Un vinile, una bicicletta, quasi 600 chilometri
Il primo album “mezzo minuto di raccoglimento”, in uscita il 18 maggio, arriverà sulle piattaforme solo se l’unica copia fisica del master raggiungerà Roma entro la mezzanotte del 17
Un disco può uscire su tutte le piattaforme in pochi
secondi. Può essere caricato, distribuito, programmato, annunciato, consumato
con la stessa rapidità con cui scompare nel flusso quotidiano delle nuove
pubblicazioni. I .francabandiera hanno scelto un’altra strada:
sottrarre il loro debutto discografico all’automatismo della distribuzione
digitale e farlo diventare un vero e proprio viaggio, con una partenza, una
scadenza e un margine di rischio.
Il loro primo album, “mezzo minuto di raccoglimento”, in
uscita il 18 maggio, arriverà al pubblico soltanto se l’unica copia fisica del
master, trasferita su vinile, riuscirà a raggiungere Roma entro la mezzanotte
del 17. A portarla sarà Cosmo Ponticella, mix e master engineer del disco e
membro ad honorem del gruppo, partito da Milano con un solo mezzo a
disposizione: una bicicletta.
Da questa corsa contro il tempo, affidata a un vinile e a
una bicicletta, nasce uno dei lanci indipendenti più anomali e identitari
della stagione: un album che non viene semplicemente annunciato, ma messo in
cammino; quasi 600 chilometri da percorrere perché possa arrivare davvero a
destinazione, in un tragitto su strada che affianca e amplifica quello
discografico, fino a trasformarsi in una storia concreta, partecipata e
documentata in tempo reale.
Nelle settimane precedenti alla pubblicazione, i
.francabandiera hanno raccontato sui propri canali social l’attesa del master
definitivo senza diffondere anticipazioni dei brani. Il 10 maggio, Cosmo
Ponticella ha annunciato il completamento del lavoro. Il giorno successivo,
però, la narrazione ha cambiato direzione: i file risultavano smarriti. L’unica
copia disponibile è rimasta quella impressa sul vinile. Da quel momento,
l’album non è più soltanto un contenuto da pubblicare, ma un oggetto da consegnare.
La corsa da Milano a Roma viene documentata attraverso
dirette Instagram, aggiornamenti, contenuti video e tappe intermedie, durante
le quali Cosmo incontra il pubblico e, in occasioni selezionate, offre ascolti
in anteprima alle prime persone presenti. Il disco, prima di atterrare sulle
piattaforme, sta quindi attraversando una forma di ascolto rara per il giorno
d’oggi: non un’anteprima distribuita in massa, ma un incontro fisico, limitato,
legato alla presenza di chi si trova nel posto giusto al momento giusto.
“mezzo minuto di raccoglimento” sceglie di andare in
controtendenza rispetto alle dinamiche frenetiche del mercato attuale,
rallentando il lancio fino a trasformarlo in un evento. E questo non per
nostalgia del supporto fisico, ma per riportare attenzione su quanto la musica,
prima di diventare dato, stream, contenuto o campagna, abbia bisogno di una
storia capace di orientare e cristallizzare l’ascolto.
«Con questo album volevamo prenderci la libertà di non
scegliere una sola direzione – dichiara la band -. Ogni brano è nato
seguendo una necessità diversa, senza l’obbligo di rientrare in un genere
preciso o in un’idea già definita di band. Ci interessa una musica che possa
arrivare subito, ma che non finisca al primo ascolto; qualcosa che si possa
cantare, ballare, smontare, riascoltare, capire meglio dopo. La storia del
vinile portato da Milano a Roma nasce dallo stesso principio: rimettere tempo,
rischio e partecipazione dentro un’uscita discografica. In un periodo come
questo, in cui la musica viene pubblicata in modo rapidissimo, volevamo che
questo disco avesse un percorso visibile, fisico, prima di arrivare alle
persone.»
Il titolo dell’album, “mezzo minuto di raccoglimento” è una
piccola pausa ironica e insieme serissima, dentro una scena che parla
moltissimo e ascolta pochissimo. Nei brani dei .francabandiera convivono
scrittura intimista, sarcasmo, nevrosi quotidiana, slanci melodici,
elettronica, derive progressive, frammenti teatrali e una forma canzone che non
si lascia ridurre a un solo codice. Il risultato è un disco che alterna impatto
immediato e stratificazione, leggerezza apparente e brusche deviazioni di tono,
momenti di vulnerabilità scoperta e improvvisi sabotaggi del linguaggio pop.
La prima traccia, “grazie”, apre l’album come una presa di
posizione feroce e sarcastica sullo stato della musica italiana. Il brano parte
da un attacco frontale — «qui in Italia si è spento da almeno 30 o 40 anni ogni
tipo di sentimento» — e converte il ringraziamento in una forma di accusa, con
un’ironia che colpisce tanto l’industria quanto chi la critica senza rischiare
davvero nulla. È il brano più apertamente polemico del disco, una dichiarazione
di insofferenza verso un sistema percepito come esausto, in cui l’arte sembra
spesso piegata alla superficie, all’immagine e alla monetizzazione del
personaggio.
Subito dopo, “mal di mare” sposta il baricentro dal commento
esterno al disorientamento interno. L’immagine della nave diventa la sintesi
dell’instabilità: «Siamo tutti su una nave e mi sale il mal di mare». L’ansia,
la difficoltà di guardarsi allo specchio, la paura di cadere e affogare trovano
una possibile risposta nel movimento: «Se perdo l’equilibrio, no, non mi resta
che ballare».
Con “faccio schifo”, i .francabandiera lavorano su una forma
di autoaccusa che si trasforma in complicità. Il titolo, volutamente brusco,
viene disinnescato dal dialogo sentimentale: «Faccio schifo e te ne accorgerai»
trova una risposta inattesa in «Fai schifo pure più di me». Il brano racconta
due imperfezioni che si riconoscono, si prendono per mano e provano a
immaginare uno spazio in cui smettere di difendersi.
“il tuo nome” racconta la fine di una relazione attraverso
il tentativo, quasi ossessivo, di riscriverne i tratti— «Non ricordo più il tuo
nome» — e procede per riscritture, cancellazioni, rimorsi, contraddizioni, fino
a renderla un flusso instabile di memorie e negazione. Il brano ha una
struttura più ampia, quasi episodica, dove la canzone cambia pelle mentre il
protagonista tenta di ricostruire ciò che non riesce più a riconoscere.
In “ritratto”, la scrittura si fa più luminosa, senza
perdere intensità. Il rancore viene nascosto «sotto la neve» e superato non da
una spiegazione, ma da una melodia elementare, quasi infantile, che permette di
dire ciò che le parole non riescono più a contenere. È una canzone sulla fine
dell’odio, sulla possibilità di riconoscere una nuova versione di sé a partire
dai dettagli quotidiani come il caffè, un amico, le fotografie, un ritornello
che torna per ricordarci chi siamo.
“timido” porta il disco in una zona più disturbata,
volutamente eccessiva. Il brano mette in scena una voce che oscilla tra
aggressività, senso di colpa, ironia e parodia della violenza verbale
contemporanea. I riferimenti pop, da Old Boy a Lost, si inseriscono in un testo
che lavora sull’esagerazione come forma di autoritratto deformato: il “timido”
del titolo è in realtà una maschera che cade, lasciando emergere una tensione
comica e inquieta.
Con “festa phonk”, l’album entra in una dimensione più cupa
e notturna. Il corpo diventa luogo di sovraffollamento, desiderio, confusione e
attrazione: «Nel mio corpo c’è una festa phonk». La festa, però, non è soltanto
esterna; è interna, caotica, sensuale, quasi claustrofobica. Il brano usa
l’immaginario del club e della phonk per raccontare una forma di intimità
accelerata, dove ballare significa anche perdere momentaneamente il controllo.
A chiudere il disco è “nozze d’oro”, il brano più ampio e
quasi cerimoniale della tracklist. Le immagini delle voci oltre il fiume, delle
spose che attraversano il campo, del cuore che sanguina in mano, della corona
d’oro e dei piedi nudi sulla terra fredda portano l’album verso una conclusione
corale e visionaria. Dopo sarcasmo, ansia, memoria, desiderio e collisioni
verbali, i .francabandiera ci ricordano che «a ballare resteremo noi».
“mezzo minuto di raccoglimento” nasce dal desiderio di
trovare un equilibrio tra il bisogno di libertà creativa e la volontà di
arrivare comunque a chi ascolta; la necessità di non farsi imprigionare da un
genere e quella di dare a ogni brano una traiettoria distintiva; l’energia del
linguaggio contemporaneo e una formazione musicale che affonda le proprie
radici nello studio, nell’ascolto e nella composizione.
I .francabandiera sono Fabrizio Casale, Achille Mazzola e
Francesco Luigi Onida. Fabrizio e Achille crescono a Formia, dove si avvicinano
alla musica attraverso percorsi di studio diversi — chitarra classica per
Fabrizio, pianoforte jazz per Achille — e si incontrano intorno ai vent’anni in
una band progressive rock locale. Dopo lo scioglimento di quella prima
esperienza, si trasferiscono a Roma e danno vita ai Mercanti di Orecchie,
documentando su Twitch il proprio processo creativo e costruendo una
piccola comunità attorno alla scrittura in diretta.
Tra gli spettatori c’è Francesco, musicista e produttore
milanese, già attivo nello studio di diversi strumenti e nella produzione
elettronica. L’incontro diventa collaborazione, poi formazione definitiva. Dopo
alcuni anni di attività online, il trio sceglie di spostare il centro del
lavoro sulla produzione discografica e abbandona progressivamente la dimensione
streaming. Il suono, inizialmente legato a coordinate progressive, si apre a
una materia più ibrida, in cui l’elettronica dialoga con la forma canzone, la
scrittura teatrale, l’ironia e una forte identità compositiva.
Nel 2024 prende forma il primo album, completato all’inizio
del 2025. Nello stesso periodo il gruppo lascia il nome Mercanti di Orecchie e
diventa definitivamente .francabandiera, sigla più aderente alla nuova fase
artistica. Dopo alcuni tentativi di collaborazione con realtà discografiche, la
band sceglie la via indipendente e, insieme a Cosmo Ponticella, elabora un
piano di uscita che porta alle estreme conseguenze una domanda:
come si può rendere davvero visibile un album in un tempo in
cui tutto viene pubblicato e dimenticato troppo in fretta?
La risposta è un disco che deve essere consegnato, non
soltanto distribuito. Un vinile che attraversa l’Italia. Una bicicletta. Una
scadenza. Un pubblico chiamato a seguire la storia prima ancora di ascoltare le
canzoni.
Il 18 maggio, se il viaggio arriverà a destinazione, “mezzo
minuto di raccoglimento” sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali.
Tracklist:
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