Scoppia il caso Vespa, Porta a Porta la quarta Camera
In una nota l’agenzia askanews riporta il caso “Vespa” scoppiato dopo un attacco dopo lo scontro a Porta a Porta con Provenzano.
“Toni inaccettabili”,
segnalano i democratici che chiedono ai vertici dell’azienda di prendere le “distanze”.
Cui segue, qualche ora dopo, la replica piccata di Bruno
Vespa: “da Provenzano la più grave offesa, io sempre corretto”. Nel frattempo,
si scatenano le ‘tifoserie’ politiche con Giovanni Donzelli in prima fila, cui
si aggiungono i commenti del sindacato interno: Usigrai vs Unirai, un sindacato
– che una volta si chiamavano gialli -, nato a un anno dall’insediamento del
governo Meloni.
Tornando al salotto di Vespa, le tensioni sono esplose dopo
un botta e risposta tra Provenzano e il capogruppo Fdi Lucio Malan. L’uno
interrompe l’altro per ‘correggerlo’ e gli rivolge domande. Il conduttore lo
stoppa: “scusi Provenzano, lasci parlare”. Quando il dem risponde abbozzando un
tono scherzoso: “stavamo interloquendo, siamo in uno studio democratico…”,
Vespa gli chiede se desideri stare al posto suo e aggiunge: “io mi siedo di
là…”. Ma quando Provenzano lo incalza dicendo: “forse dovrebbe sedersi lei
dall’altra parte”, indicando il lato destro dello studio, Vespa sbotta, gli
punta il dito contro e si fa scuro in volto: “questo non glielo consento. Stia
zitto”, intima.
Alla presa di posizione dei componenti dem della commissione
di Vigilanza e di Guido Ruotolo che definisce “gravissimo” l’episodio che
“racconta lo stato disastroso in cui versa il servizio pubblico” con Porta a
Porta che “non può trasformarsi in una quarta camera”, segue la reazione,
altrettanto veemente, del responsabile organizzazione Fdi Donzelli che accusa
il Pd di voler “epurare” Vespa: dopo la vittoria del referendum sulla
giustizia, attacca, “si sentono già in diritto di fare liste di proscrizione in
Rai”.
Inizia la batteria di comunicati da fronti contrapposti come
contrapposta è la solidarietà espressa chi al deputato e chi al conduttore (“da
Vespa vergogna assoluta”, “da Pd solita intolleranza”, “Provenzano si scusi”,
“episodio incredibile”, “assicurare imparzialità”).
L’Usigrai si schiera contro i vertici dell’azienda che
“garantiscono uno status di intoccabile” al conduttore tra “gaffe sui social,
arringhe a difesa del governo sul caso Almasri, insulti agli attivisti della
Global Sumud Flottilla”. E, annunciamo
noi, lo spazio serale Rai 5 minuti usato per fare propaganda al si come abbiano
personalmente notato nell’incontro con Bonelli: un tono da inquisitore che
starebbe bene nel ventennio nero.
“Sta facendo il giro
di web e social – scrive il sindacato interno – lo scatto d’ira di Bruno Vespa
che si avvicina minaccioso all’onorevole Provenzano, ‘colpevole’ di una battuta
sulla sua faziosità che, evidentemente, vista la reazione, deve aver colpito
nel segno”. Unirai difende il conduttore contro il parlamentare che “ha messo
in discussione una firma storica della Rai”. Ma va beh!

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