Taranto - Raccolta pneumatica rifiuti ferma? Ecco il motivo
Taranto - In questi giorni qualcuno ha posto il problema dell’impianto di raccolta pneumatica dei rifiuti fermo
A partire dal consigliere comunale Giampaolo Vietri che,
nell’esempio tipico del professionista della politica gioca su due tavoli: comune
e regione, diverse testate locali hanno posto il problema dello stallo impiantistico.
Nessun articolista si degna di fare un approfondimento, tutti parlano di deterioramento delle guarnizioni, dei fondi europei.
Nessun entra nel merito della questione a partire
da una domanda:
perché questo impianto, proposto dallo sistema aziendale delle
isole informatizzate, inizialmente perse la gara? Perché non aveva fornito le
referenze negative di altre nazioni.
In altre metropoli questo impianto è stato abbandonato per i
costi di gestione e la mancanza di personale adeguato.
E sulle referenze il disastro delle isole informatizzate non
insegna nulla?
Non è da sottovalutare il fatto che quando acquisti una tecnologia
che è esterna all’azienda e non ne disponi il "know how” resti fregato quando
l’impianto non funziona. Deve venire dalla Svezia qualcuno per risolvere i problemi mentre
i rifiuti vengono accatastati da cittadini incavolati?
Qualcuno parla di adeguamento del personale di Kyma Ambiente
e forse il problema sta proprio lì.
Ma nessuno parla - e questo la dice lunga sul tipo di giornalismo
stampa -comunicati che abbiamo -, del fatto che la municipalizzata ha un debito
enorme di formazione del personale, visto che su centinaia di impiegati che ha
in organico, chiama un consulente per le buste paga o un geometra per i rilievi
tecnici.
Quando lo scrivente si recò per la prima volta alla fine
degli anni ’90 alla fiera nazionale Ricicla a Rimini che nel 2000 prese il nome
di Ecomondo, si accorse che sui rifiuti si addensava una coltre grigia dei
saprofiti del business, perché con una maggioranza di aziende pubbliche c’era da
divorare risorse e tante.
In tutti questi anni in cui ho fatto consulenze pubbliche sulla RD spesso sono stato avvicinato da individui che proponevano la raccolta pneumatica, ho sempre rifiutato l’approccio.
Rifiutare tecnologie non vuol dire per nulla resistere alla modernità, perché prima occorre passare dai sistemi basilari della raccolta differenziata, come quella realizzata da De Luca che torna essere neo sindaco di Salerno.
Poi si aggiungono tecnologie, se abbiamo davvero necessità per migliorare. Altrimenti questo è!
Delegare subito tutto alla tecnologia nella quale siamo incompetenti
è un errore sacrosanto.

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