Terra dei Fuochi tra condanna EU e tempi biblici per le bonifiche

 

L’inquinamento della Terra dei Fuochi riguarda il traffico illegale e l’interramento di rifiuti speciali pericolosi, iniziato trenta anni fa.

 di Erasmo Venosi

La Corte ha condannato l’Italia per aver violato l’art. 2 (diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti umani (CEDU). 

Situazione che l’Italia deve risolvere attuando misure di riqualificazione ambientale che saranno valutate nei prossimi due anni. Sull’inquinamento grave di alcune aree si era espressa la Corte di Giustizia UE per esempio sull’ILVA di Taranto

La sentenza sulla Terra dei Fuochi fa riferimento alla Convenzione Europea che sancisce, all’art 2, il Diritto alla Vita e così recita l’art 13: 

Ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo davanti a un’istanza nazionale, anche quando la violazione sia stata commessa da persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali.”

La sentenza della Corte ha valore vincolante ed esecutivo. 

Numerosi sono i siti della regione Campania messi in sicurezza, ma non ancora bonificati (fonte: Anagrafe degli interventi di bonifica). Dal 2011 l’Istituto Superiore di Sanità produce il Rapporto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e Insediamenti Esposti a Rischio di Inquinamento) e, per l’Agro Aversano e il litorale Domizio dove vive un milione e mezzo di abitanti e una vasta area di siti da bonificare si registrano dati di mortalità per tutti i tipi di tumori superiori del 10% e del 7% per cardiopatie. 

Stessa incidenza sul“Litorale Vesuviano”. 

Comunque, la sentenza chiede allo Stato italiano di accelerare le bonifiche. Senza modifiche radicali e nel senso della semplificazione si arriverà a soluzione in tempi “biblici”. 

La procedura normativa prevede quattro fasi: 

  • caratterizzazione del sito, 
  • analisi del rischio, 
  • predisposizione del progetto di bonifica o messa in sicurezza, 
  • ed esecuzione dei lavori. 

A termini di norma le prime tre fasi dovrebbero concludersi in un anno e mezzo ma in realtà i tempi non sono rispettati. 

Il PNRR stanzia 500 milioni di euro per la bonifica dei "siti orfani", aree inquinate per le quali il responsabile non è individuabile o non provvede, con l'obiettivo di riqualificare almeno il 70% della superficie del suolo. 

Anche i   fondi di coesione (europei e nazionali, come il FSC) e i fondi strutturali (FESR) sono le risorse chiave per le bonifiche ambientali. 

Essi finanziano il risanamento dei siti contaminati e la rigenerazione di aree industriali dismesse, riducendo i divari territoriali e restituendo suoli salubri alle comunità. Paradossale che le risorse del ciclo 2021/2027 sono state impegnate per l’8% e tra diciotto mesi scadono. 

Bonificare i territori vuol dire in primis tutelare lo stato di salute dei cittadini. Importante l’approccio modello One Healt ovvero la salute umana va considerata in rapporto all’ambiente e alla salute animale. Un modello riconosciuto dai principali organismi sanitari internazionali. 

Questa consapevolezza porta alla integrazione di saperi e competenze diverse ovvero medici, biologi, psicologi, veterinari, agronomi. Nel contesto italiano scontiamo però una prevenzione primaria in secondo piano rispetto alla cura. Sulla relazione cancro – inquinamento recentemente hanno indagato con sofisticati metodi di intelligenza artificiale le Università di Bologna, di Bari e il CNR .

Valutate le sorgenti di inquinamento a livello nazionale, regionale e locale. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science of the Total Environment

Ogni anno in Italia muoiono circa 176 mila persone per cancro. La ricerca ha preso in esame 35 fonti di inquinamento ambientale e tra queste al primo posto la qualità dell’aria al secondo posto la presenza di siti da bonificare, i pesticidi, vicinanza a strade e acciaierie per specifici cancri. Al primo posto per mortalità Lodi poi Napoli, Bergamo. Comunque si muore più a Nord che al Sud a causa del maggiore inquinamento.

Questo il link della ricerca  dal titolo “ The spatial association between environmental pollution and long-term cancer mortality in Italy”

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0048969722055383?via%3Dihub

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