L’Osservatorio apre il tavolo operativo con i media
Dalla diagnosi alla rilevazione: una proposta concreta per capire dove si inceppa il rapporto comunicazione-informazione
Dopo quattro mesi di analisi, il rischio più grande sarebbe fermarsi alla sola diagnosi. Abbiamo osservato la saturazione delle inbox, la perdita progressiva della gerarchia della notizia, l’improvvisazione diffusa, l’indebolimento della soglia critica e la difficoltà, sempre più evidente, di distinguere tra ciò che è pronto per essere comunicato e ciò che non dispone ancora degli elementi necessari per sostenere una comunicazione credibile.
Abbiamo individuato criticità che attraversano l’intera
filiera: comunicati inviati senza pertinenza, pitch generici, materiali
incompleti, narrazioni sovradimensionate, artisti esposti prima di avere
strumenti adeguati e redazioni chiamate a orientarsi dentro una quantità
crescente di proposte lontane dal proprio perimetro editoriale.
A questo punto, un’ennesima ricognizione sulle criticità del
nostro comparto rischierebbe di scivolare nella ridondanza, sterile e priva di
reale risvolto operativo. Se l’Osservatorio sulla Comunicazione Musicale
Italiana vuole mantenere una reale utilità, deve spostarsi alla radice del
problema, intercettando i flussi dove la catena si interrompe: prima del
comunicato standardizzato, prima del click che intasa la posta, prima che una
proposta arrivi sulla scrivania di chi dovrà valutarla.
In questi mesi, questo spazio non è rimasto fermo alla sola
analisi del fenomeno. È diventato, inaspettatamente, un tavolo permanente di
raccolta: un luogo in cui opinioni, riscontri, sfoghi comprensibili e
prospettive diverse hanno iniziato a comporre una fotografia più nitida del
processo comunicativo.
Da una parte, il sovraccarico delle redazioni, costrette a
verificare e spesso scartare materiali indistinti; dall’altra, l’affanno e la
responsabilità di uffici stampa e professionisti della comunicazione,
schiacciati tra la pressione delle uscite, le aspettative di artisti
impreparati al settore e la fragilità strutturale di molte proposte accettate a
scatola chiusa. Questa stratificazione di riscontri non può restare sul piano
del malumore; deve diventare la base da cui partire per proporre soluzioni
pratiche.
Per questo motivo, l’Osservatorio apre la sua prima fase
operativa: l’attivazione di un tavolo di confronto periodico con i media.
Non un panel da programma festivaliero, né un incontro di
rappresentanza o l’ennesimo salotto di circostanza. Un tavolo di lavoro con
giornalisti, caporedattori, speaker, direttori artistici, blogger e operatori
del comparto invitati a indicare cosa renda una proposta leggibile e cosa, al
contrario, porti una segnalazione ad essere archiviata dopo pochi secondi.
Il tema, ormai, è chiaro: una parte consistente della
saturazione non dipende soltanto dalla quantità di brani immessi sul mercato,
ma dalla distanza tra ciò che viene proposto e ciò che una redazione può
realmente prendere in considerazione. Il tavolo servirà a portare fuori dalle
conversazioni private la realtà quotidiana di pitch senza destinatario,
cartelle stampa disordinate e richieste di attenzione prive di un motivo
editoriale effettivo.
Non si tratta di chiedere al settore un parere astratto, ma
di capire dove la valutazione preliminare esista già e dove, invece, si passi
direttamente dalla data di pubblicazione all’invio automatico, massivo e
indistinto, scaricando sui giornalisti il compito di trovare un senso che a
monte non è stato chiarito.
Se nei numeri precedenti abbiamo ipotizzato strumenti come
una scheda preliminare di comunicabilità in stile SWOT, oggi è evidente che una
griglia non risolve nulla se viene compilata in modo meccanico. Se uno
strumento nascerà, dovrà essere l’esito diretto dei riscontri raccolti in
questa mappatura, utile non a distribuire giudizi o patenti di merito, ma a
evitare automatismi, decodificando cosa abbia senso comunicare, quando, a chi e
perché.
È in questo passaggio che il lavoro dell’Osservatorio
incontra InformArtisti™, progetto parte di ACCA®, Agenzia di Crescita
e Collocamento Artistico.
Se l’Osservatorio serve a leggere le complessità strutturali
del comparto, InformArtisti™ interviene prima che quelle mancanze diventino
prassi e raggiungano le redazioni. Per fare informazione e formazione, cercando
di azzerare il più possibile quella zona grigia in cui l’impreparazione
dell'artista si traduce in due danni speculari per il mercato.
Da una parte, una dispersione di tempo insostenibile per
uffici stampa, management e discografiche, che scelgono di non ignorare il
problema e si ritrovano a dover sostenere un lavoro di alfabetizzazione
estenuante, non di loro competenza, per spiegare i passaggi elementari della
filiera.
Dall’altra, l’urgenza etica di togliere terreno fertile
a figure opache e truffaldine, pronte a fare leva su quel vuoto di conoscenza
per vendere promesse irrealistiche, servizi ambigui e percorsi privi di reale
consistenza.
Perché un artista impreparato non rallenta solo sé stesso:
blocca l'efficienza di tutti. Chiede spazio nel momento sbagliato, interpreta
male i riscontri, confonde la visibilità con il percorso e pretende che gli
operatori colmino lacune formative che esulano dal loro ruolo professionale.
Un artista consapevole, al contrario, non è un pericolo per
il mercato: è la condizione necessaria perché tutti possano lavorare meglio.
I dati emersi dal tavolo con i media e dalla rilevazione si
tradurranno così in strumenti pratici: griglie di pertinenza, tracce per
materiali stampa più solidi, percorsi di orientamento e protocolli di
preparazione.
I contributi raccolti in questa rilevazione, aperta a uffici
stampa, giornalisti, label, management e a tutti gli operatori del settore,
confluiranno in una sintesi pubblica dell’Osservatorio per individuare
ricorrenze e possibili direttrici di lavoro.
Spostare il discorso dalle opinioni alle pratiche è l’unico
modo per smettere di trattare la saturazione come un destino inevitabile.
Perché se nessuno esercita criterio prima, qualcuno dovrà subirne le
conseguenze dopo.
Per contribuire alla prima rilevazione operativa
dell’Osservatorio e orientare i prossimi passaggi del tavolo con i media, è
possibile compilare il form dedicato, che richiede pochi minuti: https://forms.gle/xsUKxgPExutg7E6u9
Non si tratta di stabilire quali
artisti meritino spazio, ma di tracciare una linea di demarcazione
tra l'improvvisazione e il professionismo.
Il lavoro comincia da qui.

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