2700 euro al giorno per visite del medico a casa
Un medico per visite domiciliari convenzionato a 2.700 € al giorno a Brindisi: scatta l’indagine
Un medico, uno specialista ambulatoriale dell’ASL di
Brindisi, avrebbe registrato circa 25 prestazioni domiciliari in un’ora, per
molte ore in numerosi giorni. Una mole di attività tale da far partire un’indagine
della Procura per chiarire l’eccesso di prestazioni dichiarate.
Il compenso accumulato risulterebbe pari, mediamente, a circa
2.700 euro al giorno, ovvero 270 euro l’ora. Tuttavia molte delle prestazioni registrate
non sarebbero state materialmente possibili nell’intervallo di tempo indicato.
Per questo motivo è stata avviata un’indagine della Procura e dei NAS, che
coinvolge anche i livelli più alti della dirigenza sanitaria, ipotizzando una
carenza nella gestione delle verifiche.
I numeri contestati non sono
compatibili con la realtà della pratica clinica, anche supponendo che possa
trattarsi di prestazioni per uno stesso paziente. Effettuare 25 prestazioni
domiciliari in un’ora, per 10 ore, è impossibile fisicamente, senza alcun margine
per le visite, la valutazione, la refertazione, gli spostamenti da un domicilio
all’altro, eppure questi sono i dati che risultano nel sistema Edotto.
A complicare ulteriormente la
vicenda, il medico sarebbe stato edotto, informato, degli accertamenti a
suo carico, avendo ricevuto, forse per mero errore, il verbale dei Nas destinato
alla direzione strategica della ASL. Il direttore generale della Asl ritiene che
la questione avrebbe dovuto essere gestita con la massima discrezione, il
direttore sanitario non avrebbe dovuto rendere noto all’interessato il verbale
delle indagini, anche per evitare il rischio di alterazioni della
documentazione richiesta. Al momento nessuna contestazione ufficiale, siamo
solo nella fase delle indagini dei NAS e della Procura.
Possibile spiegazione dell’anomalia
In casi analoghi, come emerso in altre indagini nel passato
di altre realtà, sono state riscontrate prestazioni erroneamente duplicate o
triplicate, Codici inseriti più volte, attività generate automaticamente dal
software, prestazioni caricate a posteriori (fine giornata) con orario di
sistema uguale per tutte, oppure non realmente erogate.
La sproporzione numerica ha fatto scattare l’allarme. La
Procura indaga perché i numeri sono incompatibili con la realtà clinica. Il sospetto
è di falsità ideologica, truffa aggravata, indebito vantaggio economico oppure semplicemente
un errore strutturale del sistema informatico.
Sorge spontaneo un esilarante parallelismo con la storia
narrata nel film del 1968 “Il medico della mutua” con Alberto Sordi!
La vicenda, raccontata da varie testate giornalistiche, richiama
alla mente alcune scene memorabili del film con Alberto Sordi, dove il
protagonista, il dottore della mutua Guido Tersilli, correva da un paziente
all’altro per aumentare il numero di visite e, di conseguenza, il guadagno
personale.
Una caricatura grottesca del sistema sanitario convenzionato
dell’epoca, dove l’ossessione era quella di fare più visite possibili, anche se
in modo assurdo e surreale. Qui non si tratta di fiction, di satira, i numeri contestati
non sono spiegabili. Ed è è partita un’indagine perché nemmeno Tersilli avrebbe
potuto mantenere quel ritmo di prestazioni in un’ora, dieci ore al giorno, per
giorni!
Tersilli ha un malore e per non ammalarsi seriamente e per
poter mantenere il controllo dei suoi mutuati, per non perdere la sua
"miniera d'oro", decide di curare i suoi pazienti solo
telefonicamente
Con Alberto Sordi si ironizzava sui comportamenti
opportunistici del sistema. Oggi in questa vicenda vi sono sospetti molto più
gravi: procedure non compatibili con i tempi clinici, possibili falsificazioni,
anomalie del software o comportamenti volontariamente distorti.
Il medico della mutua nel film correva per fare più visite,
qui le visite domiciliari correvano più veloci del medico! Se esistessero
davvero medici capaci di mantenere un ritmo simile, sarebbero certamente utili
per risolvere l’annoso problema delle liste d’attesa, ma è evidente che stiamo
ironizzando.

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