Fondi MIC negati al docufilm su Regeni
Prossimamente nelle aule di atenei italiani e Parlamento europeo
di Maddalena Brunasti
Dal 15 aprile a fine maggio “Giulio Regeni – Tutto
il male del mondo” verrà proiettato a ciascun incontro della rassegna che
coinvolge 76 università della Penisola. Inoltre il 5 maggio la sua visione sarà
proposta agli eurodeputati. Intanto però…
… la commissione del Ministero della Cultura incaricata di
assegnare contributi alle produzioni rappresentative di “qualità artistica” e
“identità culturale” del cinema italiano ha negato il finanziamento alla
realizzazione e promozione del docufilm che ricostruisce le vicende del
sequestro, delle torture e dell’uccisione del giovane italiano che svolgeva
ricerche scientifiche in un’università de Il Cairo.
Tutto il male del mondo
Il titolo del film che documenta i fatti accaduti nel 2016,
dal 25 gennaio, quando improvvisamente si perse traccia di Giulio Regeni, al 3
febbraio, quando il suo corpo esanime venne ritrovato alla periferia della
capitale egiziana, sono le parole pronunciate da Paola Deffendi,
sua madre, in risposta a chi la interpellava mentre lei usciva dall’obitorio:
Non vi dico… qua tutto il male del mondo si è riversato su di lui.
Nel docufilm il tortuoso iter degli
accertamenti e del percorso giudiziario sull’omicidio è narrato dai genitori di
Giulio Regeni e dall’avvocato Alessandra Ballerini che li
assiste e – mediante le registrazioni delle loro testimonianze – dai politici e
funzionari italiani dei servizi segreti chiamati a deporre nel processo in
Corte d’Assise cominciato nel 2023 al Tribunale di Roma e il cui termine è
atteso entro la fine del 2026.
Divulgata ieri da La Repubblica, la notizia che a questo
film documentale diretto da Simone Manetti, scritto da Emanuele
Cava e Matteo Billi e prodotto da Ganesh e Fandango sono
stati rifiutati i contributi assegnati dal Ministero della Cultura oggi sta
rimbalzando dalle pagine dei quotidiani a quelle dei social-media.
Stamattina su Open Cecilia Dardana l’ha riferita osservando che invece
«la commissione del Ministero della Cultura (Mic) ha dato il via libera ai
finanziamenti per documentari dedicati allo storico locale caprese Anema
e Core, alla vita di Gigi D’Alessio o alle vicende del re delle
fettuccine Alfredo». Inoltre, riportando che «la motivazione addotta
dai tecnici ministeriali» per negare il merito di Tutto il
male del mondo a ricevere un contributo sia la sua «mancanza di
“interesse culturale”» e il commento di Domenico Procacci di Fandango:
Alla mia società non sarebbe “venuto in tasca niente”. Mi
dispiace per la Ganesh di Mazzarotto, che ha fatto un lavoro straordinario.
Puoi decidere di non finanziare un film perché non sai come
sarà, come verrà, e pensi che non sia un bel lavoro. Questo invece è stato
fatto, è uscito nelle sale, ha già vinto il Nastro della legalità e
andrà sia su Sky sia in Rai.
Bocciare un progetto del genere non puoi vederla come una scelta artistica.
È una scelta soltanto politica. Ed è incredibile che
lo sia, perché la storia di Giulio Regeni dovrebbe ferire e indignare non
soltanto una parte del Paese, ma tutti quelli che hanno un minimo di umanità:
la ricerca di verità e giustizia. Invece fatalmente è diventata una battaglia politica.
Il 26 gennaio scorso – dopo che alla ricorrenza del decimo
anniversario della scomparsa di Giulio Regeni il docufilm è stato proiettato in anteprima a Fiumicello Villa
Vicentina, la cittadina in provincia di Udine dove risiede la famiglia
Regeni – nella sua recensione su MyMovies Raffaella Giancristofaro annotava
che Tutto il male del mondo «evita accuratamente di cavalcare
l’indignazione dello spettatore, ma mette in fila i fatti» e «nel restituire i
fatti, chiama in causa diversi esponenti politici italiani e le loro promesse
non mantenute, illumina gli equilibrismi tra corso delle indagini e relazioni
diplomatiche dettati da interessi economici nel Mediterraneo» evidenziando
che Marco Minniti, Ministro degli Interni nel periodo del sequestro
e assassinio del giovane ricercatore, nella propria testimonianza al processo
sull’omicidio ha dichiarato:
Giulio Regeni stava facendo un legittimo, chiaro, sacrosanto lavoro di ricerca. Punto.
Può succedere che in un regime autocratico, dopo un colpo di
Stato, anche la ricerca costituisca una minaccia.
Mentre la stampa italiana diffondeva la notizia della
‘bocciatura’ di Tutto il male del mondo, contemporaneamente la rivista accademica Scientific American informava
che, sebbene stabilire i criteri di spesa del bilancio federale non spetti
al presidente, bensì al Parlamento della nazione, il Congresso degli USA aveva
già respinto le richieste della Casa Bianca per tagli drastici
ai budget del 2026 e imposto il ripristino dei finanziamenti a
molti dei programmi di ricerca nella lista nera dell’amministrazione
Trump:
Per il secondo anno consecutivo, il presidente degli Stati
Uniti Donald Trump ha proposto tagli significativi ai bilanci dei
principali enti scientifici statunitensi.
Pubblicato venerdì [4 aprile 2026], il piano della Casa
Bianca per la spesa federale dell’anno prossimo include anche il divieto di
utilizzare fondi federali per gli abbonamenti e per le spese di pubblicazione
di alcune riviste accademiche.
Una notizia che, oltre a quella divulgata da Il Sole 24 Ore il 17 marzo, in cui è riferito che “nel
primo anno dell’amministrazione Trump sono stati cancellati oltre 7˙400 grant federali
per la ricerca, per un valore superiore a 19 miliardi di dollari” e “tra
procedure per i visti più rigide, controlli più severi e un clima percepito
come meno accogliente, il contesto per studenti e ricercatori internazionali si
è fatto più complesso”, è correlata ai fatti riscontrati dagli scienziati
europei: da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, non riescono più ad
accedere ai data-base degli istituti accademici e centri
scientifici statunitensi con cui prima hanno cooperato e fino ad allora hanno
sempre collaborato senza tali restrizioni e impedimenti…
Le Università per Giulio
La rassegna di incontri sui temi della libertà di
studio e di ricerca e sulle conseguenze della compressione dei
diritti fondamentali in ambito accademico e sociale coinvolgerà 15
mila docenti, ricercatori e studenti di 76 atenei italiani e, mediante le
notizie divulgate dai media e diffuse sui social
media con apposta la parola-chiave #UniversitàperGiulio, anche
l’opinione pubblica.
Si svolgerà per iniziativa promossa da Elena
Cattaneo, nella comunità scientifica rinomata per le sue ricerche sulla
malattia di Huntington e sulle cellule staminali, docente di bioscienze
all’Università Statale di Milano e senatrice a vita, che a
Palazzo Madama di Roma il 31 marzo scorso ha presentato il programma Le
Università per Giulio con il rettore dell’Università del Piemonte
Orientale, Menico Rizzi, e con gli autori del docufilm Tutto
il male del mondo, Simone Manetti, Emanuele Cava e Matteo Billi e insieme
all’avvocato Alessandra Ballerini e ai genitori di Giulio Regeni.
«Siamo onorati e grati per questa iniziativa che coinvolge
numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo,
vanno sempre protetti – hanno dichiarato Paola Deffendi e Claudio
Regeni – Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore
integerrimo ed appassionato, sia la violazione dei diritti che si sono compiuti
su di lui».
«Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un
movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà –
ha affermato Elena Cattaneo – Lo stesso valore che Giulio ha difeso da
studioso».
CALENDARIO DE LE UNIVERSITÀ PER GIULIO
- lunedì
13 aprile – Bari, Politecnico / Milano, Università
degli Studidi Milano Statale
- martedì
14 aprile – Camerino (MC), Università degli Studi di
Camerino / Roma, Libera Università Maria Santissima
Assunta
- mercoledì
15 aprile – Macerata, Università degli Studi di Macerata
/ Siena, Università degli Studi di Siena
- venerdì
17 aprile – Bolzano, Libera Università di Bolzano
- martedì
21 aprile – Messina, Università degli Studi di Messina
- lunedì
27 aprile – Roma, Università di Roma La Sapienza
- martedì
28 aprile – Brescia, Università degli Studi di Brescia / Ferrara,
Università degli Studi di Ferrara / Pisa, Università degli
Studi di Pisa, in collaborazione con Scuola Normale Superiore di Pisa e
Scuola Superiore Sant’Anna / Venezia, Università IUAV
- mercoledì
29 aprile – Bergamo, Università degli Studi di Bergamo / Bologna, Alma
Mater Studiorum Università di Bologna / Roma,
Università degli Studi Internazionali di Roma – UNINT
- lunedì
4 maggio 2026 – Bari, Università degli Studi di Bari / Venezia,
Università Ca’ Foscari
- martedì
5 maggio – Lecce, Università degli Studi del Salento / Roma,
Università Tor Vergata
- mercoledì
6 maggio Milano, Università degli Studi Milano-Bicocca / Rende (CS),
Università della Calabria
- giovedì
7 maggio – Cagliari, Università degli Studi di Cagliari
/ Campobasso, Università degli Studi del Molise / Milano,
Università Commerciale Luigi Bocconi / Napoli,
Università Suor Orsola Benincasa / Padova, Università degli
Studi di Padova / Varese, Università degli Studi dell’Insubria
/ Verona, Università degli Studi di Verona
- venerdì
8 maggio – Trieste, Scuola Internazionale Superiore di Studi
Avanzati (SISSA)
- lunedì
11 maggio – Catania, Università degli Studi di Catania / Chieti-Pescara,
Università degli Studi G. D’Annunzio / Salerno,
Università degli Studi di Salerno
- martedì
12 maggio – Alessandria, Università degli Studi del Piemonte
Orientale / Aosta, Università della Valle d’Aosta (Université
de la Vallée d’Aoste) / Viterbo, Università degli Studi della
Tuscia
- mercoledì
13 maggio alle 14:30 – Ancona, Università Politecnica delle
Marche / Benevento, Università degli Studi del Sannio / Milano,
Politecnico / Potenza, Università degli Studi della Basilicata
/ Roma, Università Roma Tre / Torino, Università
degli Studi
- giovedì
14 maggio – Foggia, Università degli Studi di Foggia / Milano,
Humanitas University / Pavia, Università degli Studi di Pavia
e IUSS
- venerdì
15 maggio / Pavia, Università degli Studi di Pavia e IUSS
/ Urbino, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
- lunedì
18 maggio / Firenze, Università degli Studi di Firenze
- martedì
19 maggio – Napoli, Università di Napoli L’Orientale
- mercoledì
20 maggio – Palermo, Università degli Studi di Palermo
- lunedì
25 maggio / Università Cattolica del Sacro Cuore,
contemporaeamente nelle sedi a Milano, Roma, Piacenza-Cremona e Brescia
/ Siena, Università per Stranieri
- mercoledì
20 maggio / Caserta, Università degli Studi della
Campania Luigi Vanvitelli / Modena,
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia / Perugia,
Università per Stranieri
- giovedì
21 maggio – Torino, Politecnico
- venerdì
22 maggio – Reggio Calabria, Università Mediterranea
- martedì
26 maggio – Sassari, Università degli Studi di Sassari / Trento,
Università degli Studi di Trento / Udine, Università degli
Studi di Udine
- mercoledì
27 maggio – Napoli, Università degli Studi di Napoli Federico
II / Trieste, Università degli Studi di Trieste
- giovedì
28 maggio – L’Aquila, Università degli Studi dell’Aquila
- venerdì
29 maggio – Perugia, Università degli Studi di Perugia / Teramo,
Università degli Studi di Teramo
(data in definizione) Bari, Libera Università
Mediterranea (LUM) “Giuseppe Degennaro / Cassino (FR), Università
degli Studi di Cassino / Catanzaro, Università “Magna Graecia”
/ Genova, Università degli Studi di Genova / Milano,
Università di Lingue e Comunicazione – IULM / Napoli, Università
Parthenope / Parma, Università degli Studi di Parma / Roma,
Università Campus Bio-Medico / Roma, Libera Università
Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) Guido Carli
ELENCO DEGLI ATENEI ADERENTI A LE UNIVERSITÀ PER GIULIO

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente