Al via i monitoraggi WWF per le tartarughe marine
Dopo le prime nidificazioni in Turchia e Grecia, ci si prepara a proteggere i nidi lungo le coste del sud Italia
Oltre 100 volontari e operatori coinvolti, un impegno crescente per tutelare le tartarughe marine e affrontare la crisi climatica
A fine maggio tornano sulle spiagge del Sud Italia le
attività di monitoraggio del WWF dedicate alla tutela della tartaruga
marina Caretta caretta. Come avviene ogni estate oramai da più
di venti anni, circa un centinaio tra volontari e operatori
dell'associazione saranno impegnati lungo le coste di Sicilia, Calabria,
Basilicata e Puglia per individuare e proteggere eventuali nidi durante tutta
la stagione riproduttiva. Nel Mediterraneo, infatti, questa è ufficialmente
iniziata in Turchia, sulla spiaggia di Iztuzu ed in Grecia nel golfo di
Kyparissia, dove rispettivamente il 2 maggio ed il 13 maggio sono stati
individuati i primi nidi di Caretta caretta
Ci si prepara quindi ai primi eventi riproduttivi anche lungo le nostre coste,
e non solo al Sud: il WWF, infatti, ricorda come le nidificazioni di
tartaruga marina negli ultimi anni, oltre a quelle da sempre registrate nelle
coste meridionali, siano aumentate anche in Toscana e Liguria.
I MONITORAGGI
I monitoraggi saranno svolti con pattugliamenti dei volontari a piedi nelle prime ore del giorno ed in alcuni casi con l'ausilio di droni e investiranno centinaia di chilometri lungo le coste che risultano come le più idonee alle nidificazioni secondo i dati a disposizione. Un lavoro fondamentale che negli ultimi anni ha portato risultati sempre più significativi: il numero di nidificazioni rilevate sulle coste italiane è in costante aumento, confermando un cambiamento importante nelle abitudini della specie.
IL FATTORE CLIMA
Negli ultimi anni infatti il Mediterraneo centrale, e in particolare le coste
del Sud Italia, si sono affermate come aree sempre più frequentate dalle
tartarughe per la deposizione delle uova. Un fenomeno legato anche all’aumento
delle temperature delle acque marine che rende ancora più urgente un presidio
capillare del territorio. “L’aumento dei nidi è una notizia positiva, ma
rappresenta anche una grande responsabilità: ogni nuovo sito di nidificazione
deve essere protetto e gestito correttamente, soprattutto in aree fortemente
antropizzate”, sottolinea il WWF.
Le squadre WWF, insieme a volontari e cittadini formati,
svolgeranno attività quotidiane all’alba per:
1) individuare tracce di risalita delle tartarughe sulla
spiaggia,
2) segnalare e mettere in sicurezza i nidi,
3) coordinarsi con le autorità competenti,
4) sensibilizzare bagnanti e operatori turistici.
Un’attenzione particolare sarà rivolta anche alla gestione dei lidi e alle buone pratiche per ridurre il disturbo antropico.
Le attività di monitoraggio dallo scorso anno si inseriscono nel quadro
del progetto europeo LIFE ADAPTS, cofinanziato dall’Unione Europea,
che ha come obiettivo quello di sviluppare strategie di adattamento al
cambiamento climatico per tutelare habitat e specie vulnerabili come la foca
monaca e le tartarughe marine del Mediterraneo. Il progetto utilizza tecnologie
avanzate (eDNA, droni, fototrappole, telemetria satellitare), coinvolge le
comunità locali e promuove soluzioni replicabili per la protezione delle
spiagge di nidificazione.
Le tartarughe marine rappresentano un indicatore chiave della salute degli
ecosistemi costieri e la loro crescente presenza rende evidente la necessità di
spiagge più naturali, meno artificializzate e meglio gestite.
Nidi in crescita sulle nostre coste
Negli ultimi anni gli operatori WWF hanno registrato 219 nidificazioni di tartarughe Caretta caretta nel 2023, 247 nel 2024 e ben 338 nella stagione 2025, il valore più alto mai registrato. A trainare questa tendenza è soprattutto la Sicilia, che concentra circa il 70% del totale.
Tre mosse per salvarle: un vademecum per tutti
Anche in questa stagione il WWF invita cittadini, turisti e operatori balneari
a collaborare attivamente attraverso 3 mosse : segnalare eventuali tracce o
avvistamenti al n. 1530 della Capitaneria di Porto o agli operatori del WWF
Italia, evitare di disturbare le aree di nidificazione, ridurre l’uso di luci
artificiali e mezzi meccanici sulla spiaggia.
Conclude il WWF: “Proteggere le tartarughe significa proteggere le nostre coste
e prepararle alle sfide future. È una responsabilità condivisa che riguarda tutti
noi.


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