Nasce la Rete civica per il JTF Taranto
Just Transition Fund: un’occasione storica per Taranto a rischio di essere sprecata.
Nasce la Rete civica per il JTF Taranto
Le principali criticità emerse
Dall’analisi della documentazione
ufficiale (Comitato di Sorveglianza PN JTF del 4 dicembre 2025, Relazione di
riprogrammazione, contributo CGIL e documenti provinciali) emergono criticità
rilevanti:
· Scarsa
trasparenza sulle risorse: il PN JTF 2021–2027 assegna 795,6 milioni di euro,
ma il Piano esecutivo regionale per Taranto (febbraio 2025) indica circa 750
milioni, senza adeguati chiarimenti, facendo temere una riduzione delle risorse
disponibili.
· Ritardi
attuativi e deficit di partecipazione: coinvolgimento insufficiente della
cittadinanza, informazione carente e opportunità comunicate quasi
esclusivamente tramite comunicati stampa generici.
· Riprogrammazione
dell’housing: il ricorso a strumenti finanziari, fondi immobiliari e
partenariati pubblico–privati solleva seri dubbi su accessibilità degli
alloggi, rispetto delle tempistiche del JTF e rischio di finanziarizzazione di
un diritto sociale fondamentale.
· Indebolimento
delle priorità sanitarie e ambientali: eliminati gli indicatori sulla qualità
dell’aria e ridotti gli obiettivi di abbattimento delle emissioni di CO₂,
nonostante le persistenti emergenze sanitarie del territorio.
· Apertura
strutturale alle grandi imprese, in contrasto con lo spirito del Fondo e con il
rischio di assorbimento delle risorse da parte di soggetti già forti.
· Insufficiente
rafforzamento delle amministrazioni locali, a fronte della limitata capacità
tecnica e amministrativa dei Comuni – in particolare del Comune di Taranto –
nella gestione di programmi complessi.
Le proposte della Rete civica
Per evitare che il Just Transition
Fund venga depotenziato o snaturato, la Rete chiede:
· Rafforzamento
strutturale della capacità amministrativa locale;
· Istituzione
di uno Sportello JTF stabile, pubblico e adeguatamente pubblicizzato;
· Attivazione
di un incubatore e acceleratore pubblico, open-source e gratuito, nell’ambito
dell’Assistenza Tecnica, a servizio dell’intera Provincia di Taranto;
· Calendario
mensile di sessioni tematiche di co-progettazione e un piano di lavoro
dell’Organismo Intermedio che garantisca continuità, qualità e inclusività del
partenariato.
Il Just Transition Fund rappresenta, per l’area di Taranto, un
banco di prova decisivo della capacità delle politiche pubbliche di tradurre i
principi della transizione giusta in risultati concreti e misurabili.
L’efficacia del Programma non potrà essere valutata sulla base del solo
avanzamento procedurale o della spesa delle risorse, ma sulla capacità di
produrre miglioramenti tangibili in termini di qualità ambientale, salute,
occupazione e rafforzamento strutturale del territorio, con un approccio ecosistemico
e di lungo periodo.
Trasparenza,
partecipazione e responsabilità pubblica sono condizioni imprescindibili per
non perdere un’occasione che Taranto non può permettersi di sprecare.
RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA JTF PER TARANTO
La presente relazione è elaborata dalla Rete civica sulla Giusta Transizione
di Taranto, costituito da associazioni ambientaliste e civiche, nonché
professionisti e ricercatori operanti sul territorio della Provincia di
Taranto.
La relazione si fonda sull’analisi della
documentazione ufficiale del PN JTF, sugli atti del Comitato di Sorveglianza,
sui contributi formali del partenariato economico e sociale e sulle competenze
tecnico-scientifiche espresse dai soggetti che compongono la Rete.
Le valutazioni e le osservazioni contenute nel documento rappresentano un
contributo civico e collettivo, finalizzato a evidenziare criticità, rischi e
proposte migliorative, nella consapevolezza che la responsabilità
istituzionale della programmazione, attuazione e rendicontazione del PN
JTF è in capo all’Autorità di Gestione del Programma.
Relazione sulla
riprogrammazione del PN Just Transition Fund 2021–2027 – Focus Provincia di
Taranto
Premessa
La presente relazione è redatta sulla base della documentazione ufficiale del
Comitato di Sorveglianza del PN JTF del 4 dicembre 2025, della Relazione di
riprogrammazione del Programma, del contributo formale della CGIL e dei
documenti di approfondimento relativi alla Provincia di Taranto.
1. Inquadramento
generale e base normativa
Il Programma Nazionale Just Transition Fund (PN JTF) 2021–2027 dispone
di una dotazione complessiva di circa 1,21 miliardi di euro, di cui oltre 1,03
miliardi di quota UE. Alla Provincia di Taranto è destinata la quota più
rilevante del Programma.
La riprogrammazione discende dal riesame intermedio ex art. 18 del Reg. (UE)
2021/1060 e dall’entrata in vigore del Reg. (UE) 2025/1914 (STEP), che consente
la riallocazione di almeno il 10% delle risorse verso nuove priorità, tra cui
l’housing e la competitività industriale.
Pur essendo formalmente legittima, la riprogrammazione ha inciso su
oltre il 37% delle risorse complessive del Programma, con effetti
particolarmente rilevanti sulla Provincia di Taranto.
Quadro della dotazione finanziaria
complessiva
Nel Piano Nazionale Just Transition Fund (PN JTF)
2021–2027, approvato dalla Commissione europea il 16 dicembre 2022 (Decisione
di esecuzione C(2022) 9764), alla Provincia di Taranto è stata attribuita una
dotazione complessiva pari a 795.610.021 euro, di cui 676.268.517 euro di quota
UE.
Nel Piano esecutivo regionale per l’area di Taranto,
approvato nel febbraio 2025, la Regione Puglia indica invece una dotazione pari
a circa 750 milioni di euro. L’ assenza di un
chiarimento esplicito nei documenti regionali sulle ragioni di tale
scostamento, può generare il dubbio che, oltre alla riprogrammazione
interna delle risorse, l’ammontare complessivo effettivamente disponibile per
il territorio di Taranto possa risultare inferiore rispetto a quanto previsto
nel Piano nazionale originario.
2. Introduzione
della Priorità 3 – Housing sostenibile e accessibile
La riprogrammazione introduce una nuova Priorità 3 dedicata
all’abitare accessibile e sostenibile, con una dotazione complessiva di circa
53,4 milioni di euro (45,39 milioni quota UE). Alla Provincia di Taranto sono
assegnati circa 24,2 milioni di euro di quota UE.
Gli interventi previsti riguardano la riqualificazione del patrimonio di
edilizia residenziale pubblica, il recupero di immobili abbandonati e la
rigenerazione urbana, con particolare riferimento alla Città Vecchia di
Taranto.
Pur riconoscendo la gravità del disagio abitativo nel territorio, la
scelta di finanziare l’housing tramite strumenti finanziari, fondi immobiliari
e partenariati pubblico–privati solleva criticità rilevanti in termini di
accessibilità reale degli alloggi, tempistiche
di realizzazione coerenti con le scadenze indicate dal JTF e rischio di finanziarizzazione di una funzione
sociale essenziale.
La
riallocazione determina un indebolimento strutturale della capacità del
Programma di affrontare le priorità sanitarie, ambientali e occupazionali di un
territorio segnato da decenni di crisi industriale e ambientale.
La riprogrammazione inoltre
riduce le azioni di tipo FSE, in particolare quelle dedicate ai servizi di
prossimità, all’assistenza familiare e al sostegno diretto ai lavoratori.
Tali tagli risultano solo parzialmente compensati dall’introduzione
dell’housing e rischiano di compromettere la capacità del Programma di mitigare
gli effetti sociali della transizione.
3. Modifica degli
indicatori e perdita di trasparenza sugli impatti
La riprogrammazione comporta una revisione sostanziale degli
indicatori di risultato.
Vengono eliminati o sostituiti indicatori chiave sulla creazione diretta di
posti di lavoro, sostituiti da indicatori di innovazione delle imprese (PMI che
innovano).
Per Taranto, ciò comporta una riduzione di quasi 2.000 posti di lavoro
potenzialmente monitorabili.
Ulteriormente critica è l’eliminazione di indicatori sulla qualità dell’aria e
la riduzione degli obiettivi di abbattimento delle emissioni di CO₂, in un
territorio che continua a registrare gravi criticità sanitarie.
4. Apertura alle
grandi imprese e rischio di distorsione
L’estensione strutturale dell’eleggibilità alle grandi imprese
costituisce una scelta non scevra da rischi.
In assenza di stringenti condizionalità
occupazionali, ambientali e sociali, tale apertura rischia di:
- cannibalizzare risorse destinate alle PMI
e alle comunità locali;
- finanziare processi di innovazione senza ricadute occupazionali dirette;
- aprire spazi a investimenti a rischio
di utilizzo dual use.
Le preoccupazioni espresse dalla CGIL in merito a potenziali
investimenti di grandi gruppi industriali, come Leonardo S.p.A., evidenziano la
necessità di escludere in modo esplicito ogni utilizzo del JTF per filiere
militari o a doppio uso.
5. Partecipazione, governance e
deficit democratico
Nonostante i richiami formali al principio di
partenariato, l’attuazione del PN JTF mostra finora gravi carenze in termini di partecipazione
effettiva e sostanziale.
Il principio di partenariato,
sancito dall’art. 8 del Regolamento (UE) 2021/1060, richiede il coinvolgimento effettivo, tempestivo e documentato di
enti locali, parti sociali, organizzazioni della società civile e altri
portatori di interesse in tutte le fasi del Programma: programmazione,
attuazione, sorveglianza e valutazione. Finora
tale principio, almeno nella
nostra realtà, risulta applicato prevalentemente in forma procedurale e informativa, piuttosto
che sostanziale.
Non risultano pubblicati verbali dettagliati delle
consultazioni territoriali,
né elenchi dei soggetti coinvolti, né evidenze del recepimento delle
osservazioni provenienti dai territori. Il coinvolgimento del partenariato
appare pertanto successivo alle
decisioni strategiche già assunte, limitando la possibilità di un reale
confronto sulle scelte programmatorie.
Contestualmente, la riformulazione
dell’Assistenza Tecnica privilegia indicatori legati alla comunicazione e alla
visibilità istituzionale, a scapito di strumenti strutturati di
partecipazione, co-progettazione e supporto diretto, segnalando uno spostamento
dalla partecipazione sostanziale all’ informazione. Tale impostazione risulta particolarmente critica per la
Provincia di Taranto, territorio segnato da una crisi ambientale, sanitaria e
occupazionale di lunga durata, nel quale la transizione giusta non può essere
calata dall’alto, ma richiede il coinvolgimento
diretto e continuativo delle comunità locali, dei lavoratori, delle
associazioni ambientaliste e del terzo settore.
Si rende pertanto necessario:
❖
istituire
sedi permanenti di confronto
territoriale dedicate al JTF per Taranto;
❖
garantire
processi di consultazione pubblica trasparenti
e tracciabili;
❖
prevedere
che gli esiti della partecipazione incidano
concretamente sulle scelte programmatorie e attuative;
❖
integrare
lo Sportello JTF territoriale anche
come luogo di ascolto e raccolta delle istanze locali.
Nella Proposta dell’AdG per la governance
rafforzata e l’accelerazione legata alla riprogrammazione delle risorse -Patto di collaborazione per
la transizione giusta, approvata dal Comitato di Sorveglianza del 4 dicembre
2025, è stata espressamente prevista la “Attivazione del Tavolo Tecnico
Partenariale con le due task force previste entro gennaio 2026”.
Inoltre, nelle Azioni
specifiche per il Piano Transizione Giusta di Taranto, Territorio chiave che richiede misure
dedicate, è stata prevista la “ Attivazione del monitoraggio civico attraverso
il lancio di candidature per azioni specifiche JTF su ASOC (A scuola di Open Coesione) e
Monithon (azione di monitoraggio civico della coesione)”, oltre la necessità di un “Calendario
mensile di sessioni tematiche di co-progettazione” e di un “Piano di lavoro da parte dell’OI per
garantire frequenza e qualità delle riunioni del partenariato su tutto il Piano
territoriale”.
Siamo a richiedere la urgente e piena attuazione di quanto deliberato: solo attraverso una partecipazione reale e strutturata
il PN JTF può rispondere in modo coerente ai bisogni delle comunità più colpite
dalla transizione industriale ed energetica.
6. Incubatore e acceleratore pubblico, open source e gratuito per la Provincia di Taranto
Si propone la realizzazione, nell’ambito
dell’Assistenza Tecnica del Programma Nazionale Just Transition Fund (PN JTF)
2021–2027, di un incubatore e acceleratore pubblico, open source e gratuito, a
servizio dell’intera Provincia di
Taranto.
L’iniziativa, in coerenza con il Piano
Transizione Giusta di Taranto i cui è stata prevista la necessità di un
“Calendario mensile di sessioni tematiche di co-progettazione” e di un “Piano
di lavoro da parte dell’OI per garantire frequenza e qualità delle riunioni del
partenariato su tutto il Piano territori, nasce dall’esigenza di rafforzare in
modo strutturale la capacità progettuale, amministrativa e tecnica del
territorio, garantendo un accesso equo e non selettivo agli strumenti di
accompagnamento alla transizione industriale, ambientale e sociale.
L’incubatore/acceleratore è concepito come
servizio pubblico di interesse generale, e non solo come misura di sostegno
economico alle imprese. Esso opererà come infrastruttura di accompagnamento,
supportando Comuni, enti pubblici, Università, Enti di Formazione, Istituti
scolastici organizzazioni del terzo settore, cooperative, start-up, liberi
professionisti e gruppi informali nello sviluppo di progetti coerenti con gli
obiettivi del PN JTF.
Le attività principali comprenderanno:
supporto alla progettazione e all’attuazione degli interventi; assistenza su
fondi europei, principi DNSH e coerenza con la transizione giusta; laboratori
di progettazione tematica (bonifiche, economia circolare, servizi di
prossimità, rigenerazione urbana, lavoro); messa a disposizione di strumenti e
metodologie open source; integrazione funzionale con lo Sportello JTF
territoriale e con i processi di partecipazione.
L’iniziativa contribuirà a democratizzare
l’accesso all’innovazione, ridurre la dipendenza da consulenze esterne e
rafforzare l’ecosistema locale della transizione, in coerenza con i principi di
equità territoriale e giustizia sociale che caratterizzano il Just Transition
Fund.
7. Rafforzamento
della capacità amministrativa del Comune di Taranto e della Provincia
La riprogrammazione del PN JTF evidenzia una criticità strutturale
nell’attuazione degli interventi sul territorio della Provincia di Taranto: la limitata
capacità amministrativa degli enti locali, in particolare del Comune di Taranto
e degli altri Comuni coinvolti, nel gestire programmi complessi, strumenti
finanziari e progetti ad elevato contenuto tecnico.
Il Piano PN JTF prevede una specifica linea di Assistenza Tecnica,
finalizzata a rafforzare le capacità di programmazione, attuazione,
monitoraggio e controllo, nonché il supporto agli Organismi Intermedi e ai
beneficiari finali.
Dalla documentazione del Comitato di
Sorveglianza emerge tuttavia che l’Assistenza Tecnica è orientata
prevalentemente verso azioni di supporto procedurale e comunicazione, mentre
risulta carente un investimento strutturale sul rafforzamento stabile delle
amministrazioni comunali.
Per il Comune di Taranto e gli altri Comuni dell’area di crisi complessa
è invece necessario:
- finanziare task force tecniche dedicate alla progettazione, gestione e
rendicontazione degli interventi JTF;
- rafforzare gli uffici comunali competenti
in materia ambientale, urbanistica, sociale e lavori pubblici;
- sostenere la formazione specialistica del
personale sui fondi UE, sul principio DNSH, sugli strumenti finanziari e sui partenariati
pubblico–privati;
- garantire un supporto continuativo, evitando
interventi episodici o meramente consulenziali.
Il rafforzamento della capacità amministrativa locale costituisce una
condizione imprescindibile per evitare ritardi attuativi, rischi di
definanziamento e una eccessiva dipendenza da soggetti esterni, assicurando che
le risorse del JTF producano benefici reali e duraturi per le comunità locali.
Si ritiene pertanto necessario vincolare una quota significativa
delle risorse di Assistenza Tecnica del PN JTF al potenziamento diretto delle
amministrazioni comunali della Provincia di Taranto, introducendo
indicatori di risultato specifici e verificabili, in coerenza con il principio
di sussidiarietà e con l’obiettivo di una transizione realmente giusta.
8. Realizzazione dello
Sportello JTF territoriale e sua pubblicizzazione
Nel quadro del rafforzamento della capacità
amministrativa e dell’effettiva accessibilità del PN JTF ai territori, assume
rilievo strategico la realizzazione di uno Sportello JTF territoriale dedicato
alla Provincia di Taranto, da attivare presso il Comune capoluogo o in forma
associata con gli altri Comuni dell’area di crisi complessa.
Lo Sportello JTF deve configurarsi come struttura
stabile di supporto tecnico-amministrativo e di prossimità, finalizzata a:
- assistere Comuni, enti pubblici, soggetti
del terzo settore e parti sociali nella comprensione delle misure JTF;
- supportare la progettazione, la candidatura e l’attuazione degli
interventi;
- favorire l’accesso effettivo alle risorse da parte dei soggetti territoriali
più deboli;
- garantire un’interlocuzione continua con l’Organismo Intermedio e l’Autorità
di Gestione.
La realizzazione e il funzionamento dello Sportello possono e devono essere finanziati
utilizzando le risorse di Assistenza Tecnica previste dal Piano PN JTF,
orientandole non solo a funzioni centrali, ma a un presidio operativo radicato
sul territorio.
Elemento essenziale per l’efficacia dello Sportello è la sua adeguata
pubblicizzazione mediatica e istituzionale. A tal fine si ritiene
necessario:
- prevedere una campagna di comunicazione
dedicata e continuativa;
- utilizzare canali locali (stampa, radio, web, social media, siti
istituzionali dei Comuni);
- garantire trasparenza sulle attività svolte, sugli utenti supportati e sui
risultati conseguiti;
- evitare che la comunicazione si riduca a mera promozione del Programma,
assicurando invece un’informazione chiara, accessibile e orientata all’utilità
concreta per cittadini e territori.
La combinazione tra Sportello JTF territoriale e una comunicazione mirata e
responsabile rappresenta una condizione indispensabile per superare l’attuale
distanza tra Programma e comunità locali, rafforzando la partecipazione, la
capacità amministrativa diffusa e la legittimazione democratica della
transizione giusta a Taranto.
Conclusioni e
raccomandazioni
La
riprogrammazione non risulta ancora pienamente coerente sul piano sociale,
ambientale e democratico.
Si raccomanda pertanto di:
- garantire che l’housing finanziato dal JTF
resti pienamente pubblico e accessibile;
- introdurre condizionalità stringenti per le grandi imprese;
- escludere esplicitamente progetti a rischio
dual use;
- rafforzare la trasparenza e la
partecipazione dei territori, rendendo pubblici atti, verbali e criteri
decisionali e attivi Sportello e Incubatore.
Giustizia per Taranto,
L.A.C. Taranto
Legambiente Taranto
MIRA Network
Pro Loco Lama e le sue contrade
WWF Taranto
La relazione prodotta è
sostenuta anche dalle seguenti realtà:
APS-ETS I Cavalieri de li Terre
Tarentine
Associazione Sherwood
CSV Taranto
Pro Loco San Vito
SiAmo Taranto

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