Francesco Tacente: Taranto non si amministra con numeri e statistiche
Ho espresso voto contrario al rendiconto di gestione 2025 del Comune di Taranto perché ritengo che, al di là dei numeri formalmente in equilibrio, questo documento fotografi una città che continua a non vedere trasformate le risorse disponibili in miglioramenti concreti per la qualità della vita dei cittadini.
Un avanzo di amministrazione di quasi 400 milioni di euro
non può essere celebrato come un successo mentre Taranto continua a vivere
difficoltà profonde sul piano sociale, occupazionale e dei servizi. Governare
non significa soltanto chiudere i conti in ordine, ma utilizzare le risorse per
dare risposte reali alla comunità.
Particolarmente preoccupanti sono i dati relativi ai residui
attivi e alle difficoltà di riscossione, che testimoniano ancora una macchina
amministrativa lenta e poco efficace nell’attuazione della programmazione.
A rendere ancora più evidente questa distanza tra i numeri
di Palazzo e la realtà vissuta dai cittadini c’è anche la recente classifica
pubblicata da Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita dei giovani, che colloca
la provincia di Taranto agli ultimi posti in Italia.
Un dato che dovrebbe imporre a tutta la politica una
riflessione seria. Perché quando i giovani continuano a lasciare il territorio,
quando mancano opportunità, spazi, servizi e prospettive, allora significa che
le priorità amministrative devono essere profondamente ripensate.
Il mio voto contrario non è stato un gesto ideologico, ma
una scelta politica chiara e responsabile: chiedere un cambio di passo,
maggiore capacità di spesa, più attenzione alle periferie, al welfare, alle
politiche giovanili, alla manutenzione urbana e allo sviluppo economico della
città.
L’opposizione ha il dovere di controllare, denunciare le criticità ma anche avanzare proposte. Ed è quello che continueremo a fare nell’interesse esclusivo di Taranto e dei tarantini.
Consigliere Comune di Taranto

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