Parte Milano Cortina tra ritardi e incubi logistici
Questa sera, alle ore 20:00 allo stadio San Siro di Milano, si alzerà il sipario sui Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
di Erasmo Venosi
I lavori per le Olimpiadi invernali sono in estremo ritardo.
Sette giorni fa, la SIMICO (Società Infrastrutture Milano Cortina) ha
dichiarato che solo 40 opere su 98 programmate sono state completate.
Progetti da realizzare in Lombardia, Veneto, Trento e
Bolzano e distinti in impianti sportivi, di cui 31 propedeutici allo
svolgimento dei Giochi, e infrastrutture di trasporto. Complessivamente, sono
67 gli interventi dei Giochi invernali 2026 che resteranno sui territori.
Dei 98 interventi, 47 sono impianti sportivi e 51 infrastrutture per un valore totale di 5,7 miliardi di euro, 4,2 miliardi per opere pubbliche in Lombardia, Trentino e Veneto e 1,7 per la gestione delle olimpiadi da parte della SIMCO. Chi paga? I 4,2 miliardi per il 75% a carico dello Stato e il restante 25% a carico delle tre regioni. Il comitato olimpico contribuisce ai 1,7 miliardi con 400 milioni, 500 dovrebbero derivare dagli sponsor e forse la rimanente parte coperta dalla vendita dei biglietti. Dovevano essere, si disse, olimpiadi a costo zero. Tra i progetti realizzati c’è il Villaggio Olimpico di Predazzo e le opere connesse.
Anche opere dove si svolgono le gare come il Livigno Snow Park, lo Stelvio Alpine Centre di Bormio, lo Stadio per lo sci di fondo di Anterselva e il Cortina Sliding Centre. Domani allo stadio San Siro di Milano si alzerà il sipario sui Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, una manifestazione che indubbiamente resterà storica.
Un'olimpiade nel nome dello
spreco di denaro pubblico, della insostenibilità ambientale, del nepotismo
politico, della guerra del governo ai magistrati. Giornali come il New York
Times USA, Le Monde francese e Bild tedesca hanno pesantemente attaccato per
vari motivi le Olimpiadi di Cortina. Anche un libro dal titolo emblematico:
“Una montagna di soldi “.
Un libro denuncia che riprende la delibera della Corte dei
conti quando si parla del completamento delle opere, delle cattedrali nel
deserto, in pura tradizione italiana, e della costosa eredità che sarà lasciata
ai territori chiamati ad ospitare i giochi olimpici e gli affari olimpici.
Il New York Times definisce i Giochi di Cortina “Un incubo logistico”. Scrive: "La 25ª edizione dei Giochi Invernali, che iniziano questa settimana, avrà otto sedi diverse distribuite su circa 8.500 miglia quadrate nel nord Italia, un incubo logistico che ha portato i funzionari ad accogliere ogni nuovo tunnel, l’aumento dei servizi ferroviari o l’estensione delle linee di autobus come una sorta di vittoria entusiasmante di fronte al rischio della sconfitta (..Le sedi sono distanti centinaia di miglia l’una dall’altra e persino quelle apparentemente più vicine sono separate da strade di montagna tortuose e ghiacciate e da vaste vallate.
La gara di discesa libera
maschile si terrà a Bormio, a nord di Milano. Lo sci nordico sarà in Val di
Fiemme, il biathlon ad Anterselva, vicino al confine con l’Austria. La tedesca
BILD: “Quando esattamente sarà completata la funivia? Si tratta della funivia
Apollonio-Socrepes di Cortina”. Infine, Le Monde con un articolo dal titolo “Il
trionfo della neve artificiale” e "Ai Giochi di Milano-Cortina, che si
aprono venerdì, 1,6 milioni di metri cubi di neve sono stati fabbricati per
rendere le prove possibili. Una tecnologia ghiotta in acqua e in energia,
criticata dai difensori dell'ambiente e dagli scienziati". Le ultime
rilevanti questioni riguardano i costi e la classificazione giuridica della
SIMCO.
A margine e per dovere di informazione, la Procura di Milano ha stilato un elenco dei dipendenti assunti nella Fondazione Milano Cortina 2026 in relazione ai quali "sono stati riscontrati elementi di potenziale criticità", tra cui "soggetti collegati al mondo politico" come il figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa, Lorenzo Cochis, persone con "rapporti di parentela con altri soggetti noti" come la nipote dell'ex presidente del Consiglio Mario Draghi.
Infine, il giudice delle indagini preliminari di Milano ha trasmesso
alla Corte Costituzionale gli atti dell’inchiesta della Procura di Milano per
turbativa d’asta e corruzione su alcuni appalti della Fondazione
Milano-Cortina, chiedendo alla Consulta di pronunciarsi sulla
incostituzionalità della legge “Salva Olimpiadi”. La norma, approvata
nell’estate 2024 e a indagine già avviata, classificò come privata la stessa
Fondazione.
Diversamente la pensava il GIP che ordinò “l’immediata trasmissione degli atti del
procedimento alla Corte Costituzionale”. La Corte dovrà esprimersi sulla
“legittimità costituzionale” del decreto legge dell’11 giugno 2024. Secondo il
GIP, il governo Meloni ha negato la “qualifica di organismo di diritto
pubblico” alla Fondazione Milano Cortina 2026 “in violazione” della direttiva
UE 2014/24 in materia di appalti pubblici. Il GIP considera che l’ente
organizzatore dei Giochi olimpici invernali possiede i “requisiti previsti” dal
diritto europeo per essere considerato un ente di diritto pubblico e la norma
del Governo ha avuto conseguenze su un “procedimento” penale anche per
“corruzione”, reato “oggetto di uno specifico obbligo sovranazionale” previsto
dalla convenzione di Merida dell’ONU.

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