A 17 anni ha vinto il Premio Bigazzi
Un'àncora di salvezza in un alveare blu: la vincitrice
del Premio Bigazzi 2023 Madda canta l’alienazione digitale e l'urgenza di amare
come scudo contro l’indifferenza del mondo moderno
Esistere in un’epoca che consuma ogni slancio vitale sotto
il peso di notifiche e algoritmi significa, spesso, rassegnarsi a un’apatia
indotta. Ci siamo trasformati in «animali da divano» che pretendono di
cambiare il mondo con un semplice click, mentre fuori le cronache narrano di
mari che inghiottono sogni e di un’ecologia che resta confinata tra le pagine
di un giornale, incapace di restituirci l'aria. In questo contesto di “dipendenza
cerebrale”, dove la città assume le sembianze di un alienante «alveare blu»,
si innesta “Ma ci sei tu”, il debutto discografico di Madda,
già vincitrice della sezione interpreti del Concorso Nazionale Premio Giancarlo
Bigazzi 2023.
Oggi, a soli diciannove anni, Madda ha fatto una scelta
radicale: quella di non possedere profili social. E nell’epoca che
impone la reperibilità costante e la scomposizione della vita privata in frame
da quindici secondi, la sua assenza digitale non è un rifiuto del presente, ma
il bisogno di preservare uno spazio personale non mediato. Una decisione che intercetta
una sensibilità sempre più diffusa tra i giovanissimi, attenti a difendere la
propria dimensione privata e a ridurre l’esposizione costante. Ma anche un
segnale, che invita il mondo adulto a interrogarsi sui modelli proposti finora
e sul rapporto tra identità, visibilità e tempo. Madda abita il proprio
percorso artistico esclusivamente con la musica, sottraendosi a quella
soggezione che «addormenta il cervello» per preservare una personalità
che non ha bisogno di feed per esistere.
Scritta da Marco Falagiani e Valentina Galasso e prodotta da
Marco Falagiani e Diego Basso per GB Music, “Ma ci sei tu” non è
una semplice ballata: è il racconto di una presenza che diventa punto fermo in
un tempo che non si ferma mai. In un mondo che corre, calpesta e divora, Madda
individua nell'altro l'unica vera oasi di sicurezza, l'unico «mezzo grammo
di poesia» capace di contrastare un’indifferenza sempre più sistemica. Il
brano racconta una generazione divisa tra la tentazione di fuggire verso
orizzonti da cartolina e la necessità di restare per «ammazzare le paure
figlie della diffidenza».
«Nel caos della quotidianità moderna – racconta
-, c’è sempre più bisogno di un cuore che batte forte e che ci fa sentire
vivi aldilà di tutto. La benzina che lo alimenta è sempre l’amore che non passa
mai di moda, che costruisce intorno a noi un’oasi di tranquillità e sicurezza e
che ci rende invincibili davanti agli ostacoli che giorno dopo giorno la vita
con indifferenza ci pone davanti.»
Trionfare al Premio Giancarlo Bigazzi senza aver mai ceduto
alla dittatura del "mi piace", oltre ad essere un merito artistico, è
un sabotaggio gentile ad un sistema che ci vuole tutti prevedibili, tutti
iper-connessi e profondamente soli.
Con un'interpretazione che omaggia la grande tradizione
autorale italiana — nobilitata dal legame con il nome di Bigazzi — Madda si fa
portavoce di un desiderio: quello di non risvegliarsi mai dal sogno in cui
l'altro è presente, perché solo attraverso questa connessione reale si può
sperare di «fermare la violenza» e cambiare, finalmente, la direzione
del nostro cammino.
Biografia
Madda, all’anagrafe Maddalena Zecchin, è un'interprete italiana, classe
2006. Nata a Camposampiero (PD) e cresciuta a Cittadella (PD), utilizza il
canto come strumento espressivo, privilegiando un approccio personale e diretto
alla musica. Nonostante la giovanissima età, ha scelto di non essere presente
sui social, concentrandosi su un percorso artistico lontano dalle logiche
dell’esposizione continua. Per lei la musica è prima di tutto un’esigenza, non
un mezzo per impressionare. I suoi riferimenti spaziano tra jazz, pop e
R&B. Il suo lavoro è orientato alla ricerca di una voce propria, attraverso
lo studio e un progressivo distacco dal canto accademico, per costruire
un’identità espressiva più libera e consapevole.
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