Giordano Sangiorgi: Profeta del liscio, ostinatamente Indie
Trent’anni di MEI, sogni Unesco e il nuovo folk che conquista la Generazione Z
Una storia di indipendenza e visione
Da trent’anni Giordano Sangiorgi è una vera e propria
bandiera della scena indipendente italiana. Nel 2025 ha celebrato un traguardo
che ha del miracoloso: il MEI di Faenza, storico Meeting delle Etichette
Indipendenti, ha festeggiato i suoi primi trent’anni, più vivo che mai in un
panorama musicale dominato da major discografiche e piattaforme di streaming.
Un risultato che testimonia la forza delle idee e la passione di chi, come
Sangiorgi, crede ancora nel valore della musica indipendente, dell’autenticità
e della tradizione.
Il liscio romagnolo: un sogno chiamato Unesco
Sangiorgi non si accontenta mai: la sua ultima sfida è quella di far riconoscere il liscio romagnolo come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco. Un sogno che affonda le radici in una tradizione musicale profondamente legata all’identità della Romagna, ma che, grazie anche al suo impegno, sta conoscendo una nuova giovinezza.
Il rinnovamento: il folk romagnolo parla ai giovani
La rivoluzione di Sangiorgi è tutta qui: avvicinare la
Generazione Z – i nati nell’era digitale – alle radici della musica popolare
romagnola. Un’impresa che fino a pochi anni fa sembrava “una scommessa
controvento”, ma che oggi vede protagonisti giovani artisti e realtà come
l’orchestra ‘Santa Balera’, capace di reinterpretare il liscio con energia
contemporanea e freschezza, senza tradirne l’essenza.
Grazie a questa spinta innovativa, il folk romagnolo non è
più solo una memoria del passato ma una corrente viva, che si rigenera e
dialoga con le nuove generazioni. I ragazzi riscoprono la gioia della balera,
il piacere del ballo di gruppo, la magia delle serate sotto le stelle, sulle
note di valzer, mazurke e polke che raccontano storie di una terra generosa e
accogliente.
Un modello di resistenza culturale
Nel contesto di un’industria musicale sempre più
globalizzata e digitalizzata, Sangiorgi incarna il motto “volere è potere”. La
sua storia è la dimostrazione che anche in una società che corre veloce come il
vento, c’è spazio per chi sa tenere la barra dritta, valorizzando la tradizione
senza chiudersi al nuovo. Il MEI, sotto la sua guida, si è trasformato in un
laboratorio di idee, in una fucina dove si incontrano passato e futuro, locale
e globale.
Giordano Sangiorgi è oggi riconosciuto come il “profeta del liscio” e uno degli ultimi ostinatamente indie d’Italia. Con il suo lavoro, ha regalato nuova vita e nuove prospettive alla musica popolare romagnola, dimostrando che la vera innovazione nasce dal coraggio di non dimenticare le proprie radici.


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