Gruber nel suo 8 e mezzo su
La7, si dimentica di quel giuramento finendo col spergiurare, attraverso il
megafono della nostalgia fascista del presidente del Senato Ignazio Benito
Maria La Russa che oggi si ricordano tutti i morti, della resistenza e di Salò.
Non ci siamo, i morti
che hanno dato la vita per la libertà non sono la stessa cosa di quelli che giustamente
commemoriamo il 2 novembre.
Non è nuovo il clima di questi giorni. Lo scrivente ricorda
un 25 aprile di tanti anni fa, era da poco arrivato il Governo Berlusconi che aveva
sdoganato il Movimento Sociale di Almirante con guida Gianfranco Fini portandolo al governo
del Paese.
Il 25 aprile partecipai insieme a un collega del sindacato a
una manifestazione a Milano.
Osservando dal finestrino le nuvole che s’ammantavano giù brillando al sole, pensai: "Milano cielo coperto oggi".
Quando l’aereo planò attraversammo
nuvole scure, poi atterrammo e pioveva a dirotto. Io e il mio collega cercammo
un negozio per acquistare due ombrelli, la giornata non prometteva nulla di
buono.
Era uno scorno del tempo sul 25 aprile. La manifestazione
era per il primo pomeriggio e passammo tutto il tempo sotto la pioggia passando
da un bar al ristorante senza andare da alcuna parte. Immaginavamo che la
manifestazione sarebbe stata annullata. Che pena.
Ma non fu così. Alle 15 cominciammo a vedere giovani e non
arrivare con mantelle e galosce colorate e ombrelli variopinti, un caleidoscopio
di colori che, come un fiume, scorreva verso il concentramento della
manifestazione. Pensai che al Nord, dove piove sovente la gente si organizza
davvero. Il 25 aprile di quell’anno fu salvo. Poco tempo dopo, una manifestazione
unitaria del sindacato, che portò tre milioni di lavoratori a Roma, occupando
contemporaneamente Fori imperiali e Piazza San Giovanni, fece sloggiare il
primo governo Berlusconi.
Altra storia. Buon 25
aprile.

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